l’ospite non invitata (ma forse non indesiderata) – 364.

* * *

era forse lei quest’inverno, quando ero da poco arrivato qui, e mi svegliavo la notte con i peli ritti, sentendo degli strani tramestii venire dal solaio?

se erano topi, erano ben grossi: sembrava quasi una persona che trascinasse qualche vecchio cassone, proprio di quelli rimasti alla pioggia che filtra ancora attraverso la vecchia copertura sconnessa, fino a che il tetto non verra` rifatto.

in ogni caso, avevo ben controllato l’apertura per i gatti ricavati alla base della vecchia porta che dava sulle scale dissestate, con alcuni gradini di legno marciti: era ancora ben chiusa con un solido cartone; nessun topo sarebbe potuto passare di li`.

* * *

che fosse stata lei avrei dovuto indovinarlo, a rovesciare la pattumiera nel vecchio cucinino, che mi verrebbe spontaneo chiamare piuttosto ancora secchiaio, come quello di mia nonna, nella vecchia casa di campagna che era stata il nido della famiglia di mio padre.

e infatti ha una struttura simile, anche se quello era ricavato nel sottoscala: lo stesso pavimento di graniglia, lo stesso lavandino antico e grigio, lo stesso impianto, lungo e stretto.

e adesso ci ho mescolato vecchi mobili risistemati alla buona e recuperati dalla cantina: perfino un tavolo tagliato a colpi d’accetta grossa, dalle gambe mozze e adesso troppe corte, che si sostiene su quattro pezzi di mattone per lato.

ma chi fosse lei non ero ancora arrivato a capirlo.

* * *

quando e` comparsa per la prima volta, sul far della sera, nella terrazza col pergolato ombroso dove matura l’uva fragola per l’inverno, aveva un’aria guardinga: ci siamo guardati negli occhi, poi lei e` fuggita a precipizio, verso sinistra, uscendo dal mio campo visivo: ma per andare dove esattamente, che da quella parte c’e` solo la parte della casa in rovina?

e` tornata il giorno dopo, ed era molto piu` sicura di se`: ha attraversato la terrazza lanciandomi solo un’occhiata di traverso per andare all’altra porta, quella che da` sulle scale di casa e poi e` passata, riapparendo nel campo visivo della porta sulla stanza col camino, mentre si dirigeva alla cucina.

una specie di confessione, ed anche una dignitosa richiesta di cibo.

* * *

cosi` che quando e` tornata fuori, ed e` stato chiaro, guardando, che se ne era andata, con qualche balzo acrobatico, attraverso la finestra senza imposte che sta qui di fianco, sono andato io in cucina a prendere una di quelle scatolette di cibo per gatti che mi ero procurato in origine per l’idea di adottare due dei micetti che proprio lei aveva scodellato tre mesi fa; e poi ci ho rinunciato, capendo che i dieci giorni che passo in Germania ogni mese sarebbero stati per loro uno stress troppo forte.

ma una di quelle scatolette era gia` servita il mese scorso, depositata davanti alla porta di casa, a placare i lamenti affamati di uno dei due cuccioli in una notte piovosa.

quest’altra, eccola depositata sulla terrazza, fuori dalla portata del mio sguardo, e poco dopo solo i rumori di una diligente e radicale slippata mi avevano detto che era tornata a saziarsi.

l’indomani la scatoletta era a portata di sguardo, ma una non era bastata e lei ne aveva reclamata una seconda guardandomi dritta negli occhi: accontentata, aveva preso a girare per casa con l’aria della padrona.

* * *

secondo me i gatti e in particolare le gatte sono di religione islamica.

non credono per niente all’insulsa dottrina cagnesca dell’ama il prossimo tuo come te stesso e soprattutto se si tratta del tuo padrone.

non sono abituate a scodinzolare e pensano che il mondo sia stato creato dal Dio potente e misericordioso dei gatti esclusivamente per loro, che hanno il dovere di credere assolutamente in lui e di cibarsi facendo le debite abluzioni.

eccola infatti che ora si lecca il muso per bene, per cancellare gli odori, ma anche per ringraziare l’Allah che ha donato alla sua fedele il cibo che le spettava.

* * *

e` per questo che non capisco il suo comportamento di ieri, quando si e` presentata con l’aria malvissuta e il muso tutto pieno di ragnatele.

e quando l’ho presa di scatto e sorpresa, approfittando di un suo momento di eccesso di fiducia, per ripulirla per bene, si e` divincolata a piu` non posso, cercando anche di mordermi e graffiarmi, ma senza riuscirci.

ho sentito benissimo che si e` sentita violentata: non sessualmente, certo, ma in qualcosa che e` ancora piu` importante: la sua dignita` e la sua liberta`; pero` sono riuscito a pulirla.

e poi e` fuggita, lasciandomi finalmente indovinare il suo misterioso percorso: dalla terra ad uno dei pali orizzontali che sostengono la vite, e di qui alla finestra.

piu` tardi non ha rinunciato a finire la scatola, ma aspettando che io non potessi vederla.

