chi deve farsi l’esame di coscienza in greco? – 365.

* * *

ho fatto bene ad aspettare a farmi l’esame di coscienza su quanto sono andato sostenendo nel recente psicodramma sugli aiuti alla Grecia ed e` stato provvidenziale il soggiorno in Germania, che mi ha indotto a rinviarlo.

infatti, come spesso accade, il vero scontro sulla Grecia e` in atto adesso, lontano dai rflettori e senza i clamori della stampa interessata a condizionare l’opinione pubblica.

e in questo scontro la posizione della Grecia appare oggi molto piu` forte di quanto non fosse pochi giorni fa, nel crudo della battaglia che e` sembrata una disfatta.

ma adesso come tutti i commentatori che si erano precipitati a criticare Tsipras, dopo averlo appoggiato strumentalmente  cercando di fargli dire il contrario di quel che pensa: prima l’hanno trasformato in un eroe della folle idea di uscire dall’euro, spiegandoci che questo era quello che in realta` voleva fare, e poi, quando e` stato chiaro che le loro erano fantasie propagandistiche senza basi (esattamente come le loro proposte politiche), allora si sono messi a dargli dell’inetto e hanno abbandonato il campo.

e proprio nel momento sbagliato, perche` la battaglia  vera si sta combattendo adesso, come dicevo.

* * *

ma che cosa sta succedendo?

come e` noto, Tsipras e` riuscito sinora a fare approvare i contenuti dell’accordo impostogli dall’Unione Europea, con l’appoggio di una buona parte dell’opposizione, esclusi i neonazisti di Alba Dorata che sono gli unici in Grecia (giusto per chiamare le idee di estrema destra col loro nome) a volere l’uscita della grecia dall’eurol

ha dovuto ristrutturare il suo governo, escludendo la sinistra dogmatica dei puri e duri e viaggia senza una solida maggioranza, ma col referendum ha blindato il suo carisma ed e` al momento l’uomo insostituibile per qualunque scelta.

i veri problemi al momento non li ha Tsipras, anche se tutti i commentatori interessati lo davano per morto, ma l’Unione Europera e la Germania in particolare.

chi l’avrebbe mai detto?

e` vero che la Merkel e` riuscita a far passare in parlamento gli aiuti alla Grecia, ma nonostante questo successo appare in difficolta` e l’opposizione alla sua politica cresce.

(a proposito: e come mai in Italia una decisione cosi` importante come quella di dare miliardi di aiuti alla Grecia non passa nemmeno per il parlamento?

chi ha il potere di prendere decisioni cosi` importanti senza neppure consultare i rappresentanti del popolo? – a volerli chiamare cosi`)

ma il vero problema della Merkel non e` interno, ma sta nel Fondo Monetario Internazionale.

* * *

il FMI aveva tenuto nella fase iniziale delle trattative gli atteggiamenti piu` intransigenti contro la Grecia, ma tutti avevano potuto notare un brusco cambiamento di posizioni, poco dopo che Obama si era espresso sull’argomento, raccomandando un compromesso.

qui dobbiamo ricordare due cose agli svagati: la prima e` che gli USA non possono certo permettersi che la Grecia venga salvata dalla Russia di Putin: subirebbero una sconfitta geopolitica incalcolabile.

(e la cosa si riproporrebbe pari pari nel caso di un’eventuale uscita dell’Italia dall’area euro: a chi dovrebbe appoggiarsi l’Italia?

solo se l’Italia adottasse il dollaro come moneta di riserva la sua uscita dall’euro potrebbe teoricamente non disturbare gli americani, ma perfino in questa prospettiva non potrebbe funzionare.

sono giorni, del resto, nei quali qualcuno ha proposto che Portorico, territorio amministrato dagli USA, pure in default, ma privo di aiuti, aderisca all’Unione Europea, piuttosto, e adotti l’euro).

la seconda cosa da ricordare e` che il Fondo Monetario Internazionale e` oggi che tutti i principali paesi sono indebitati, una specie di governo mondiale ombra dell’economia o almeno dell’economia occidentale, e che li` dentro le decisioni vengono prese sullabase del peso dei diversi stati, fra cui quello degli USA rimane preponderante.

