l’economia del Dalio Nero. 1: il credito – 407.

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in attesa che gli iper-plutocrati, che dominano gia` il mondo di fatto, comincino a governarlo anche di diritto e in prima persona, ponendo da parte le fastidiose e ipocrite liturgie della democrazia ottocentesca, come di fatto sta cominciando ad avvenire in diverse zone del mondo, per ora eccoli pontificare sui giornali, dicendo peraltro perfino cose intelligenti, se non si scopre dove sta l’inghippo.

il Corriere decide di farlo con un’intervista di Federico Fubini a Ray Dalio, 66 anni, che nel 1975 ha fondato e oggi guida ancora Bridgewater, il più grande hedge fund al mondo con circa 200 miliardi di dollari in gestione, uno degli investitori finanziari che ha guadagnato di più nella storia, «lo Steve Jobs degli investimenti».

praticamente di fatto l’equivalente di un capo di stato di medio-piccole dimensioni, quanto a potenza economica.

l’idea non tanto implicita, che noi abbiamo visto all’opera gia` nell’epoca berlusconiana, e` che, se uno ha guadagnato tanto, fara` guadagnare anche noi: sfugge l’idea che in generale il guadagno finanziario e` sempre guadagno a spese di qualcun altro e che, se qualcuno si e` arricchito molto, ha soltanto di mostrato di sapere spennare bene gli altri.

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ah, a proposito, hedge fund e` appunto un fondo speculativo, anche se hedge significa barriera, siepe.

non hanno limitazioni davvero significative di legge, anzi in sostanza hanno mano libera.

fanno investimenti singolarmente ad alto rischio, ma con possibilità di ritorni molto fruttuosi: suddividendo infatti i rischi in una pluralità di operazioni, un’operazione “andata bene” può bilanciare diverse operazioni senza ritorno.

in teoria; in pratica la storia di questi fondi comuni di investimento vede una serie significativa di rovesci; fino ad ora l’unico vero grande vincdete della partita e` stato Soros.

Il più famoso fallimento di un hedge fund fu quello del Long-Term Capital Management (LTCM), fondato nel 1994, per il quale due matematici, Myron Scholes eRobert Merton, misero a punto un modello economico moltiplicatore di perdite e guadagni, ottenendo per questo il premio Nobel per l’economia nel 1997. Grazie al meccanismo messo a punto dai due matematici, nei primi due anni di vita l’LTCM aveva aumentato dell’80% la sua dotazione iniziale. Tuttavia nel 1998, con andamenti ribassisti anche lievi, il fondo aveva praticamente azzerato la sua liquidità, e venne per questo successivamente rilevato e svenduto dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d’America. (da wikipedia)

giusto per contestualizzare le affermazioni che seguiranno.

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ma prima di soffermarci sull’intervista a Dalio, che mi viene voglia di soprannominare il Dalio nero, in omaggio al romanzo del grande James Ellroy, e` ancora piu` interessante riflettere su quel che dice in un filmato allegato alla medesima, e che vale da premessa.

ve la riassumo e commento/

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L’economia funziona come iuna semplice macchina, ma molte persone non la capiscono o non sono d’accordo su come funziona – ma se e` un fatto oggettivo non dovrebbe esserci possibilita` di disaccordo, no? – e questo conduce a una sofferenza economica inutile. (…) Nonostante l’economia sembri complessa, funziona in modo semplice e meccanico.

il sottofondo dogmatico di queste affermazioni non puo` sfuggire: questa frase introduttiva serve a collocare il seguito in un’aura di indiscutibilita`.

L’economia e` composta di transazioni semplici, che si ripetono continuamente milioni di volte.

e con questo e` evidente che Dalio non parla dell’economia complessiva, ma soltanto dell’economia finanziaria.

Queste transazioni creano tre forze principali che trainano l’economia:

  1. crescita di produttivita`
  2. ciclo del debito a breve termine
  3. ciclo del debito a lungo termine

Un’economia non e` altro che la somma delle transazioni che la costituiscono. (…) Se riusciamo a capire le transazioni riusciamo a capire l’economia intera.

e con questo mi pare che il fondamento stesso dell’economia, la produzione, sia messa fuori gioco.

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Ogni transazione consiste in un acquirente che scambia moneta o credito con un venditore di beni, servizi o attivita` finanziarie.

notare come le attivita` finanziarie sono in questo modo assunte come elemento costitutivo delle transazioni economiche e non come un loro supporto.

Il credito funge da moneta. Sommando il denaro e l’ammontare di credito utilizzato si puo` sapere la spesa totale.

punto cruciale dell’economia parallela che la finanza e` riuscita a costruire, ma che qui viene presentata come parte a pieno titolo dell’attivita` economica fondamentale.

Voglio che facciate attenzione al credito: il credito e` la parte piu` importante dell’economia…

non la forza lavoro, secondo la teoria economia classica, ma il credito viene presentato come il fondamento della vita economica: e` in fondo un’altra manifestazione del monetarismo che domina le teorie economiche contemporanee.

… e probabilmente la meno capita.

e infatti anche il libro di economia recente piu` importante, quello di Piketty, Il capitale nel XXI secolo, sorprendentemente, non ne parla affatto.

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Quando i debitori promettono di pagare e i creditori ci credono, si crea il credito.

nessuna obiezione, vero?

ma ora viene il bello:

Due persone possono accordarsi di creare il credito dal nulla.

ma se e` cosi`, che fine fa il potere delle banche centrali, ricordato da Dalio, di controllare la moneta e il credito?

ma la sorprendente affermazione, buttata li` come cosa ovvia, quando non lo e` affatto, al momento non vine spiegata.

Quando un debitore riceve credito aumenta la capacita` di spesa e, ricordate, la spesa traina l’economia. Quando spendete di piu` qualcuno guadagna di piu`.

Un maggor reddito permette un maggior indebitamento, che permette di aumentare la spesa. Questo porta ad aumentare il debito e cosi` via.

perfetto, no? ma come e` che questo meraviglioso semplice meccanismo invece non funziona?

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mi fermo qui per stasera, intendo proseguire in una prossima puntata.

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