ancora sul caso Scattone – 434.

. . .

me l’aspettavo che il mio post Scattone senza risposta non avrebbe avuto grandi consensi.

ma non credevo in dissensi così netti, almeno non da parte dei miei lettori, o meglio delle mie lettrici.

può darsi che in questo si riproponga il vecchio cliché di una dialettica fra i sessi, fra il maschio più razionale e la femmina più sentimentale?😉

naturalmente può darsi benissimo che io abbia torto, anche se le obiezioni in QUESTO caso hanno rafforzato le mie convinzioni, anziché metterle in discussione.

comunque, per chi volesse farsi un’idea più precisa della discussione, eccola.

ma prima segnalo due post che sono su posizioni molto simili alle mie e sono rigorosamente di autori al maschile ;):

O MAMMA SCATTONE INSEGNA. PSICOLOGIA.

Scattone sale in cattedra fra l’indignazione popolare

se qualcuno può segnalarmi altri post, anche su posizioni opposte, mi farebbe un regalo.

. . .

ed ecco ‘povna, che ringrazio, che mi segnala questo altro ottimo articolo di iomemestessa:

Giudice finalmente, arbitro in terra del bene e del male.

lei stessa, poi, manda un commento superlativo, che potete trovare ricopiato anche in fondo al post.

infine, qualche elemento utile, pur se in una trattazione complessivamente ondivaga, presenta anche il post di redpoz sui Discutibili: C’È COLPEVOLE E COLPEVOLE (PILLOLE DI GIUSTIZIA)

. . .

Che non siamo un paese civile lo si desume da tanti fatti.

Che la giustizia abbia svolto pienamente il suo compito io dubito. Di questi tempi dubito sempre.
Che Sofri, scontata la pensa, lavori per i diritti umani…per me è un qualcosa di molto difficile da comprendere.
E così per quanto riguarda Scattone.
Ha sbagliato (…) e ha pagato.

E’ la sentenza che mi lascia basita.
Ora se io dovessi essere assunta nell’arma… o in altro posto pubblico non so ora… ma prima si richiedeva una fedina penale immacolata così come i familiari stretti.

Come si fa a non interdire dai pubblici uffici una persona, un insegnante in modo particolare, che ha ucciso una studentessa. Che sia colposo… (per gioco, per scommessa pare…) è sempre un’azione tra le più terribili o no?
Lui potrà fare tutti i lavori che vuole e ci mancherebbe ma non per la pubblica amministrazione: non insegnare.

In questo sono fortemente limitata ma non riesco, proprio mi viene difficile accettarlo.
Per molto meno tantissime persone non possono più riprendere a svolgere quel che facevano proprio perchè dichiarati interdetti dai pubblici uffici.

In altri Paesi non hanno la “giustizia” che abbiamo noi. Non hanno dei politici che dall’oggi al domani fan leggi a loro comodo. In altri paesi ci son delle regole che rispettano.
In altri Paesi le carceri non versano nelle situazioni che leggiamo (e vediamo) da noi.
Qui anche in carcere ci sono i detenuti di serie A e di serie B. Tutti dipende dall’albero genealogico e dal potere.

E, soprattutto non hanno dei giornalisti e una tv di Stato che abbiamo noi….

bortocal 

lo so ma vedi, due considerazioni ancora:

1) è la magistratura che deve decidere queste cose, nell’ambito di un processo; la decisione è collegata a questo aspetto, a una valutazione.

neppure io mi fido molto, sulla base dell’esperienza, anche diretta, di quel che fanno.

però in un paese civile si possono esprimere pareri difformi, civilmente, come fai tu, ci mancherebbe, però alla fine si deve pure stare a quello che la magistratura decide.

se ciascuno diventa giudice, magari reclama la pena di morte, come gli sciamannati di qui sopra.

pena di morte per un delitto colposo!

