quel che Bagnai e i lirettisti non vi diranno mai – 391.

. . .

secondo Bagnai, la Lega, Beppe Grillo e, qualche volta, Berlusconi, insomma secondo tutta la destra italiana, ma anche secondo i confusionari che stanno a sinistra, gli amici che stavano nella lista Tsipras, ma non avevano capito il suo programma politico e ora sono rimasti senza Tsipras, l’adesione dell’Italia all’euro e` la causa principale, se non l’unica, della sua crisi economia.

tanto e` vero che bastera` uscire dalla moneta unica e tornare all’adorata liretta, per riconquistare la sovranita` monetaria, in barba all’enorme debito che ci rende schiavi della finanza internazionale, e cosi` si potra` rilanciare l’economia grazie alla ripresa delle svalutazioni competitive che sono state la nostra politica economica dalla fine del miracolo economico degli anni Sessanta in poi.

secondo i lirettisti l’euro e` lo strumento del dominio economico della Germania ed impoverisce per sua natura i paesi economicamente piu` deboli che vi aderiscono a vantaggio di quelli piu` forti.

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tralasciando al momento alcuni elementi parziali di verita` che sono pure contenuti in questa analisi, peccato che vi e` pero` un dato semplice e chiaro che la smentisce come interpretazione complessiva.

e qui mi affido alle parole di altri.

L’Italia è l’unico paese dell’area euro che si è impoverito da quando è entrato nella moneta unica: dal 1999 ad oggi il PIL pro capite italiano è sceso di 3 punti percentuali.

Nello stesso periodo il PIL pro capite medio dell’area euro è cresciuto di oltre 10 punti, quello della Spagna di 9, quello della Grecia comunque di 3 punti, nonostante la terribile voragine registrata dalla crisi.

Negli stessi anni, il PIL pro capite tedesco è salito del 21%, quello americano e britannico del 17%, quello giapponese del 15%.

L’export italiano ha fatto miracoli, passando a prezzi correnti dai 440 miliardi di euro del 2008 ai 475 del 2014. Mentre quello tedesco è passato da 1113 a 1325 miliardi.

Ma il debito pubblico italiano è passato dal 102% del 2008 al 132%.

Su questo, potete pensare che la colpa è dei tedeschi solo se non guardate che nel frattempo abbiamo sempre alzato la spesa corrente pubblica con una spremuta di tasse per non tagliarla, e realizzare comunque possenti e positivi avanzi primari.

Siamo il paese record per avanzi primari pubblici nell’euroarea, per ben 591 miliardi in 15 anni a fine 2014 rispetto ai 428 della Germania (la Francia negli stessi anni ha accumulato deficit primari per 338 miliardi).

Ma i tedeschi nel frattempo hanno tagliato spesa e tasse, entrambe per più del 5% di Pil, noi le abbiamo fatte crescere. E’ colpa nostra, o tedesca?

Tutti guardano alla finanza pubblica, chiedono più deficit e teorizzano che il debito non è un problema, tanto alla peggio basta cancellarlo.

Ma in realtà nel nostro paese dovremmo tenere prioritariamente lo sguardo fisso soprattutto a un altro dato, visto che il basso debito estero complessivo e l’elevata patrimonializzazione delle famiglie rende il debito pubblico comunque solvibile.

Dovremmo maniacalmente tenere lo sguardo fisso sulla competitività.

Da quando siamo entrati nell‘euro a inizio anni Duemila, il nostro CLUP (costo del lavoro per unità di prodotto) nel manifatturiero è aumentato del 37% rispetto a quello tedesco, e se contiamo gli interventi sin qui realizzati dal governo Renzi il gap scende nel 2015 da 37 punti a 35.

I tedeschi dal 2002 al 2005 hanno cambiato welfare, puntato ancor più sulla contrattazione aziendale, realizzato in moltissimo grandi gruppi un grande patto tra stop all’aumento dei salari reali e anzi loro diminuzione per la difesa dell’occupazione e più produttività.

Da noi i sindacati sono ancora contrari a lavorare a ferragosto all’Electrolux di Susegana per smaltire gli ordini, e sono stati smentiti dai lavoratori che invece hanno lavorato.

Sono i tedeschi, a dover cambiar testa, oppure noi?