* * *

ed ecco che il FMI si adegua rapidamente alla volonta` americana, sostituisce immediatamente il proprio capo dleegazione al tavolo tecnico delle trattative e rende noto un proprio rapporto interno, uno studio economico che sostiene che non c’e` altra via possibile per la salvezza della Grecia che la ristrutturazione del suo debito.

o guarda un po`: chi l’avrebbe mai detto che su questo punto fondamentale, su cui in apparenza si e` consumata la disfatta di Tsipras, lasciato solo dal resto della pesudo-sinistra europea, bortocal non avrebbe dovuto farsi nessuna autocritica?

in realta` qualcosa di simile al taglio (non detto ufficialmente) del debito ha continuato ad aleggiare anche sull’accordo, dato che e` chiaro a tutti che, se fisso il principio che il debito da restituito, ad esempio, in sessant’anni, di fatto lo sto ristrutturando senza dirlo.

e questo era appunto il mezzo impegno che era rimasto come un non detto, alla conclusione delle trattative: concedere alla Grecia una riduzione di fatto del suo debito, ma senza chiamarla col suo nome.

* * *

ma la vera sorpresa sta nel fatto che il FMI a questo tipo di soluzione non ci sta.

e i suoi studi sulla insostenibilita` dei nuovi prestiti decisi dall’Unione Europea non sono contributi teorici alla discussione come questo post: sono valutazioni rigorose sul destino di qualche decina di miliardo di dollari che il FMI internazionale amministra per conto dei governi che glieli hanno conferiti.

vi e` una precisa responsabilita` di non buttarli via.

e dunque, dato che una parte del nuovo credito alla Grecia ce lo deve mettere il FMI, questo ha chiarito per bene e ufficialmente come meglio si poteva che i soldi per parte sua non ce li mette, senza ristrutturazione del debito greco.

portavoce del FMI:

La nostra posizione è chiara: una ristrutturazione è assolutamente necessaria perché il programma sia realmente efficace.

Siamo stati molto chiari nel dirlo alle istituzioni europee.

il FMI sta cercando scuse per tirarsi fuori?

possibile anche questo; ma a questa dichiarazione le borse si sono subito indebolite, doppiamente preoccupate: sia che la soluzione salti, sia che si consolidi il principio della ristrutturazione del debito, in certi casi inevitabile.

* * *

d’altra parte Schaeuble ha chiarito bene i motivi per i quali nell’ambito dei trattati europei non e` possibile procedere ad una ristrutturazione del debito detenuto dagli altri stati membri; della sua posizione e` stata la caricatura tipica di un paese la cui cultura ignora l’esistenza di regole di qualunque tipo, dove il riferimento a norme o ad accordi stipulati di qualunque tipo e` viso con l’approssimazione pasticciona di chi preferisce sempre gli accordi sottobosco e reagisce all’osservazione che in un certo modo non si puo` fare dando del tedesco, del calvinista, del puritano o del nazista a scelta a chiunque parli sulla base di incomprensibili pricnipi generali.

ma Schaeuble ha perfettamente ragione, il suo ragionamento e` corretto e bisognera` pur fare i conti col fatto che in questo momento e` anche l’uomo politico piu` popolare della germania, anche per la precisa competenza tecnica che ha dimostrato; del resto i tedeschi gli sono comprensibilmente grati, dal loro punto di vista, di avere portato le banche tedesche fuori dalla tampesta greca tre anni fa, ristrutturando senza difficolta` il debito greco verso di loro, per una parte, e per l’altra accollandolo agli stati, in mod darenderlo intoccabile. 