è stato condannarlo a 5 anni, per omicidio COLPOSO aggravato dalla colpa cosciente, ho letto – il che significa che il delitto consisteva in un incidente non voluto, ma legato a comportamenti consapevolmente pericolosi.

ma il tribunale non gli ha inflitto l’interdizione dall’insegnamento – anzi gliel’ha revocata la Cassazione, quindi un Tribunale che dobbiamo considerare particolarmente attendibile e in grado di prendere decisioni omogenee e coerenti con altre.

in altre parole il tribunale ha stabilito che i due stavano scherzando in maniera irresponsabile e il colpo gli è partito per sbaglio.

e non meritavano di essere esclusi a vita dalla professione per la quale avevano studiato, e nella quale oltretutto eccellevano.

che questa pena gliel’abbiano inflitta i media (questi media!) che già condussero una campagna battente contro di lui, in quanto uomo palesemente intelligente e colto, e dunque colpevole perfetto, io lo trovo gravissimo.

d’altra parte Scattone è stato oggetto di diverse campagne di destra.

2) Scattone ha insegnato già per anni, ma come supplente, e non risulta abbia fatto danni.

allora, fino a che fa il supplente va bene, ma appena diventa di ruolo, no?

ma che civiltà è mai questa?

PS. come vedi mi hai costretto ad approfondire l’argomento anche con qualche ricerca! 🙂

grazie!

. . .

Avevo seguito bene quel caso, certamente innocente non era.

Però è anche vero che aveva scontato la pena e non era stato sospeso dai pubblici uffici, perciò, dal punto di vista della legge, era in regola e poteva insegnare.

Tuttavia anche secondo me era almeno imbarazzante pensare che accettasse l’incarico.

Un altro lavoro, magari .

bortocal 

eh no, non sono ASSOLUTAMENTE d’accordo, e parlo anche come ex-addetto ai lavori: come preside io Scattone avrei voluto averlo come docente, lasciate pure che chi non è competente parli abbastanza a vanvera.

è un uomo di spiccate capacità intellettuali, non si discute; ha una storia alle spalle che è educativa, comunque si voglia giudicarla.

trovo molto ma MOLTO più imbarazzante la presenza nella scuola di persone come questa, di cui parlo qui: https://bortocal.wordpress.com/2015/09/01/silenzio-per-favore-la-mia-rassegna-stampa-del-31-agosto-2015-413/

ho un vago ricordo della vicenda Scattone e forse allora ero un colpevolista abbastanza perplesso, ma rileggendola in wikipedia mi pare che tutto si sia basato su una sola testimonianza, e in questo caso io sto con la bibbia ebraica 😉 che, per condannare qualcuno, di testimoni ne voleva due.

alla fine lui ha avuto la finezza incredibile di ritirarsi, ma in questo caso io direi piuttosto la debolezza di piegarsi alle pressioni della caccia alle streghe.

io non lo avrei fatto, e tu che mi conosci personalmente sai che non è una vanteria.

qualcuno non ha ancora capito che, sia Scattone colpevole di un delitto COLPOSO oppure innocente, il valore costituzionale della pena è la rieducazione del condannato, in questo caso riuscita.

e costituzionalmente questo significa che, a pena scontata e condannato rieducato, TUTTO DEVE ESSERE DIMENTICATO.

diverso mi pare, per il disagio che sento sempre a leggerlo, lo spazio dato sula stampa a Sofri, come leader nazionale di opinione, o il caso di D’Elia, che finisce a fare il deputato, dopo una condanna a 30 anni (anche se lui successivamente riabilitato, almeno in parte).

qui sì dico che sarebbe questione di buon gusto tenersi lontani da posizioni prestigiose (pur se nessuna legge è violata, naturalmente).

ma non trovo giusto inibire a una persona un lavoro normale come l’insegnamento, per il quale ha studiato una vita e mandarlo a zappare i campi, come consigliano i commentatori rancorosi e fascistoidi, per un errore completamente scontato.

oltretutto è anche quello che hanno valutato i giudici, più qualificati di me e che hanno passato settimane a studiare la situazione.

siamo di fronte di nuovo a una violazione della legge, promossa dai media, e ad un disgustoso processo fatto in piazza.

in Italia del resto, oramai i processi si fanno a Porta a Porta, dove la Franzoni sarebbe stata assolta e Scattone condannato all’ergastolo.

