la vita è bella?

. . .

è così banale rispondere alla domanda osservando che la vita non è bella per tutti?

e che per ciascuno è bella in un modo speciale e tutto suo, se lo è…

no, non è banale.

perché per ognuno varia il concetto di bellezza e una vita che può essere bellissima per qualcuno può risultare disgustosa e insopportabile per qualcun altro.

. . .

ma allora perché esiste una morale universale, domando io, se non esiste una estetica universale e neppure una estetica della vita che sia uguale per tutti.

sarebbe facile rispondere che la bellezza della vita dipende dalle nostre scelte e in particolare dalla nostra capacità di trovare un’idea della bellezza della vita effettivamente adatta alla vita che possiamo realizzare.

ma non prendiamoci in giro: basta guardarsi intorno e vedere quante persone trascinano con se stessi un grumo di sofferenza certamente non voluto, ma dal quale non dipende da loro liberarsi.

. . .

quindi per favore, non offendiamo nessuno: non diciamo che la vita è bella.

soprattutto non lo dicano coloro per i quali è bella davvero.

potrebbe suonare come una presa in giro per tutti coloro ai quali ne tocca una di insopportabile o quasi.

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4 risposte a “la vita è bella?

  1. Forse ammettere che per qualcuno la vita possa non essere poi così bella, significherebbe ammettere la possibilità che diventi meno bella anche per i più fortunati.
    Un po’ come quando si spostano i “poveracci” nei quartieri periferici: meglio fingere che la miseria non esista, mettiamola un po’ più in là.
    Ciao Borto 🙂

    • ciao ella, spero tutto bene per te, è un poco che non mi arrivano notifiche dal tuo blog, e adesso che sono andato a controllare vedo che non è distrazione da parte mia.

      hai aggiunto una bella considerazione, spostando il punto di osservazione e illuminando un lato che io avevo lasciato in ombra.

      molto acuta, grazie.

      insomma: noi diciamo che la vita è bella in fondo soltanto per darci coraggio, e quasi per una specie di scaramanzia a rovescio.

      • “insomma: noi diciamo che la vita è bella in fondo soltanto per darci coraggio, e quasi per una specie di scaramanzia a rovescio.”
        mi piace immaginare che una persona intelligente propenda per la bellezza piuttosto che per la bruttezza, per comunicare benessere alle persone che ha accanto.
        il che non sarebbe altruismo: il benessere così comunicato si raccoglie nel benessere trasmesso di rimando dai nostri simili, mediamente. il sorriso spontaneo ci mette di buon umore, sia ad esercitarlo sia a riceverlo.
        non è morale nè estetica: è biologia, la stessa che ci ha portati a questo punto nella storia.

        detto da un doppiamente stupido che fatica a sorridere di questi tempi, nella consapevolezza del masochismo distruttivo collettivo che ciò comporta (specie verso chi è singolarmente stupido).

        _________

        in realtà la vita è un po’ bella e un po’ brutta, altrimenti saremmo estinti come specie: il disastro è quando tutti finiscono per pensare che sia bella oppure brutta.

        • in effetti dire che la vita è un po’ bella e un po’ brutta potrebbe sembrare una semplice variante dell’affermazione che la vita non e` bella per tutti.

          basterebbe dire che la vita non e` bella per tutti, o non e` brutta alla stessa maniera per tutti per ritrovarsi a dire la stessa cosa.

          il bello e il brutto nella vita ci sono per tutti, ma non sono distribuiti per tutti alla stessa maniera o secondo la stessa proporzione.

          ma soprattutto la chiave di volta della felicita` sta dentro noi stessi; si e` felici per come si e` fatti prima ancora che per le esperienze che oggettivamente si vivono.

          la felicita` consiste prima di tutto nella capacita` di vedere il lato positivo delle cose anche peggiori.

          anche io penso che una persona intelligente, ma prima ancora che intelligente direi una persona positiva, ricava piacere nel dare messaggi positivi attorno a se`, perche` si vive meglio in un mondo positivo.

          pero` con un limite, che e` l’onesta` e il rispetto della verita`, altrimenti la sbandierata positivita` diventa semplicmente imbonitura e imbroglio.

          insomma, essere positivi non significa essere dei Berlusconi o dei Renzi e mentire alla gente spacciando ottimismo senza fondamento e sapendo bene che non c’e` motivo di averne.

          in questo caso e`piu` positivo, anche se meno gradevole, chi indica i problemi e i pericoli reali, cercando di aiutare a risolverli.

          il limite, il punto nel quale non si piu` che cosa e` bene fare e` quello nel quale le soluzioni sfumano e non si sa piu` che cosa dire, per fare un esempio, all’amico malato di un cancro mortale.

          ma anche qui trovo piu` positivo parlarne, se lui e` in grado di guardare in fronte la realta`.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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