* * *

una manovra tipicamente tedesca, condotta nel rispetto formale delle regole ed ineccepibile tecnicamente.

e tuttavia in questo momento ha portato la linea tedesca nell’Unione Europea in un vicolo cieco, dal quale non si vee come si possa uscire.

dunque Tsipras sta mantenendo i patti.

e` la famosa troika che non e` in grado di mantenerli.

e cosi`, ecco che i negoziati che dovevano comicare oggi ad Atene sono stati rinviati: ufficialmente per motivi di sicurezza, che non sarebbe garantita dai greci, ma in realta` perche` il fronte dei creditori e` diviso.

e nel frattempo all’Unione Europea stanno già studiando l’ipotesi di dover concedere un secondo prestito ponte, dato che quello da 7 miliardi versato a inizio settimana basta unicamente a coprire il fabbisogno fino a metà agosto e per tale data non e` prevista alcuna soluzione organica.

* * *

per questo e` bene che, dopo tanto clamore di propaganda, un silenzio disattento cali sull’intera faccenda greca, che l’onere si farsi un esame di coscienza resti a carico di chi aveva piu` ragioni che torti.

ma nessuno resti sorpreso se magari, a breve, il caso greco riesplodera`, magari cercando qualche casu belli fasullo per nascondere le responsabilita` del probabile fallime nto della soluzione europea adottata e anzi cercare di buttarne la responsabilita` addosso ai greci.

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15 risposte a “chi deve farsi l’esame di coscienza in greco? – 365.

  1. Tutto interessante, ma lo sguardo non è un po’ troppo fisso?
    Insostenibile o no, a me pare che se si taglia debito alla Grecia, poi arrivano tutti gli altri, Italia in testa. Tutto il modo in cui è strutturata questa Economia (giusta o sbagliata che sia) si basa sulla fiducia, su patti e rispetto delle regole. Se si inizia a derogare, allora secondo me salta davvero l’euro e salta per tutti, non solo per la Grecia. E si ritorna indietro colla seria probabilità di non ripartire mai più.
    E tutti quelli che si lamentano di questa unione che è solo monetaria… ma secondo te, come altro si potevano costringere Stati tanto gelosi e bellicosi ad unirsi se non prendendoli per la borsa… e adesso che ci sono cascati possono solo cercare di andare avanti…

    • non lo so se ho lo sguardo fisso…, di solito dicono di no, che anzi ce l’ho troppo mobile ed espressivo: impossibilitato a mentire perche` i miei occhi dicono sempre la verita`.

      mettendo da parte le battute quello che occorre, secondo me, e` proprio un forte e generalizzato salasso dei creditori che stanno accumulando una ricchezza mostruosa, estorta al resto dell’umanita`, ricchezza che usano sempre di piu` soltanto per speculazioni finanziarie sempre piu` inostenibili.

      la crisi della Grecia, a cui ne seguiranno certamente altre (e non e` che neppure le banche tedesche siano messe molto bene), poteva essere l’occasione per interrogarsi su come porre dei limiti alla speculazione che ci sta rovinando tutti, tagliandole l’erba sotto i piedi.

      siamo al punto che oramai meta` della ricchezza mondiale e` concentrata nelle mani di una piccola minoranza che continua ad accrescere la sua ricchezza proprio grazie alla crisi, che uccide la produzione e taglia i redditi di tutto il resto della popolazione.

      una situazione inostenibile e gravissima socialmente, che non puo` reggere a lungo.

      la Grecia e` stata un’occasione persa per affrontare il problema della crisi di questa economia prima che sia troppo tardi, ma temo che non ne mancheranno altre a breve…

      questo almeno e` il mio pensiero.

      aggiungo che non mi sembre neppure cosi` morale svenare i popoli per salvare il creditore imprudente che ha speculato sul rischio e ora che e` andato male lo scarica sullo stato.

      ah, grazie mille del commento, naturalmente.