In realtà anch’io sono allineata con la posizione giuridica.

Mettici pure che non ho un’ opinione e quindi non ne parlo oltre, se non a voce.

Mica ho detto che Scattone sarebbe stato peggiore di tanti insegnanti.

Non lo penso.

Ma comunque… alla prossima.

bortocal 

ecco, allora si tratta di una incomprensione mia; succede facilmente nella comunicazione scritta.

meglio così 🙂

. . .

povna

Aggiungo, dopo aver letto le tue risposte ai commenti riportati, che posso mettere la mia voce tra quelle femminili e assolutamente allineata con la posizione giuridica giusto per sparigliare un po’ le carte degli stereotipi di genere.

Detto in breve (che, come ho scritto altrove, si tratta di una polemica stantia su una vicenda vecchia – ché sia nel 2011, sia nel 2014 quando Scattone ha scelto l’annualità le proteste mediatiche ci sono state, eccome), un sistema giudiziario esiste proprio per evitare i giudizi di pancia di parenti di vittime, parenti di carnefici, tifosi e cittadini.

Più sento opinioni che cominciano con “Rispetto la giustizia” e poi ci aggiungono l’immancabile avversativa (modulo retorico che mi ricorda tanto il classico “Non sono razzista, ma…”), più la mia posizione si consolida (ammesso che ne abbia bisogno, non ne ha).

La giustizia esiste proprio per tutelarmi da me stessa e dalle mie opinioni, che ho diritto di manifestare ovunque, ma che sarebbe opportuno ciascuno di noi imparasse invece a manifestare più spesso nel teatro della propria vita davvero privata.

Aggiungo che la revoca dell’interdizione non può gettare scandalo oggi, addì 2015 (o 2011, prima polemica), quando nevediamo i risultati, ma, se mai, avrebbe potuto/dovuto sollevare gli stessi scandalizzati di oggi quando fu revocata.

Ma ovviamente allora l’ignoranza diffusa nemmeno faceva pensare che cosa potesse significare.

E come al solito qui in Italia si risponde al comando emotivo del rimestaggio mediatico – con il solito triste effetto Pavlov.

bortocal 

ovviamente l’ipotesi della distinzione di genere era soltanto ironica e voleva essere sottilmente provocatoria.

mi fa piacere, comunque, che l’hai smentita con questa analisi molto lucida, che condivido.

e ringrazio anche per alcune integrazioni o precisazioni.

povna

No, sono solo intervenuta nel dibattito perché, come dicevo, avendo seguito la polemica – e ben ricordandola – anche in occasione delle supplenze annuali del 2011 e del 2014, era una questione che non mi risultava né nuova, né interessante nei suoi elementi essenziali.

Paradossalmente, come dicevo da Iome (il post che ti ho segnalato), l’unica cosa che me la rende interessante è la sua tangenziale collisione con la renziana Buona Scuola.

Mi fa sorridere che una serie di assunzioni in blocco per ope legis che fa il pari con le belle sventagliate degli anni Ottanta (sia a scuola sia all’università) e che si è rivelata, si sta rivelando, un enorme fallimento, possa passare alla storia come la riforma che ha messo in ruolo la moglie di Renzi e Scattone.

Fuori di battuta, la domanda: “Può Scattone essere un buon insegnante?” – essendo io insegnante in prima persona mi intriga, prevedibilmente.

Qui, contrariamente alla vox communis, penso che la sua vicenda, per come è stata e come si è articolata (e qui a ben diritto non penso solo alla oggettività giudiziaria della medesima) possa averlo reso un insegnante migliore (ci tornerò dopo con un exemplum fictum).

