professioni emergenti: gay discriminato – 358.

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dopo la sentenza recente e clamorosa della Corte Suprema americana, che ha proclamato incostituzionale il divieto vigente in alcuni stati USA del matrimonio fra persone dello stesso sesso (a partire dalla interpretazione di una Costituzione che contiene nel suo primo articolo il diritto alla felicita`), ora e` la Corte Europea dei diritti dell’uomo che condanna l’Italia a pagare i danni ad alcune coppie omosessuali stabili non tutelate in nessuna forma nella loro covinvenza.

e siccome, come sempre succede, e` un po` difficile orientarsi nella caciara propagandistica alla quale sono asserviti i media italiani, provo a fornire alcuni dati informativi, spero utili che chi vuole capire meglio il problema.

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nel 2010 la nostra Corte Costituzionale dovette esprimersi sui giudizi di legittimita` costituzionale promossi dai tribunali di Trento e di Venezia a proposito della limitazione del matrimonio alle sole coppie eterosessuali: sentenza n. 138/2010.

quei tribunali ricordavano la Carta di Nizza (Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea) e, in particolare, l’art. 7 (diritto al rispetto della vita privata e familiare), l’art. 9 (diritto a sposarsi ed a costituire una famiglia), l’art. 21 (diritto a non essere discriminati) e varie risoluzioni delle Istituzioni europee, «che da tempo invitano gli Stati a rimuovere gli ostacoli che si frappongono al matrimonio di coppie omosessuali ovvero al riconoscimento di istituti giuridici equivalenti» e segnalavano che nell’ordinamento di molti Stati, aventi civiltà giuridica affine a quella italiana, si sta delineando una nozione di relazioni familiari tale da includere le coppie omosessuali.

la nostra Corte dichiaro` inammissibili o non fondate le varie questioni sollevate, ma unicamente con riferimento alle sue competenze, e, mentre affermava che il matrimonio non appariva come l’unica forma di tutela possibile, pero` richiamava il parlamento alla necessita` di una regolamentazione delle unioni omosessuali, di sua stretta competenza: 

L’art. 2 Cost. dispone che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Orbene, per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri.

Si deve escludere, tuttavia, che l’aspirazione a tale riconoscimento – che necessariamente postula una disciplina di carattere generale, finalizzata a regolare diritti e doveri dei componenti della coppia – possa essere realizzata soltanto attraverso una equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio. (…)

Ne deriva, dunque, che, nell’ambito applicativo dell’art. 2 Cost., spetta al Parlamento, nell’esercizio della sua piena discrezionalità, individuare le forme di garanzia e di riconoscimento per le unioni suddette.

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bene, sono passati 5 anni di Parlamento ostinatamente fermo a parlare di tutt’altro, ed ora finalmente si muove la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, che esamina, su ricorso dei singoli, la compatibilita` degli ordinamenti nazionali con gli impegni sottoscritti a livello europeo per la tutela dei diritti della persona (parliamo di convenzioni che sono entrate a far parte anche della normativa europea, ma non nascono sempre da essa direttamente).

la Corte Europea esamina esattamente gli stessi casi personali visti sopra (i ricorrenti sono gli stessi), arriva a conclusioni non differenti da quelle della Corte Costituzionale, ma ha poteri diversi.

l’Italia e` ferma, e quindi viene anche condannata a pagare i danni alle coppie omosessuali che ricorrono per non avere avuto alcuna forma di riconoscimento della loro unione di vita; la sentenza e` qui.

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ma la Conferenza Episcopale Italiana aveva commentato che le priorita` sono altre; e il Parlamento si e` adeguato alla piu` potente forza politica extraparlamentare del nostro paese.

continuera` a farlo?

e` piu` che probabile: sappiamo gia` che valore dare ai diversi annunci del governo, che ha avuto tutto il tempo per agire e non lo ha fatto; anche oggi e` mancata una relazione governativa sui costi di questo riconoscimento, necessaria per andare avanti nella discussione…

pero` e` curioso che proprio i due paesi che non hanno nessuna forma di riconoscimento delle unioni omosessuali, Grecia e Italia, sono anche quelli che hanno il debito maggiore, pur se l’allargamento di alcuni diritti a nuove categorie di cittadini dovrebbe pur costare qualcosa…

non moltissimo, peraltro direi, perche` a me pare che una grande maggioranza di omosessuali non senta affatto il bisogno di unione stabile, ma preferisca rapporti occasionali e libertini.

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il governo e` fermo perche` si basa sui voti del Nuovo Centro Destra, che e` contrario a un vero riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali.

in questo partito il mio cuginetto Maurizio Sacconi (lo chiamo cosi`, perche` e` il figlio di mio cugino, quindi mi e` cugino di seconda generazione, pur essendomi quasi coetaneo) ritiene, secondo il Corriere, che la sentenza europea abbia bocciato la richiesta di un matrimonio.

stranissima interpretazione, ma in realta` non e` cosi`:  la Corte Europea lascia decidere ai diversi paesi la forma della tutela; e neppure la sentenza del 2010 della nostra Corte Costituzionale lo ha fatto; del resto neppure il cugino dice quel che il Corriere gli mette in bocca, a leggerlo bene:

«Sembrerebbe esservi un modo di adempiere alla sentenza, che peraltro fa riferimento a tutte le convivenze, etero e omosessuali, senza creare i presupposti per l’estensione giurisprudenziale dell’istituto matrimoniale, delle adozioni e delle provvidenze pubbliche riservate alla famiglia naturale in funzione della continuità della specie umana».

opinioni sue, poco fondate, perche` se le provvidenze avessero questo scopo, ne dovrebbero essere escluse tutte le coppie eterosessuali naturalmente sterili…

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ma il solito che va oltre a vanvera e` Giovanardi:

«Escluse esplicitamente le adozioni, le pratiche dell’utero in affitto e la reversibilità».

mi piacerebbe sapere dove sta scritto.

ma, siccome non so l’inglese, come Renzi, magari qualche anima pia si legge la sentenza e mi segnala il punto…

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intanto e` da indicare beffardamente ai giovani disoccupati italiani una nuova possibilita` di reddito: farsi risarcire dallo stato italiano per la mancata regolamentazione di una convivenza di qualunque tipo…

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Una risposta a “professioni emergenti: gay discriminato – 358.

  1. Pingback: le unioni saranno anche civili, ma sono incostituzionali – 230 – cor-pus 15·

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