Non dovremmo esser noi per primi a cambiare molto in casa nostra?

. . .

non dico chi e` l’autore di questo passo, tanto basta inserire alcune parole chiave in google per trovarlo.

dico che ha ragione.

del resto se l’export cresce nel medio periodo, nonostante la crisi economica mondiale, ma il debito pubblico esplode, e` evidente che la causa della crisi non sta nella moneta che limiterebbe l’export, ma nel modo in cui e` gestita la spesa dello stato.

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ma la critica, in parte giusta, alla politica economica della Germania viene usata come acqua battesimale per cancellare i nostri peccati originali ed evitare un salutare esame autocritico.

secondo la nostra peggiore tradizione nazionale (al tempo del fascismo la colpa della crisi italiana dopo il 1929 era della perfida Albione, l’Inghilterra).

chi prova a introdurre una riflessione critica sulla situazione del paese viene accusato di essere un nemico della nazione, secondo la migliore tradizione fascista, da parte di chi desidera che nulla cambi dei suoi equilibri di potere.

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ma i dati di fatto ricordati sopra costringono a porre l’accento su altri fattori:

la corruzione politica,

l’incompetenza dilagante,

il peso delle lobbies, e in particolare di quella degli avvocati che degrada l’amministrazione della giustizia per vantaggio personale della categoria,

la burocrazia asfissiante,

la disorganizzazione cronica della pubblica amministrazione,

la delinquenza mafiosa che costituisce un sistema fiscale estorsivo parallelo a quello statale, ma e` solo contro le tasse pubbliche che si sentono parlare i paladini del libero mercato: mai che si accorgano di pizzo, usura e tangenti ai politici e ai poteri amministrativi,

la mancanza di un’etica pubblica condivisa,

un sindacalismo gretto, egoista, attento solamente ai vantaggi individuali di breve periodo, che e` uno specchio della mentalita` collettiva ampiamente distorta degli italiani,

l’idea che lo stato sia una mucca da mungere fino a che si puo`,

la chiusura mentale legata ad una cultura antiscientifica e al peso del bigottismo religioso,

il bullismo, il mancato rispetto delle persone, l’arroganza dei poteri.

insomma tutto cio` che rende l’Italia un paese pesante da vivere (nonostante alcuni aspetti positivi), come ben sa chiunque ha provato a vivere all’estero o anche soltanto a viaggiare (non dico a fare il turista all’estero).

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ah, un altro particolare interessante, che ricavo dallo Spiegel: pare che vi sia in realta` un altro paese in Europa dove la popolazione si e` concretamente impoverita con l’euro.

anche in Germania in questo momento e` in atto una polemica contro l’euro: un gruppo di economisti contesta i dati ufficiali sulla crescita della ricchezza media della popolazione realizzata dal 1999 in poi.

non contesta il dato, visto anche sopra, della crescita del PIL pro capite, ma contesta che esso sia stato distribuito equamente: in realta` l’intera crescita della ricchezza nazionale realizzata dal paese negli anni dell’euro sarebbe stata assorbita, secondo i loro studi, dall’aumento del valore degli immobili.

non mi esprimo, non ho le competenze per farlo; certo qualcosa deve pure spiegarci il paradosso per cui la Germania e` un paese piu` ricco dell’Italia, ma la ricchezza delle famiglie tedesche e` mediamente inferiore a quella delle famiglie italiane, e tuttavia il tenore e la qualita` della vita sono migliori.

. . .

giusto per parlare di economia come fatto sociale, e non di moneta soltanto.

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8 risposte a “quel che Bagnai e i lirettisti non vi diranno mai – 391.

  1. Leggendo la tua opinione sembra che siamo un popolo di idioti….pronti a bere tutto è a non fare che strepiti è clamori….va tutto bene!!! Siamo ricchi, grazie Europa, grazie Euro grazie Germania…… Grazie Renzi…..
    Pil zero, esplosione debito, occupazione ferma alla faccia del Job Act e delle super Riforme…. Non è l Europa che volevamo…. Prepotente iniqua e ordocapitalista…. Mi fermo qua… Il capitolo sulle politiche estere e sul problema migrazione è nauseabondo.