In assoluto e a priori, non credo che essere stato un ottimo dottorando a Filosofia del Diritto lo renda automaticamente un buon insegnante delle scuole medie, inferiori e superiori (tanti ne ho visti, dei miei colleghi universitari – io continuo a collaborare, non gratis, preciso, non ho mai fatto niente gratis in vita mia tranne il volontariato che scelgo, ma non lo chiamo lavoro – che bravi insegnanti non lo erano nemmeno un po’): può essere, come no.

In assoluto, il fatto che sia stato, uno con il 6 come seconda cifra di nascita, immesso in ruolo solo con la Buona Scuola mi farebbe storcere il naso (significa avere bucato almeno tre occasioni precedenti), ma ammetto subito che nel suo caso la vicenda giudiziaria ha brasato almeno quei cinque-sei anni, dunque per lui il mio pregiudizio non vale.

Il suo comunicato di rifiuto – un rifiuto che anche io come te, per lo meno parlando in linea teorica, trovarcisi è altra cosa, non avrei espresso – ha alcune parole che sono oggettivamente molto opportune come consapevolezza da parte di chi vuole fare l’insegnante. Altro non posso dire.

Sull’exemplum fictum che anticipavo, riflettevo su come veramente l’opinione pubblica mélo e romantica di questo paese possa essere portata dove pare da qualcuno che sappia costruire bene una buona trama.

Prendi questa vicenda, togli nomi e riferimenti (prendine solo la trama base), spostala nell’Ottocento, fanne una fiction su Rai Uno, e vedi come tutti coloro che ora gridano allo scandalo per Scattone insegnante sarebbero a tifare per il protagonista redento cui l’antagonista malvagio impedisce di consumare opportunamente la propria giusta redenzione.

Ecco perché, torno a dire, uno Stato di Diritto costruisce la sua giustizia in tribunale e non raccontandosi storie intorno al fuoco.

20 risposte a “ancora sul caso Scattone – 434.

    • servizio bellissimo e di grande qualita`, che solleva delle riflessioni importanti e ci costrnge a pensare al concetto di colpa e alla pena come rieducazione – che a volte riesce.

      grazie della segnalazione, ne ho visto i primi 20 minuti quasi senza respiro.

  1. Questo pensiero di ‘povna è illuminante!

    “La giustizia esiste proprio per tutelarmi da me stessa e dalle mie opinioni, che ho diritto di manifestare ovunque, ma che sarebbe opportuno ciascuno di noi imparasse invece a manifestare più spesso nel teatro della propria vita davvero privata.”

    Ecco a che servono le opinioni degli altri…
    Ho espresso i miei dubbi nel commento che hai riportato e lo pensavo davvero.

    Ma il pensiero non da tregua e, soprattutto, quel che mi fa più male è come io sia stata trascinata da una certa stampa che incita al sciacallaggio.
    Dopo aver letto commenti demenziali a tal proposito beh…io ne prendo le distanze e dopo aver riflettuto dico di aver sbagliato.

    O le sentenze si accettano per quel che sono o non si accettano. Ora se dico di accettarle non devo andare oltre un certo limite…che è quello di arrivare a “condannare” una persona che ha già dato, ha già compiuto il suo percorso di pena.

    Il carcere evidentemente lo ha fatto riflettere, in qualche modo si è preso cura di questa persona e ora può continuare a vivere.
    Insomma ha pagato.

    quanto lo si vuole fa pagare? Lo dobbiamo uccidere?
    Marta non vivrà comunque.

    Ma la stampa che riporta un dato insignificante da un certo punto di vista perché se è vero che in questi anni lui ha insegnato….cosa cambi che sia nominato in ruolo?

    Ho letto i tuoi commenti, sempre esaustivi, sempre molto obiettivi…e ho sentito di dover riflettere.

    Stavo per scrivere tutto ciò in calce al post dove si è scritto di questo ma visto questo tuo nuovo post…lo scrivo qui.

