diversi modi (fra i tanti) di stare sui social network – 337.

* * *

dovremmo provare a riflettere assieme un po` piu` spesso su come i social network stanno cambiando la nostra esistenza.

e nello stesso tempo renderci anche conto che non possono cambiarla a tutti alla stessa maniera.

* * *

per chi e` nato alla vita cosciente prima della loro comparsa, i social network saranno sempre percepiti come una dimensione aggiuntiva dell’esistenza.

per chi ce li ha trovati gia`, aprendo gli occhi della consapevolezza sul mondo, i social network sono soltanto una delle dimensioni dell’esistenza, come l’aria, la terra, l’acqua o il fuoco: internet nel suo insieme e` semplicemente il quinto elemento del mondo e non una terra incognita tutta da scoprire.

per chi vive questa condizione la domanda stessa che pongo e` priva di senso.

* * *

limitiamoci dunque a chi ha prima vissuto la vita reale per una parte significativa e poi li ha visti comparire.

e` qui che si puo` reagire in modi differenti.

il primo e` quello di vederli appunto come una integrazione, che si affianca alla vita di relazione condotta su base fisica.

in questo caso i social network agiscono come degli integratori alimentari: non sostituiscono i pranzi base, ma li completano, fornendo la possibilita` di stabilire contatti e soddisfare bisgoni che altrimenti resterebbero frustrati.

ma, soprattutto per chi ha una vita personale reale normalmente frustrante ed infelice, i social network possono invece proporsi come vera e propria vita alternativa a quella reale e prenderne il posto.

* * *

non mi pare il caso di esprimere giudizi; dico soltanto che, per quanto riguarda me personalmente, mi chiedo sempre molto attentamente e con un poco di preoccupazione se per caso sto finendo nel secondo caso (scusate il gioco di parole).

mi pare di no, anche se il numero delle mie relazioni e delle mie amicizie nel mondo reale e` ancor piu` limitato e selezionato di quello dei miei lettori abituali, quelli che mi leggono e commentano e quelli che leggo e commento io.

soprattutto mi da` fiducia che i dibattiti qui dentro non prendano il posto delle relazioni in carne ed ossa il fatto che alcune delle amicizie piu` belle del blog sono persone che conosco e spesso anche frequento in carne ed ossa.

* * *

ecco dunque un ultimo criterio empirico e semplice che propongo per verificare se un social network – il blog o altro – non sta diventando una forma di dipendenza che ci allontana dalla realta`: i nostri amici di rete sono, almeno in parte, anche persone reali?

i legami che costruiamo con loro nella rete sono strettamente intrecciati ai legami della vita reale?

e, gli amici che abbiamo conosciuto tramite la rete, abbiamo voglia di conoscerli anche direttamente e personalmente, di far fare cioe` a loro quella che potremmo chiamare scherzosamente la prova finestra, facendoli uscire dall’indistinto e vedendo che effetto ci fanno, come persone complete, in carne ed ossa?

e noi stessi, soprattutto, siamo disposti a sottoporci a questa prova agli occhi degli altri? a diventare persone fisicamente identificabili? a farci carico dei nostri limiti fisici e dei nostri difetti di qualunque tipo?

* * *

eh gia`, perche` qui sta il cuore del problema: usiamo internet e i social network come strumento per la fuga da noi stessi come persona reale? stiamo cercando di sostituire un nostro io virtuale apparente migliore a quello che siamo?

se in internet si naviga, usiamo questa forma di viaggio come Seneca diceva di coloro che usavano il viaggio per fuggire da se stessi, oppure per conoscere meglio il mondo?  

se questa domanda vi sembra interessante, provate a porvela.

* * *

il risultato naturalmente potete tenervelo per voi.

ma se vi andasse di confrontarvi, l’autore di questo blog e credo anche i suoi sparuti lettori estivi sarebbero lieti di parlarne. 

Advertisements

8 risposte a “diversi modi (fra i tanti) di stare sui social network – 337.

  1. “eh gia`, perche` qui sta il cuore del problema: usiamo internet e i social network come strumento per la fuga da noi stessi come persona reale? stiamo cercando di sostituire un nostro io virtuale apparente migliore a quello che siamo?”

    tema sconfinato.
    innanzitutto, bisognerebbe distinguere tra l’utilizzo di internet in ricezione, e questo avviene di norma guardando e leggendo, con risultati eterogenei a seconda del soggetto, del momento e non per ultimo della fonte.
    molte persone, me compreso, in alcuni periodi (che tento faticosamente di ridurre al minimo) passano ore ed ore a “ricevere” e basta: il che si traduce spesso anche con l’informarci sui cavoli degli altri, nell’epoca dei social.