      • Non ti accusavo di sguardo fisso! non ti conosco abbastanza per permettermi tali commenti… intendevo che posto in questa ottica l’argomento è stretto (e cercavo solo di allargare non di bocciare). In gioco non c’è solo la Grecia, sarebbe facile se fosse solo Grecia, in gioco c’è l’Europa, e se un po’ mi sta antipatico Tsipras è per questa sua elegante indifferenza, a me il suo referendum è sembrato un ricatto, i Greci si fanno un referendum per decidere che sono stufi di ripagare i debiti. Non abbiamo proprio capito cosa dovrebbe essere l’unione europea, non mi pare. Essendo italiana capisco fin troppo bene il sentimento ellenico: …heddai, noi poveracci, sfigati, Voi del Nord siete pieni di pilla, ecchè Vi fà, scucire qualche miliardo per noi? Ma nessuno butta miliardi giù dalla finestra, nemmeno un miliardario lo fa. Europa non è elemosina.

        Poi, sui creditori vampiri, posso capire ma non trovo alternative. Non ne vedo al momento. Il comunismo non è stata una esperienza fallita? in attesa di un comunismo che funziona, non ci resta ‘sto Capitalismo più o meno odiato? Se devo investire, se ho un’idea, se voglio promuovere un progetto, non servono sempre solo maledetti soldi? E chi te li da sti soldi? Ora come ora se sei fortunato te li da un Capitalista, uno che te li presta, che ce li ha, che scommette su di te/la tua idea/il tuo progetto.

        La crisi della Grecia è una occasione per interrogarsi. Speriamo qualcuno, speriamo molti, speriamo tutti noi, speriamo che ci interrogheremo.

        Io sarei un’idealista, a me piacerebbe sognare, io vorrei che fossimo tutti più buoni – ma – hoi! – non credo più a Babbo Natale.

        ……….. e ti giuro che ho cercato di essere dolce.

        • molto interessante questa discussione, grazie.

          vedi, io credo che se la Grecia e` stata lasciata da sola nel suo discorso sulla riduzione del debito la colpa e` del resto della sinistra europea.

          cosi` il loro discorso e` diventato una specie di caricatura, una proposta fatta dalla grecia soltanto per se`.

          e chiaramente in questi termini il discorso non poteva funzionare; ma questa e` la caricatura che hanno fatto passare i media.

          a parte il fatto che, a sentire il Fondo Monetario Internazionale, per la Grecia non ci sono comunque alternative sensate ad un nuovo taglio del debito…

          il comunismo e` fallito e non tornera` piu`.

          ma quanto ci metteremo ad accorgerci che anche il capitalismo e` fallito e ci sta portando all’autodistruzione?

          e per capitalismo intendo un sistema economico che si regge unicamente sul presupposto del profitto e quindi dell’espansione infinita, totalmente assurda.

          non riusciamo a costruire una economia dell’equilibrio e stiamo consumando ogni anno una quota importante di risorse non rinnovabili, stiamo distruggendo il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti per un modello di consumi inessenziali che ha solamente la funzione di non far fallire le imprese che producono e di far guadagnare sempre di piu` chi poi non sa bene che fare dei propri soldi esagerati e li usa per speculare finanziariamente e moltiplicare il denaro col denaro, consumando in anticipo il futuro.

          siamo dentro un incubo, rispetto al quale la crisi rischia di apparirci non solo inevitabile, ma perfino benefica.

          • passo!
            Io sono una piccola capitalista, ho investito 20.000 euro nell’indice euro stoxx 50
            e aspetto felice il mio “dividendo”.
            Corollario, ho investito in un Etf, abbatto le spese di gestione dei fondi e tutte le balle che raccontano, la borsa andrà su e giù, a me non mi frega niente, me ne dimenticherò, leggerò il mio estratto conto e porto a casa quattro soldi. Anche questo è capitalismo. 🙂

            • 🙂

              certamente anche questo e` capitalismo, ma molto piccolo, e non certo organizzato da te.

              sara` che io per vicende varie ci ho rimesso, un paio di volte, tutto quello che ci avevo investito…

              mi e` rimasto il dente avvelenato.

              comunque le mie considerazioni di sopra non riguardano i singoli piccoli risparmiatori come te, che sono in un sistema e logicamente ci si muovono come possono: fai bene se guadagni, hai sbagliato se ci rimetti, e questo e` tutto quel che si puo` dire.

              io cercavo di riflettere sull’organizzazione economica generale e sulla follia di un sistema dove il denaro presente produce denaro futuro rubandolo al futuro – a livello di sistema, ripeto.