    Torniamo a ciò che dicevamo prima: estrapolare dalle notizie quotidiani le vere notizie dalle chiacchiere da bettola.

    (certo però che proprio insegnare…. Vedi? Vedi che vado sempre lì? mannaggia oh….)

    • Ah..un altra domanda che mi pongo….è questa:

      ma Scattone non deve la verità a sè stesso e ai suoi studenti in tema di “verità”?
      allora se non è stato lui…è stato chi era con lui? Cosa ha detto e dimostrato a sua discolpa sui fatti?

      Si proclama innocente. Lui non c’era…era assente o cosa?

      boh….

      Un insegnante dovrebbe essere limpido da questo punto di vista o no?
      per quanto sia capace, preparato, intelligente etc….

      • anche se a 38 anni in apparenza ho smesso di fare l’insegnante dopo vent’anni in quella professione (precoce eh?), per diventare preside, io mi sono sempre considerato un insegnante; e quindi ti devo ringraziare per questa visione molto alta che hai dell’insegnante.

        pero`, secondo me, ma non vorrei avere l’aria di voler salire in cattedra ancora una volta, stai mettendo insieme cose molto diverse.

        non dobbiamo qui discutere sulla eventuale innocenza di Scattone, condannato comunque in via definitiva (una revisione del processo potrebbe esserci solo in presenza di fatti sostanzialmente nuovi, come ad esempio la libera confessione di un altro).

        magari sarebbe interessante farlo, ma resistiamo alla tentazione: comunque, stando alla sentenza Scattone, e` stato condannato a 5 anni per avere ucciso senza volerlo una ragazza sparando con consapevole imprudenza.

        e questo reato, secondo i giudici, non lo rendeva inadatto ad insegnare.

        questo e` tutto, sul piano giuridico.

        sul piano educativo nessun insegnante poi e` obbligato a rendere conto della sua vita privata ai suoi studenti.

        l’insegnante non e` un sacerdote che deve rendere conto dei voti fatti pubblicamente: e` un uomo o una donna comune…

        e se dovessimo escludere dall’insegnamento tutti i docenti che hanno qualcosa di poco limpido nella loro vita…

        insomma, non possiamo chiedere a Scattone quello che non chiediamo a nessun altro.

        (secondo me).

    • bellissima questa tua riflessione ad alta voce e la descrizione del tuo percorso, ma anche dei tuoi dubbi e delle tue domande aperte.

      direi che sono un poco commosso dalla limpidezza delle tue parole.

  2. Non avevo letto il tuo post. Nel confermare quanto già espresso nel mio, sottolineo che una parte del problema (la supposta ‘levità della pena’) nasce dalla pochezza delle prove che la Procura fu in grado di apportare. Colpevolezza o assoluzione rimasero a lungo in bilico, e anche questo è un dato importante.

    • è bello che ci si muova su posizioni simili guidati da modi di pensare vicini fra loro.

      spero che la giustizia abbia fatto qualche passo avanti da momento di quasi vent’anni fa quando pareva corretto condannare qualcuno a poco perché le prove che fosse un assassino erano particolarmente deboli.

      purtroppo rileggendo i fatti oggi, sembra che quella sentenza sia stata fortemente condizionata dalla esigenza di dare comunque dei colpevoli in pasto all’opinione pubblica. (vedi anche l’ultima risposta mia a principotta).

  3. In realtà anch’io sono allineata con la posizione giuridica. Mettetici pure che non ho un’ opinione e quindi non ne parlo oltre, se non a voce. Mica ho detto che Scattone sarebbe stato peggiore di tanti insegnanti. Non lo penso. Ma comunque…alla prossima.

      • Sì, Grazie.😊. Altrimenti finisco per dispiacermi dell’ incomprensione. Quello che intravedo è che probabilmente io ricordo bene i fatti , così come sono stati interpretati dalla magistratura ( mi aveva colpito molto proprio perché era un esempio di ca****a colossale commesssa da due persone intelligenti ) mentre tu un po’ sorvoli su quelli. Ma per il resto…Va be’, ciao.