* * *

ho cominciato a sentirmi in ansia: erano i chiari segni di una rottura.

sulla terrazza non e` piu` tornata.

anche il ritorno piu` tardi alla casa in rovina, miagolando, in ostentata compagnia col gattone guappo dal pelo rosso, col quale si e` appartata in uno stanzone dai pavimenti pericolanti, l’ho presa come una provocazione.

d’accordo, non sono stato io a cercarla, ma, in una specie di natura femminile senza sesso, pare che anche lei sappia bene come rendersi insostituibile anche senza essere invitata.

adesso sono qui che aspetto ansioso che torni e mi chiedo come mai abbia disdegnato perfino la bustina con qualche avanzo di salmone che le ho lasciato in segno di pace.

un topaccio morto e gia` orribilmente gonfio sotto la pioggia, sul sentiero che porta al fienile, di lato alla casa, stamattina mi ha lasciato qualche indizio di una notte dedicata all’esplosione di tutti i possibili istinti gatteschi.

quel topo mi ha fatto e mi sta facendo ancora ribrezzo al solo pensarci.

come fosse il preannuncio di chissa` quale peste imminente.

ma sara` stata lei ad ucciderlo?

* * *

ed eccomi a fantasticare che cosa stara` facendo adesso, se tornera` oppure no, come passera` la notte.

mi tengo la macchina fotografica a portata di mano: dovesse ricomparire li` nel vano della porta finestra…

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41 risposte a “l’ospite non invitata (ma forse non indesiderata) – 364.

  1. Pingback: il senso morale dei gatti – 421. | Cor-pus·

  2. @ moselleorthodoxe

    questo mi fa pensare che forse tu non credi che noi siamo soltanto una varieta` di scimmie (perdipiu` incrociatasi con il maiale, secondo una teoria che non sembrerebbe neppure troppo avventata…).

    • Massi’, insomma, una scimmia della varietà normale scimmiesca avrebbe avuto il senso della brevità, la scimmia speciale varietà umana invece no!

      Quanto al maiale, ti dico solo che dopo aver letto il tuo articolo (quello, ti ricordi, su cui ti avevo detto che non avevo trovato niente da commentare), ho fatto una ricerca su google per vedere se il tuo scienziato aveva ragione e ho trovato una bella immagine con la cornice, e nel mezzo c’era un maialino, e sopra c’era scritto It’s not Daddy, Non è papà HAHAHAHA

      • 🙂 🙂 🙂

        non dovevi tenertele per te le tue ricerche sul nostro ultratrisnonno maiale…

        la scimmia e` notoriamente incostante, il maiale molto limitato.

        rimane un enigma, ma a volte succede, come da due genitori scadenti esca un figlio splendido.

        e` poi pur ver che i criteri di giudizio li definisce lui stesso, quindi potrebbero essere molto parziali.

  3. @ moselleorthodoxe

    eppure e` riuscito a finire nelle storie della letteratura, Il Baffo: un posticino piccolo piccolo, assieme alle Memorie di Casanova.

    mica quelle per le scuole, naturalmente: i liceali ignorano completamente l’esistenza di questo Senatore della Repubblica di Venezia, o meglio di San Marco, vissuto nel Settecento.

  4. Ricordati che con i Musulmani bisogna andarci cauti, molte cose le prendono come delle provocazioni e dopo reagiscono talvolta aggressivamente, tutto per colpa nostra che non ci relazioniamo con la loro fede in modo abbastanza umile!

    • vedo che usi rispettosamente le maiuscole, per tua parte…

      do per scontato che si pigli la mia battuta con leggerezza e che si sappia che, anche se nell’islam e` implicita una certa tendenza all’esclusivismo religioso, poi sono ben sicuro che non tutti gli islamici sono uguali.

      esattamente come farebbe un grande sbaglio chi pensasse che, siccome nel cristianesimo si predica l’amor fraterno, fra i cristiani non ci siano dei grandi mascalzoni.

  5. Mi è piaciuta moltissimo questa cosa che hai scritto. È l’esempio di come il tuo blog sia interessate e vario.
    Sto ancora pensando alla questione gatto mussulmano … non so, non ho capito bene.

    • grazie davvero di questo commento.

      la varieta` e` per me un modo di essere, non e` che mi sforzo di essere cosi` per il blog, ma sono curioso per natura di cose molto diverse.

      poi, quando arrivo ai blog di chi e` capace di concentrarsi su temi o aspetti specifici, provo a volte una grande ammirazione per risultati straordinari che sono fuori delle mie possibilita`.

      quanto alla battuta sulla gatta musulmana, un aspetto tipico del pensiero islamico e` che le regole morali, entro certi limiti, sono obbligatorie soltanto fra credenti e non riguardano gli infedeli.

      per questo ingiustamente accusiamo i gatti di rubare: loro prendono semplicemente quello che gli spetta come aderenti alla vera fede e tolgono ai miscredenti quello di cui abusano…

      ovviamente siamo sul filo dell’ironia, come hai capito benissimo. 😉

  6. I gatti portano a casa i topi davanti al proprio padrone come premio..li uccidono perchè è la loro natura ma li riportano a te perchè sanno che tu sei il padrone ed è un gesto di affetto,verso chi gli fornisce il cibo..

    • no no, grazie al cielo non mi ha portato proprio nulla: mi sarebbe venuto da vomitare, e guardandolo da lontano quel topaccio non ha neppure apparenti segni di ferite, non capisco di che cosa sia morto.

      sentivo al negozio di ferramenta che e` facile uccidere i ratti con la Coca Cola: ne fanno indigestione, lasciandone la possibilita`, e li uccide.

      spero almeno che la causa della morte sia questa e non qualche pestilenza in arrivo…

      quanto alla simpatica abitudine dei felini che ricordi tu, ricordo che avevo un gatto che una volta riusci` a catturare un uccellino ed effettivamente mi corse incontro a portarmelo.

      ma appena apri` la bocca per metterlo giu`, l’uccellino, che era ancora vivo, riusci` a prendere il volo sotto i nostri occhi!!! 🙂

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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