    • mi sembra di conoscerti e che hai semplicemente cambiato nick, sbaglio?

      hai qualcosa contro le statistiche?

      aggiungerò allora quello che ho già osservato altre volte: che le statistiche che misurano l’incremento de reddito pro capite realizzato in Europa da quando esiste l’euro vanno alzate di un buon 25% o più, tenendo conto della rivalutazione de valore reale di questa moneta rispetto al dollaro e alle altre nel momento in cui è nata.

      poi le statistiche vanno lette e interpretate, e comunque per chi vuole vedere le cause della crisi italiana non stanno principalmente nell’euro, come ritengono gli idioti che vorrebbero farci credere che basta cambiare moneta (e toglierci da una moneta solida a livello internazionale) per risolvere i nostri problemi.

      mi space se non condividi l’analisi, ma il mondo è bello perché è vario.

      la differenza qui sta nel fatto che io porto argomenti e cifre a sostegno di quel che affermo e tu confusi stati d’animo.

      ma se sei quella che credo, la cosa non mi meraviglia.

      • Mi meraviglio io… Non so a chi ti riferisci. E’ il mio primo commento…E anche l ultimo dato che la tua risposta ha delimitato perfettamente I confini prefissati dal tuo blog. Ti invito ad andare ad informarti ….dato che hai citato Bagnai…E anche una certa posizione independente dove trovi I dati statistici che rivendichi…icebergfinanza…per citarne uno.Per inciso…. Non credo che l euro abbia determinato la ns poverta’ credo la politica Monetaria Unita sia fallimentare….lo ha dimostrato il buon Draghi…nome mai piu’,azzeccato. Credo anche l austerity…. Un consiglio leggi Frenkel

        • bene, prendo atto della differenza di identita` dalla precedente lucia, che sproloquiava alla stessa maniera; comunque sembrate fatte in fotocopia.

          anche nel gusto per i minestroni.

          questo commento all’italiana a sua volta non e` commentabile perche` non dice nulla di preciso.

          non mi dispiace se abbandoni il mio blog: preferisco discussioni meglio centrate.

          se vado ad informarmi, come faccio regolarmente, devo evitare come la peste Bagnai, manipolatore di dati a suo uso e consumo e diffusore professionale di odio anti-tedesco.

          ho dato un’occhiata ad icebergfinanza; mi sembra abbastanza serio: e fra l’altro mi ritrovo molto in quello che dice, anche se poi magari ci sara` qualche divergenza nelle proposte.

          naturalmente occorre prima di tutto capire quello che si legge e se non si e` in grado, rendersene conto, e non sparare giudizi a vanvera facendo la voce grossa.

          come direbbe Bagnai, se mancano i fondamentali non c’e` rimedio.

          • Sei molto affrettato nei giudizi… E interpreti svogliatamente I pensieri altrui…. Sono ben informata e gli elementi citati come riferimento te li ho dati…. Bisogna aprire sempre la mente….ricorda

            • non credere che sia cosi` affrettato nei giudizi: ho avuto 67 anni di tempo per formarmeli.

              sarai anche bene informata, ma non hai risposto ai miei argomenti.

              buttare li` confusamente qualche principio di autorita` non e` discutere.

  2. tra i fattori elencati hai dimenticato di inserire uno dei cancri peggiori che stanno divorando il paese, i sindacati.
    Io non ho parole per esprimere la profondità del mio disprezzo per questi parassiti mangia pane a tradimento che non fanno una giornata di lavoro che sia una e vivono alle e sulle spalle di chi si massacra per campare una famiglia

    • hai ragione nel giudizio specifico, ma non ho inserito i sindacati in quanto tali nell’elenco dei ali italiani, considerando che in Germania i sindacati sono stati uno dei pilastri delle riforme realizzate da Schroeder una decina d’anni fa, che hanno rilanciato il paese facendolo uscire dalla crisi in cui era aimmerso allora, che lo faceva apparire come il grande malato d’Europa.

      ad esempio accettarono, in nome del vantaggio collettivo, un relativo contenimento degli incrementi salariali (su salari peraltro piuttosto alti) in cambio di un miglioramento dell’occupazione.

      avrei dovuto dire qualcosa, invece, sul particolare tipo di sindacalismo che abbiamo noi, come rfilesso degli altri mali citati, e provvedo subito.

      grazie.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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