        • non credo che questa discussione possa mettere in discussione la mia stima per te, neppure dal tuo punto di vista.

          è soltanto una bella discussione per approfondire assieme.

          davvero io non ricordo che cosa pensassi allora di questa vicenda, ma sono passati 18 anni! santo cielo, è anche un diritto dimenticarsi, no? mica solo essere dimenticati!

          riguardando i fatti oggi, parecchi dubbi subentrano su una sentenza che resta comunque definitiva.

          ma forse fu dovuta in parte anche alle pressioni dei media e ala voglia di trovare dei colpevoli comunque.

          leggo ora che alla fine come unica prova rimase quella dell’impiegata Alletto.

          se hai tempo e voglia leggi qua (è Repubblica, al tempo in cui valeva ancora la pena di leggerla):

          ROMA – Ennesimo colpo di scena al processo per l’omicidio di Marta Russo con la testimonianza di Laura Cappelli che ha ulteriormente minato la credibilità della superteste dell’accusa Gabriella Alletto.
          “Mi stanno convincendo che ero lì dentro, mi stanno convincendo che hanno sparato da lì”: queste le confidenze che la Alletto avrebbe fatto il 12 giugno 1997, due giorni prima che la sua confessione portasse Scattone e Ferraro in carcere, alla sua collega Cappelli, assistente bibliotecaria dell’Istituto di filosofia del diritto.
          La conversazione tra le due donne, su cui esiste anche una intercettazione ambientale, avvenne alle 8.50 nella segreteria dell’Istituto, alla presenza anche dell’altra segretaria, Maria Urilli.
          Ecco il racconto fatto questa mattina da Laura Cappelli.
          “La Alletto mi disse: ‘Mi hanno messa in mezzo, io in quella stanza non c’ero, ma mi conviene dire che c’ero’. Io le chiesi: ‘Ma se dici che c’eri devi dire anche chi c’era’. Lei rispose: ‘I nomi non me li hanno fatti, non è chiaro quello che vogliono. Loro si immaginano la scena e hanno bisogno di una testimonianza attendibile’. Io le chiesi: ‘Sei convinta che abbiano sparato da quella stanza?’. E lei rispose: ‘Eh, mi stanno convincendo’. Io continuai: ‘Ti stanno convincendo anche che tu eri là dentro?’. E lei: ‘Sì, mi stanno convincendo anche di questo”.
          Nella sua testimonianza, su cui il pm Carlo Lasperanza ha chiesto un confronto diretto con Gabriella Alletto, Laura Cappelli ha anche ammesso che riferì di quel colloquio al direttore dell’istituto, il professor Romano, e che il giorno dopo la prima confidenza, il 13 giugno, la Alletto le disse all’orecchio: “Una delle persone che mi hanno messa in mezzo sta entrando proprio in questo momento”: la persona che stava entrando nell’aula 6 era l’usciere Liparota.
          L’assistente bibliotecaria ha detto di essere stata molto colpita da quella prima conversazione con la Alletto, e di aver ripreso più tardi il discorso per questo motivo (la conversazione tra le due donne venne intercettata, ma solo per quanto riguarda le parole scambiate nella stanza della segreteria e non per il colloquio che avvenne all’esterno della stanza).
          La teste della difesa ha anche ricordato una frase che le disse la Alletto in un’altra circostanza: “Mi spiegò che due nomi glieli avevano fatti”.
          Durante l’udienza di oggi, la difesa di Scattone e Ferraro ha presentato un altro teste, lo studente di Giurisprudenza Roberto Lastrucci, presente al momento del ferimento mortale di Marta.
          “Ero sul ballatoio della scala antincendio, quello di fronte alle finestre di Filosofia del Diritto”, ha detto Lastrucci. “A un certo momento ho udito uno sparo. Ho guardato in basso e ho visto cadere una ragazza. Poi i miei occhi si sono istintivamente rivolti in alto: ho guardato verso l’Istituto di Chimica e poi verso le finestre dell’Istituto di Filosofia del Diritto, ma a quelle finestre non ricordo di aver visto nessuno”.
          Lo studente ha detto di aver sentito un rumore “soft, leggero, simile a quello di un fucile da luna park”, ma ha aggiunto di non saper dire da dove provenisse.