    per enne motivi.
    in moltissimi casi anche solo per passare il tempo se non si ha di meglio da fare (!!!). internet anche come forma di evasione, come una vacanza: non è un caso che si guardi un sacco di foto, musica e video, o ci si dedichi a giochini, piuttosto che nella lettura di più impegnativi documenti.
    parlando personalmente invece, la maggior parte del tempo lo impegno per aumentare la mia insaziabile pretesa di cultura, per approfondire curiosità su argomenti che mi interessano (sconfinati), che si rimpallano di link in link e vengono iperbolizzati con l’uso dei motori di ricerca.
    io faccio parte della categoria dei lurker ossessivi:)

    questo mediamente equivale a sprecare moltissimo tempo (ma meglio che perderlo davanti alla tv, di norma), anche se in alcuni – rari – casi può risultare estremamente utile.
    l’inutilità media è derivata piuttosto dalla sovrabbondanza e ridondanza mastodontica di informazione che si trova in rete, accedere a dati utili di qualità è l’eccezione.
    salvo constatare poi che, pure questi dati rilevanti quando si trovano, non ti fanno vivere meglio la vita a ben pensarci.
    da tempo ormai ritengo che sia meglio restare ignoranti, per chi riesce a tenere a bada la propria curiosità (certo, per chi ha ruoli decisionali certe cose farebbe bene a conoscerle, ma si contano sulle dita di una mano e a noi plebei non ci riguarda 🙂 )

    __________

    viceversa, dall’altro lato c’è internet come produzione di informazione.
    anche qui per infiniti motivi.
    condividere pensieri, produrre qualcosa che si vagheggi essere utile, o anche semplicemente per sfogarsi senza rischiare un diretto in faccia 🙂
    anche per l’impulso di imporre le proprie opinioni sugli altri, per le personalità che sentono l’esigenza di darsi un tono, o viceversa per sperare di assumere un qualche peso che nel mondo reale non si percepisce di avere.

    perchè dirlo su internet e non a faccia a faccia con persone reali? la risposta la sapete: in rete è più facile, più comodo, anche più efficace alcune volte 🙂
    dire una cosa in faccia ad una persona piuttosto che scriverla su un social generalista, o su un blog, sono cose completamente diverse.
    sulle motivazioni per cui comunichiamo non aggiungo altro, ci sono come dicevo una pletora di motivi psicologici dietro, che ci spingono a non tenerci le cose per sè ma a condividerle, e ogni azione dovrebbe essere contestualizzata nello specifico, caso per caso.

    ma è sulle modalità che mi piace soffermarmi: infatti l’impulso a comunicare in molti casi c’è anche nella “real life”, per chi produce informazione, ma come dicevo si sceglie la strada più semplice (per chi ha un minimo di dimestichezza con la tecnologia).
    entrando nello specifico, per quello che mi riguarda:
    – la scrittura mi permette di esporre mediamente meglio i concetti che rispetto alla parola diretta, avendo più tempo per riflettere e senza la “pressione” dell’interlocutore (per chi, come me, soffre di ansia da prestazione)
    – la possibilità di avere sotto mano strumenti di approfondimento, per non dire sonore cazzate
    – la relativa certezza che, ciò che si scrive, rimane a disposizione e non si volatilizza come con la parola: è essenziale questo aspetto, per chi pensa di aver cose importanti da dire
    – la possibilità di scrivere quando si vuole, a chi si vuole
    – stare davanti ad uno schermo estranea e permette di concentrarsi meglio sul pezzo senza le inevitabili distrazioni che si pongono quando si parla faccia a faccia con uno o più interlocutori (mediamente tutti interrompono per dire la propria, ma c’è anche molto altro che influisce e distrae il discorso).
    per contro questo ultimo punto equivale anche a spersonalizzare il rapporto: esprimo certo meglio un concetto, ma non fraternalizzo con le persone con cui sto comunicando (volendo lo si può fare ma solo in minima parte, perdendo tutto il linguaggio non verbale, gli sguardi, le espressioni, la gestualità)

    avrei dell’altro ma per motivi di tempo mi fermo sull’elenco dei “pro e contro” di questo mezzo di comunicazione, che peraltro è una forma epistolare potenziata a dismisura.

    concludo invece rispondendo al cuore della domanda, e parlando per me.
    uso la rete per comunicare perchè riesco a farlo meglio che nella vita reale, dal momento in cui gli argomenti che mediamente tratto non si prestano a leggere chiacchierate con gli amici.
    e perchè ciò che scrivo rimane e non si perde, importante pure per me che ho pochissima memoria.
    con gli amici preferisco parlare di inezie, ridere, scherzare, amarli, abbracciarli, giocarci. non intavolare discorsi troppo seri e pesanti, in primo luogo perchè raramente i miei amici lo vogliono.
    qualche volta capita, ed è molto bello e apprezzo l’intenzione, ma è anche frustrante dal momento che di solito la comunicazione si riduce su aspetti che per me sono marginali, o peggio banali, su cui ho già riflettuto più e più volte. mi piacerebbe andare oltre con loro ma non è possibile, ed internet in questo senso mi permette di allargare il “mercato comunicativo” a nuove spunti e personalità. non sono certo un genio ma i discorsi superficiali mi annoiano e finiscono per innervosirmi.

