scrittori inconsapevoli.

* * *

Se tra gli uomini fosse diffusa la consapevolezza di se stessi, ci sarebbe molta meno gente che scrive in modo piu` o meno autobiografico, cioe` che produce letteratura.

Perche` basterebbe davvero ben poca consapevolezza per desiderare di non lasciare, neppure inconsapevolmente, la piu` piccola traccia di se`.

Per quanto lo scrittore dissimuli le tracce e presuma di migliorare la propria immagine personale con la scrittura, questa sara` sempre troppo vicina ad una fastidiosa confessione delle proprie miserie gridata nelle piazze da uno squilibrato che desidera attirare l’attenzione.

Quando, invece, dovrebbe essere lui per primo a desiderare di passare quanto piu` inosservato possibile.

* * *

Vale anche per me stesso, naturalmente.

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19 risposte a “scrittori inconsapevoli.

  1. “Quando, invece, dovrebbe essere lui per primo a desiderare di passare quanto piu` inosservato possibile.”
    Eh sì, Bort, dovrebbe essere così.
    Io mi sono lasciata “traviare” dai commenti.
    Solo da questi.
    🙂
    gb

    • infatti, saggia gelsobianco, che hai ben realizzato l’etica del vivi nascosto di Epicuro. 😉

      quanto a me, posso provare a disintossicarmi, come sto facendo, ma dubito di riuscire.

      • Beh, non ce la fai a disintossicarti del tutto, amico mio. 😉
        Io sono sincera.
        E, poi, i tuoi video e i tuoi scritti che mi fanno ricordare? Oh, non disintossicarti completamente.
        🙂
        gb

        • no, decisamente, considerando che ieri ho scritto 4 post. 😦

          mi riprometto sempre di limitarmi a quelli di viaggio o forse soltanto ai video di viaggio, ma poi e` piu` forte di me.

          cerco di evitare piu` che posso l’autobiografia, almeno; ma indignatio facit versus, diceva Oratius, ma facit anche post. 🙂

          e` come chi fuma una sigaretta dietro l’altra per rilassarsi; io devo scrivere per farmi passare le arrabbiature di questo mondo sgradevole; spero solo che sia meno dannoso della nicotina… 😉

          pero` visto che oggi ha smesso di piovere vado a vangare nell’orto almeno un paio d’ore, giuro. 🙂

            • sono perfettamente d’accordo: fra un attimo riparto per il secondo tour, dopo la puntatina di stamane.

              poi di` quello che vuoi, ma anche mangiare qualcosa che hai prodotto tu (o meglio che hai aiutato la natura a produrre) e` una bella soddisfazione… 🙂

                • va bene, eccomi di ritorno: 4 metri quadrati li ho vangati, il resto a domani e tra poco devo anche innaffiare.

                  sono o non sono un pensionato? 😉

                  sara` forse un giudizio poco obiettivo, ma non credevo che delle semplici patate potessero essere cosi` buone per il solo fatto che te le sei coltivate tu! 🙂

  2. E se qualcuno (come me) pur conoscendo che sono in gran parte miserie, si diverte lo stesso a farle guardare? Esempio: fare il passo di gallina in metropolitana. Mica è un qualcosa di cui io debba andar fiero, pero’ intanto faccio ridere tutti e allora come trattenermi? Hehehehe

    • allora direi che rientra nella categoria dei comici, piu` o meno consapevoli, piu` che in quella degli scrittori.

      del resto non mi risulta che il passo di gallina in metropolitana sia un’opera letteraria 🙂

            • dunque tu ritieni che il coccodè della gallina sia equiparabile alle parole umane.

              forse non hai tutti i torti.

              ma occorrerà aspettare la gallina che le trascriva, dando loro forma letteraria. 😉

              • Ma è già successo, quando Leopardi le dedico’ una poesia, e la gallina, tornata in su la via, ripeteva il verso della poesia in cui si parlava di lei, tutta orgogliosa. Poi finché si trattava di Leopardi il fatto non era neanche cosi’ importante, ma il fatto è che poi quello stesso verso poetico fu ripreso anche da scrittori più importanti quali Cochi e Renato, e allora si’ che diventa letteratura!!!

                • controbattuta geniale, ma quando il gioco si fa duro… (i duri cominciano a giocare).

                  veramente nel caso che citi e` Leopardi che trascrive la gallina e non la gallina se stessa.

                  e se poi della gallina Leopardi dice che ripete il suo verso, intende il verso della gallina, come sai benissimo anche tu, e in maniera sorniona sta assomigliando alla gallina i poeti romantici del suo tempo e non sta facendo della gallina un poeta o peggio una poetessa… :).

                  • Mah, la gallina ripete il suo verso: prima forse era davvero il verso della gallina (in Leopardi). Ma in Cochi e Renato, secondo me ripete il verso di Leopardi, quindi almeno nel secondo caso si tratta proprio di una poetessa!

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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