  4. Aggiungo, dopo aver letto le tue risposte ai commenti riportati, che posso mettere la mia voce tra quelle femminili e assolutamente allineata con la posizione giuridica giusto per sparigliare un po’ le carte degli stereotipi di genere.
    Detto in breve (che, come ho scritto altrove, si tratta di una polemica stantia su una vicenda vecchia – ché sia nel 2011, sia nel 2014 quando Scattone ha scelto l’annualità le proteste mediatiche ci sono state, eccome), un sistema giudiziario esiste proprio per evitare i giudizi di pancia di parenti di vittime, parenti di carnefici, tifosi e cittadini. Più sento opinioni che cominciano con “Rispetto la giustizia” e poi ci aggiungono l’immancabile avversativa (modulo retorico che mi ricorda tanto il classico “Non sono razzista, ma…”), più la mia posizione si consolida (ammesso che ne abbia bisogno, non ne ha). La giustizia esiste proprio per tutelarmi da me stessa e dalle mie opinioni, che ho diritto di manifestare ovunque, ma che sarebbe opportuno ciascuno di noi imparasse invece a manifestare più spesso nel teatro della propria vita davvero privata.
    Aggiungo che la revoca dell’interdizione non può gettare scandalo oggi, addì 2015 (o 2011, prima polemica), quando ne vediamo i risultati, ma, se mai, avrebbe potuto/dovuto sollevare gli stessi scandalizzati di oggi quando fu revocata. Ma ovviamente allora l’ignoranza diffusa nemmeno faceva pensare che cosa potesse significare. E come al solito qui in Italia si risponde al comando emotivo del rimestaggio mediatico – con il solito triste effetto Pavlov.

    • ovviamente l’ipotesi della distinzione di genere era soltanto ironica e voleva essere sottilmente provocatoria.

      mi fa piacere che l’hai smentita con questa analisi noto lucida, che condivido.

      e ringrazio anche per alcune integrazioni o precisazioni.