  2. Ho notato anch’io che ormai la Grecia “non fa più notizia”, per così dire.
    Pare quasi che se non c’è da gridare allo scandalo la stampa de noantri non esista, o che lo spazio a disposizione per degli aggiornamenti su notizie che non si offrano più a strumentalizzazioni varie sia molto striminzito. Questa sorta di utilitarismo dell’informazione è profondamente radicato nell’etica professionale dei giornalisti italiani, a quanto sembra.

    Ammetto, comunque, che anche io stesso sono meno propenso a monitorare gli eventi greci in modo continuo adesso. Quello che auspicavo (un accordo qualsiasi, piuttosto che scontri senza fine) si è realizzato, e quindi st a vedere.
    Tsipras sta tenendo assieme il suo governo con le unghie e con i denti (almeno, così mi pare), e di questo bisogna rendergli atto. Pur essendo, ai miei occhi, poco più che un populista sta dimostrando un’adattabilità che non è molto comune in quella risma di persone. E questo mi sorprende, perché anche io, come tanti altri, l’avevo dato per finito. E lo sarebbe stato se fosse stato un populista qualunque.
    Ho letto un po’ sui quotidiani online tedeschi in questi giorni e ho notato le critiche che la Cancelliera sta ricevendo. Ho visto, inoltre, che anche i commenti dei lettori tedeschi sono ferocemente critici, benché, di solito, supportati da una conoscenza dell’argomento in questione (o dei tentativi di argomentazione), al contrario dei commentatori da strapazzo nostrani.

    Concordo con te sul fatto che il vero problema della Merkel (e non solo suo) sia il FMI.
    Esiste un particolare che non sembrano aver notato in molti, ma la rata che la Grecia non ha pouto pagare (quella di 1,6 miliardi di euro) era dovuta al FMI. Non alla BCE o agli Stati della UE, ma al FMI. E io non riesco a non pensare che se al FMI fosse interessata la stabilità della Grecia (pure in crescita fino a quando Lord V. non ha preso in mano il Ministero delle Finanze) avrebbe potuto prorogare la rata, se non condonarla del tutto. La Grecia deve al FMI ancora 78 rate da qui al 2024
    (trovi qui un elenco completo delle rate https://epizephyrioi.wordpress.com/2015/07/15/imf_haircuts_europe_fmi_tagli_europa/). Possibile che il FMI non possa considerare un taglio del debito, pur come unico tra i creditori?

    E’ vero che gli USA pesano più degli altri paesi all’interno del FMI, con quasi il 18% di quote di partecipazione (qui trovi le quote per ogni paese che fa parte del FMI http://www.imf.org/external/np/sec/memdir/members.aspx#U).
    Bisogna ricordare, a questo punti, che il FMI non è una cassetta di sicurezza in cui gli stati versano denaro (sarebbero di capitali immobilizzati e inutili). Il FMI richiede agli stati membri la DISPONIBILITA’ di una quota da versare (se e solo se lo stesso FMI emette credito a qualche Stato), in cambio di peso di voto nelle decisioni. Per esempio gli USA contribuiscono con 42.122,4 milioni di SDR (gli Special drawing rights, la valuta usata all’interno del FMI; in italiano i Diritti speciali di prelievo) su un totale di 238.182,7 milioni, e, in cambio, possiede 421.962 voti su un totale di 2.520.571 (sto ancora cercando di capire come vengono espressi questi voti). Il secondo in questa “classifica” è il Giappone, con 15.600 milioni di SDR seguito dalla Germania con poco più di 14.000 milioni di SDR.
    L’intervento di Obama, secondo me, più che con una sconfitta geopolitica si giustifica col fatto che la Grecia, nel caso in cui fosse in debito con la Russia (che, per inciso, nel FMI conta un 2,39% di voti), avrebbe potuto opporre il suo veto alle sanzioni alla Russia per l’invasione in Ucraina e l’occupazione militare della Crimea. E al momento queste sanzioni sono l’unico mezzo i pressione che l’occidente ha sulla Russia (almeno fino a quando non canteranno i cannoni).

