chi e` Takuya? e che cosa c’entra col Messico? – 368.

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ciao Mauro!

molto tempo che non ci vediamo. Qui e` Takuya che ti parla. Ci siamo incontrati a Hiroshima l’estate scorsa.

Sto progettando di andare in Germania questo settembre e mi fermero` a Stuttgart.
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Mi ricordo che dicevi che hai un appartamento disponibile da usare.
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E` ancora disponibile? Sarebbe veramente apprezzabile se potessi usarlo quando verro` in visita li`.
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Cordiali saluti
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Takuya
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gia`, bello lo stile vagamente giapponese e cerimoniale di questo approccio, anche attraverso l’inglese standard, ma chi e` Takuya?
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che mi scrisse anche una mail con nome cognome e numero di telefono il 12 settembre?
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ora che ci penso, ho il vago ricordo di un uomo di circa trent’anni che mi diede delle dritte preziose su come sistemarmi a Tokyo il giorno dopo, e gliene rimasi grato.
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pero` il ricordo del suo viso e dei dettagli  mi sfugge.
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ricorro al diario di quei giorni, ed ecco che cosa ci trovo!
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salto al momento un passaggio di questa mia cronaca, e cioe` tutto quello che e` avvenuto ieri dal momento del mio arrivo all’ostello di Hiroshima e fino alla partenza, perche` oramai e` assodato che non riesco a rimanere in pari.
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ma dai! proprio adesso che mi serviva…
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e neppure l’integrazione successiva ne parla (e di nuovo non funziona la creazione del link…)
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come tutti i miei viaggi importanti: non si esauriscono nella loro durata fisica, ma continuano per mesi anche dopo, a volte restano dentro, almeno in frammento, per tutta la vita, con contatti che si prolungano nel tempo: il Kerala, l’Andra Pradesh, il Nepal, l’Indonesia…

allora ammetto che io sto continuando a viaggiare attorno al mondo, a piu` di un anno di distanza dall’inizio.

e, come si vede, questo non dipende soltanto da me.

il viaggio attorno al mondo e` ancora una parte importante della mia esperienza quotidiana: e non solo per i videoclip che continuo a montare…

(purtroppo, per qualche motivo inspiegabile wordpress non mi consente piu` di ribloggare i post del blog bortoround su questo.

comunque, considerano la caduta libera del numero degli accessi, vi do di nuovo il link adatto per arrivarci: https://maurobort48.wordpress.com/

– ma e` un vero e proprio ostracismo mirato: pensate che si rifiuta perfino di accettare il link nella forma classica sottolineata).

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qui vorrei scivolare senza parere sul filosofico e buttare giu` qualche puttanata sul tempo, e sulla memoria che ne e` figlia e vestale custode, in apparenza, ma in fondo acerrima nemica, piuttosto.

perche` il tempo, come bene sapevano i greci antichi, divora i suoi figli.

e anche il ricordo di Fakuya e` figlio disgraziato del tempo.

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ma preferisco piuttosto finire con un altro frammento del mio viaggio che e` venuto a trovarmi stamattina, lottando contro il tempo e forse anche contro la memoria, che a volte e` alleata del tempo, quando nasconde i ricordi dolorosi o sgradevoli.

e` un articolo dello Spiegel online, che mi riporta all’inizio di ottobre 2014 quando arrivai nel Messico nel pieno della crisi politica per la scomparsa dei 43 studenti arrestati dalla polizia della citta` di Iguala, nello stato di Guerrero, per ordine del sindaco, il 26 settembre, e consegnati ai narcotrafficanti, e da allora scomparsi nel nulla, senza che se ne siano neoppure trovati i corpi.

cosa che non ha impedito al capo del governo, dello stesso partito del sindaco, di vincere nuovamente le elezioni quest’anno.

ora apprendo dal settimanale tedesco (che diventa quotidiano online) che, cercando inutilmente i corpi di questi ragazzi, la polizia ha trovato altri 129 cadaveri di sconosciuti, scomparsi e ammazzati in quello stato.

forse gli altri 40 studenti liceali, fra questi, che un paio di mesi prima avevano fatto la stessa fine senza che i genitori avessero il coraggio di fare neppure denuncia?

per chi non lo sapesse, sono 20.000 i desaparecidos di questa grande democrazia filo-occidentale.

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ieri 26 luglio 2015, a dieci mesi esatti da quella scomparsa, si e` svolta una nuova manifestazione di protesta a Ciudad de Mexico, e io avrei voluto essere li` di nuovo a partecipare come a ottobre dell’anno scorso.

ma che dico?

io ERO li` a partecipare: un viaggio attorno al mondo, che te lo fa sentire tutto fratello, credo che non finisca mai.

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