      • No, sono solo intervenuta nel dibattito perché, come dicevo, avendo seguito la polemica – e ben ricordandola – anche in occasione delle supplenze annuali del 2011 e del 2014, era una questione che non mi risultava né nuova, né interessante nei suoi elementi essenziali. Paradossalmente, come dicevo da Iome (il post che ti ho segnalato), l’unica cosa che me la rende interessante è la sua tangenziale collisione con la renziana Buona Scuola. Mi fa sorridere che una serie di assunzioni in blocco per ope legis che fa il pari con le belle sventagliate degli anni Ottanta (sia a scuola sia all’università) e che si è rivelata, si sta rivelando, un enorme fallimento, possa passare alla storia come la riforma che ha messo in ruolo la moglie di Renzi e Scattone. Fuori di battuta, la domanda: “Può Scattone essere un buon insegnante?” – essendo io insegnante in prima persona mi intriga, prevedibilmente. Qui, contrariamente alla vox communis, penso che la sua vicenda, per come è stata e come si è articolata (e qui a ben diritto non penso solo alla oggettività giudiziaria della medesima) possa averlo reso un insegnante migliore (ci tornerò dopo con un exemplum fictum). In assoluto e a priori, non credo che essere stato un ottimo dottorando a Filosofia del Diritto lo renda automaticamente un buon insegnante delle scuole medie, inferiori e superiori (tanti ne ho visti, dei miei colleghi universitari – io continuo a collaborare, non gratis, preciso, non ho mai fatto niente gratis in vita mia tranne il volontariato che scelgo, ma non lo chiamo lavoro – che bravi insegnanti non lo erano nemmeno un po’): può essere, come no. In assoluto, il fatto che sia stato, uno con il 6 come seconda cifra di nascita, immesso in ruolo solo con la Buona Scuola mi farebbe storcere il naso (significa avere bucato almeno tre occasioni precedenti), ma ammetto subito che nel suo caso la vicenda giudiziaria ha brasato almeno quei cinque-sei anni, dunque per lui il mio pregiudizio non vale.
        Il suo comunicato di rifiuto – un rifiuto che anche io come te, per lo meno parlando in linea teorica, trovarcisi è altra cosa, non avrei espresso – ha alcune parole che sono oggettivamente molto opportune come consapevolezza da parte di chi vuole fare l’insegnante. Altro non posso dire.
        Sull’exemplum fictum che anticipavo, riflettevo su come veramente l’opinione pubblica mélo e romantica di questo paese possa essere portata dove pare da qualcuno che sappia costruire bene una buona trama.
        Prendi questa vicenda, togli nomi e riferimenti (prendine solo la trama base), spostala nell’Ottocento, fanne una fiction su Rai Uno, e vedi come tutti coloro che ora gridano allo scandalo per Scattone insegnante sarebbero a tifare per il protagonista redento cui l’antagonista malvagio impedisce di consumare opportunamente la propria giusta redenzione.
        Ecco perché, torno a dire, uno Stato di Diritto costruisce la sua giustizia in tribunale e non raccontandosi storie intorno al fuoco.

        • altro intervento superlativo, grazie: ecco una discussione molto bella qui sopra.

          non torno sulla vicenda Scattone, che hai tratteggiato molto bene e con giudizi molto puntuali che condivido tutti.

          raccolgo invece uno spunto solo apparentemente collaterale, che hai messo in evidenza in modo molto opportuno, ed e` il rapporto di questa vicenda con la buona scuola di Renzi.

          come addetto, o meglio ex-addetto ai lavori (preside in pensione), trovo semplicmente incredibile come il pallonaro fiorentino sia riuscito, nella colpevole collusione della stampa praticamente tutta, a far passare come miglioramento della scuola la piu` colossale assunzione ope legis della storia della scuola italiana, che proprio anche da queste assunzioni (oltre che dai tagli di risorse) e` stata demolita negli anni e si trova oggi in Europa al fondo delle classifiche di qualita` per i risultati.

          l’assunzione era comunque inevitabile, vista la condanna dell’Italia da parte di un tribunale europeo; semmai ci sarebbe da stigmatizzare la disattenzione di anni verso chi segnalalava il problema nelle sedi opportune, come il sottoscritto.

          ma terribile e` che questa infornata di docenti, spiace dirlo, mediamente piu` scadenti perfino di quelli in qualche modo in servizio stabile da tempo, sia stata destinata a scopi vaghissimi e indefiniti, di organico di supporto, confermando la visione della scuola della nostra classe dirigente come deposito di forza lavoro inutile.

          tragico che non si sia pensato almeno a una riduzione degli alunni per classe, cresciuti fortemente negli anni del berlusconismo.

          incredibile che non si riformi il ciclo, adeguandolo alla scansione dei tempi di studio dominante in Europa (ma forse fa comodo una scuola che duri un anno di piu`, mascherando la disoccupazione giovanile).

          distruttivo che non ci sia stata una idea didattica nuova, dico una sola, dalla flessibilita` individualizzata del curricolo, ai titoli di studio finali assegnati per competenze, eliminando le bocciature.

          insomma, una catastrofe epocale della scuola italiana, in mano a un leader senza idee, che si e` circondato di una corte di incompetenti come lui.

          non avevo mai voluto dire il mio giudizio globale su questa vicenda, perche` mi scoccia avere l’aria di chi torna sul luogo del delitto.

          ma ecco che me lo hai tirato proprio fuori dai denti…🙂

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