    Per quanto riguarda l’aggiornamento del FMI al suo rapporto sulla sostenibilità del debito greco ti prego di notare il tempismo. Esattamente un giorno prima, se non sbaglio, della riunione cruciale tra i rappresentanti dei creditori e Tsipras.
    Come già ti accennavo, questa stessa valutazione di sostenibilità da parte del FMI potrebbe basarsi su dei metodi non adatti alla Grecia. Il FMI considera la Grecia uno stato ad alto reddito. La sostenibilità del debito di paesi ad alto reddito viene calcolata su proiezioni di cinque anni, su livelli di debito nominale, sul fabbisogno lordo di finanziamenti e sul profilo del debito. Mentre per paesi a basso reddito la sostenibilità viene calcolata su proiezioni di venti anni e sulla solvibilità e liquidità in termini di valuta attuale. Per la Grecia converrebbe utilizzare il modello di paese a basso reddito. Perché? Perché il debito estero di paesi a basso reddito è dovuto a creditori ufficiali, è a lunga scadenza e ha tassi di interesse inferiori ai livelli di mercato. Il che è esattamente la situazione della Grecia. (A questo proposito sto ancora procedendo a documentarmi in modo più preciso).
    Una considerazione sul discorso delle banche tedesche salvate nel 2012. Le banche francesi erano esposte per una cifra quasi doppia rispetto a quelle tedesche nei confronti della Grecia, e il governo francese, tre anni fa, riuscì a tirarle fuori da quella situazione proprio come fece il governo tedesco. Solo che non sento nessuno sclerare contro la Francia così come sclera contro la Germania.

    Comunque staremo a vedere

    • ciao, commento interessantissimo, da cui c’e` tanto di imparare, prima di tutto sul metodo.

      condivido con te l’attenzione e il rispetto per il mondo tedesco, dove la competenza, l’impreparazione e lo sforzo dell’imparzialita` (anche quando si difendono i propri interessi) sono un modello inarrivabile per gli arruffapopoli del nostro arruffopopolo.

      molto interessanti gli approfondimenti tecnici, che proponi.

      mi sento soltanto di aggiungere che nell’impiego dei fondi che gli vengono messi a disposizione il FMI deve seguire delle regole precise, che sono quelle che richiama esplicitamente (ma in Italia risulta perfino difficile per dei giornalisti seguire qualunque problema in cui si profilino delle norme o delle regole generali).

      su Tsipras, che conosco pochissimo sul lato umano, ho dei giudizi ben diversi dai tuoi: la sua proposta politica a me e` parsa subito l’unica sensata sulla piazza (ho anche provato a spendermi per la sua lista alle europee l’anno scorso, nonostante il fastidio per chi si era impadronito strumentalmente del discorso).

      per ora mi pare di non avere sbagliato giudizio, ma ne ho sbagliati talmente tanti per eccesso di ingenuita` negli ultimi anni, che non mi cospargero` neppure il capo di cenere se dovessi sbagliare per eccesso di fiducia anche questa volta.

      il cambiamento di atteggiamento del FMI nelle trattative sulla Grecia, lo ricordiamo tutti, fu repentino e di 180 gradi.

      credo che sia legato a un cambiamento di posizioni di Obama, all’inizio determinato a liberarsi di un leader scomodo, Tsipras, e poi tornato precipitosamente sui suoi passi quando si e` reso conto dei rischi che correva, una volta che Tsipras si e` blindato col referendum.

      i motivi geopolitici che ho portato io non sono incompatibili affatto con quelli piu` tattici e immediati che stai portando tu.

      la cosa interessante e` che valgono per la Grecia, ma valgono e ancora di piu` per l’Italia, a cui non sara` mai concesso di uscire dall’euro, almeno fino a che gli USA non decidano di scardinarlo.

      ma oggi sarebbe molto pericoloso, perche` significa spalancare le porte d’Europa a Russia e Cina.