    MA: internet per me è una droga, specie nell’aspetto ricettivo descritto all’inizio, e questo mi fa spostare un sacco di attenzione verso la cruda informazione, togliendola invece ai rapporti umani, alle piccole attività quotidiane, all’esercizio fisico, a mille aspetti che migliorano la mia persona e mi fanno star meglio con me stesso e dunque anche con gli altri.
    perciò mi impongo di usarla – la rete – il meno possibile, per questo motivo a volte rispondo dopo 1 mese, o non rispondo proprio (anche se nel mio carattere sarei ossessivo nei riscontri): bisogna diluire l’utilizzo della rete, per quanto riguarda le questioni ricreative non lavorative. lo dico da informatico, visto che mi tocca usarla per forza.

    perciò no, nessuna fuga da me stesso: sono me stesso in real così come in internet, terribilmente, stupidamente e schiettamente me stesso. la fuga casomai non è dalla vita reale, ma da quella virtuale 🙂
    in verità, la fuga dalla vita virtuale coincide con la fuga dalle mie riflessioni più profonde che mi tormentano, alla ricerca di un contatto umano più forte che mi dia sostegno e felicità.
    la conoscenza NON dà felicità.

    “se in internet si naviga, usiamo questa forma di viaggio come Seneca diceva di coloro che usavano il viaggio per fuggire da se stessi, oppure per conoscere meglio il mondo? ”
    al contrario: viaggiare, sia in senso fisico che virtuale, è slegarsi ed emanciparci da ciò che ci circonda, persone comprese, cambiando mentalità, abitudini e punti di vista.
    viaggiare per me significa comprendere meglio chi sono e cosa voglio.

    e, a furia di viaggiare incessantemente con la testa – e in diversi periodi passati anche con i corpo, tra le genti ed i luoghi di questa terra – ho compreso che non voglio conoscere altro. la conoscenza per me è una droga che non mi permette di trovare un equilibrio.
    il giorno in cui riuscirò a stare fermo, placido, senza pensieri nè desiderio voluttuoso ed incessante di conoscere, comunicare e di far spazio al mio ego in questo mondo, ecco in quel giorno sarò diventato una persona felice e saprò rendere felici anche le persone a me care.

    eppure francamente non credo di averne il carattere, la natura e la mia vita vissuta non mi ha programmato per questo, ho troppo fuoco che divampa in me ed è quello stesso fuoco che mi dà la forza per vivere di slancio oltre i miei stessi limiti fisici, bruciando come una stella con una massa di gran stazza, in fretta, di corsa. bruciando tutto ciò che mi sta intorno.
    in ultima analisi, forse è per questo che, inconsapevolmente, passo tutto questo tempo in rete: per evitare di scottare chi mi sta vicino.
    e in questo modo mi condanno all’infelicità.

    grazie per lo spunto, ne è uscita una bella ed utile riflessione 🙂

    • vero, molto bella: grazie.

      neppure da sciupare con un commento, che rischia di sovrapporre sensibilita` ed esperienze.

      dico soltanto che la domanda su perche` desideriamo comunicare non ha una risposta facile: se sapessimo dirlo, sapremmo anche perche` viviamo.

  2. Quando ero in terronia saudita i social network erano l’unico modo per parlare con gente che non sapesse parlare solo di figa, calcio e reality show, ci passavo le giornate. Certi ambienti sono socialmente soffocanti, se non vuoi suicidarti o impazzire Internet diventa l’unica valvola di sfogo. Ora sono in un posto piu’ civile, quindi ci passo meno tempo.

    • che cos’e` la terronia saudita, scusa?

      e adesso dove stai, se hai voglia di dirlo?

      in parte ho conosciuto anche io la situazione in cui internet diventa uno strumento necessario della voglia di comunicare con qualcuno che condivida interessi e forme mentali…

  3. È una domanda che bisogna porsi. Personalmente ho attraversato diverse fasi. Confesso che anni fa ho fatto un uso poco sano (mi riferisco solo a me stessa) dei social spinta da una curiosità ai limiti del morboso. Mai però hanno sostituito le relazioni reali, una gita fuori porta o uno spritz con gli amici.
    La lettura dei blog è una cosa diversa, trovo sia una cosa da fare. Ho incontrato scritture interessanti, approfondimenti e piacevole svaccamento. Il tuo blog è interessante perché ha tutte queste caratteristiche insieme.
    … min…chia … la buona scuola c’è ;-(

    • be`, anche io trovo che ci sia una bella differenza, in generale, fra un blog e altri social network.

      nel blog comunque ti metti i n gioco ad un livello che e` sempre un po’ piu` impegnativo.

      mi piace il giudizio che dai del mio blog: penso solo che dovrei imparare a sviluppare di piu` il piacevole svaccamento… 🙂

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...