      • Grazie per la risposta. Sono contento di vedere che qui sia possibile scambiarsi dei commenti privi di insulti 🙂

        Ti confesso che mi sto addentrando in una giungla oscura cercando di capire come funziona il FMI. Non è solo la difficoltà oggettiva di non essere esperto in fatti economici o finanziari, o di politiche monetarie. E’ anche e soprattutto la disponibilità di materiali informativi quasi esclusivamente in inglese.
        In pratica non solo devo imparare cose nuove e complicate, ma lo devo fare anche in un’altra lingua.
        Comunque continuerò a lavorarci con calma, tanto il FMI non chiuderà in un futuro prossimo.

        Parlando di Tsipras, ho scaricato dal sito del primo ministro greco i suoi discorsi partendo da quello di insediamento.
        Voglio vedere se si riesce a capire l’uomo partendo dal politico.

        • non tutti sarebbero d’accordo sul giudizio positivo sul blog, ma io ritengo che dipenda molto dagli interlocutori, e in questo momento intelligenza e voglia di documentazione sono discriminanti molto piu` importanti del soggettivo colore politico che ci diamo.

          il mio limite gravissimo e` di avere una conoscenza dell’inglese unicamente da autodidatta e perdipiu` turistico: questo mi impedisce una documentazione ricca come sarebbe necessario.

          ho scoperto anche io la mia (e la nostra) quasi totale ignoranza delle istituzioni che realmente contano, di come funzionano, di quali sono le loro regole interne.

          senza queste conoscenze siamo degli analfabeti in balia del primo dottor Dulcamara che passa: questa e` l’amara e anche un poco autocritica verita`.

          quindi, ben venga la documentazione, e un grazie a te.

  3. Si’ pero il fondo monetario internazionale perché non condona lui una parte del proprio credito, invece di dire all’unione europea che è lei a dover condonare il proprio? Se sia io che te siamo creditori della stessa persona, non è un po’ facile da parte mia dire a te che devi condonare il tuo credito cosi’ almeno io il mio posso riscuoterlo tutto? Hehehehe

    • be`, ma tu dici che non lo fa, di essere disposto a condonare, per la percentuale che dice necessaria, la sua parte?

      come e` possibile?

      quando c’e` una ristrutturazione del debito (anche nel diritto privato), riguarda sempre tutti i creditori alla stessa maniera.

      • Mah, dipenderà se è una ristrutturazione decisa da un giudice nell’ambito di una procedura legale, oppure volontaria o concordata fra due o più parti.

        In questo caso, mi pare proprio di aver capito che il fondo monetario, di cui sono azionisti anche molti paesi non europei, dica in sostanza all’unione europea: o voi condonate una parte dei vostri crediti, oppure noi smettiamo di prestare alla grecia perché se voi non condonate i vostri, noi pensiamo che il nostro prestito non potrà mai essere rimborsato e quindi preferiamo non prestarli. E’ quello che credo di aver capito, naturalmente non ricordo dove l’ho letto o sentito.

        • certo, ma le analisi economiche prodotte dal loro centro studi dimostrano la necessita` di ristrutturare IL debito greco.

          sarebbe veramente ridicoloe ben poco sostenibile, mi pare, che loro pretendessero un trattamento privilegiato!

          il FMI e` infatti gia` uno dei grandi creditori istituzionali della Grecia.

          su come poi presenta la stampa italiana queste cose, stendiamo un velo pietoso.

        • avendo approfondito un poco, pare che il FMI intenda esclusivamente parlare di quella forma di taglio del debito che e` il rinvio a scadenze molto lontane di restituzione ed interessi, e non dei debiti pregressi, quindi, ma soltanto di quelli nuovi.

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