il vero scandalo Marino – 472.

. . .

quando il dito indica la luna, gli imbecilli guardano il dito.

la frase e` di Mao Tse Tung, ma in questo caso io preferisco guardare il dito.

a me il vero scandalo sembra lo scontrino e l’uso che ne viene fatto.

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l’oste del Girarrosto Toscano dice che quella sera a cena c’erano solo Marino con la moglie e lui se lo ricorda benissimo.

ma allora perche` le portate sono 6?

e come mai 163 euro, il prezzo del secondo, non e` divisibile per 6? (ma neppure per 2?)

. . .

aggiungo, a sera, il comunicato col quale Marino annuncia le sue dimissioni.

“Care romane e cari romani, ho molto riflettuto prima di assumere la mia decisione. L’ho fatto avendo come unica stella polare l’interesse della Capitale d’Italia, della mia città. Quando, poco più di due anni e mezzo fa mi sono candidato a sindaco di Roma l’ho fatto per cambiare Roma, strappando il Campidoglio alla destra che lo aveva preso e per cinque anni maltrattato, infangato sino a consentire l’ingresso di attività criminali anche di tipo mafioso. Quella sfida l’abbiamo vinta insieme. In questi due anni ho impostato cambiamenti epocali, ho cambiato un sistema di governo basato sull’acquiescenza alle lobbies, ai poteri anche criminali. Non sapevo – nessuno sapeva – quanto fosse grave la situazione, quanto a fondo fosse arrivata la commistione politico-mafiosa.

Questa è la sfida vinta: il sistema corruttivo è stato scoperchiato, i tentacoli oggi sono tagliati, le grandi riforme avviate, i bilanci non sono più in rosso, la città ha ripreso ad attrarre investimenti e a investire. I risultati, quindi, cominciano a vedersi. Il 5 novembre su mia iniziativa il Comune di Roma sarà parte civile in un processo storico: siamo davanti al giudizio su una vicenda drammatica che ha coinvolto trasversalmente la politica. La città è stata ferita ma, grazie alla stragrande maggioranza dei romani onesti e al lavoro della mia giunta, ha resistito, ha reagito.

Tutto il mio impegno ha suscitato una furiosa reazione. Sin dall’inizio c’è stato un lavorio rumoroso nel tentativo di sovvertire il voto democratico dei romani. Questo ha avuto spettatori poco attenti anche tra chi questa esperienza avrebbe dovuto sostenerla. Oggi quest’aggressione arriva al suo culmine. Ho tutta l’intenzione di battere questo attacco e sono convinto che Roma debba andare avanti nel suo cambiamento. Ma esiste un problema di condizioni politiche per compiere questo percorso. Queste condizioni oggi mi appaiono assottigliate se non assenti.

Per questo ho compiuto la mia scelta: presento le mie dimissioni. Sapendo che queste possono per legge essere ritirate entro venti giorni. Non è un’astuzia la mia: è la ricerca di una verifica seria, se è ancora possibile ricostruire queste condizioni politiche. Questi i motivi e il quadro in cui si inseriscono le mie dimissioni. Nessuno pensi o dica che lo faccio come segnale di debolezza o addirittura di ammissione di colpa per questa squallida e manipolata polemica sulle spese di rappresentanza e i relativi scontrini successivamente alla mia decisione di pubblicarli sul sito del Comune. Chi volesse leggerle in questo modo è in cattiva fede. Ma con loro non vale la pena di discutere.

“Mi importa che i cittadini – tutti, chi mi ha votato come chi no, perché il sindaco è eletto da una parte ma è il sindaco di tutti – comprendano e capiscano che – al di là della mia figura – è dal lavoro che ho impostato che passa il futuro della città. Spero e prego che questo lavoro – in un modo o nell’altro – venga portato avanti, perché non nascondo di nutrire un serio timore che immediatamente tornino a governare le logiche del passato, quelle della speculazione, degli illeciti interessi privati, del consociativismo e del meccanismo corruttivo-mafioso che purtroppo ha toccato anche parti del Pd e che senza di me avrebbe travolto non solo l’intero Partito democratico ma tutto il Campidoglio”.

9 risposte a “il vero scandalo Marino – 472.

    • qui la cena non si capisce se era per sei, come sta scritto nella fattura, o per due come dice l’oste toscano (per fare un piacere a qualcuno?).

      in ogni caso questa fattura non regge, da qualunque punto di vista la si guardi.

      aggiungo che in un paese civile un sindaco eletto dai cittadini ma sgradito al capo del governo e ad altri poteri forti non si dimette fino a che la magistratura non interviene, e se indagato e` meglio che si faccia da parte.

      pero` qualcuno mi spieghi perche` Marino, neppure indagato allo stato attuale, si deve dimettere e invece De Luca, condannato in primo grado, si puo` eleggere.

      io, se fossi un italiano comune, mi chiederei piuttosto che senso ha spendere 200 milioni di euro per dare a Renzi un nuovo aereo di rappresentanza e lascerei perdere i 260 euro poco chiari di Marino, in attesa che la magistratura (romana!) faccia chiarezza, se puo`.

      ma poi, ci ricordiamo o no che Renzi e` volato a farsi le vacanze in Valdaosta a dicembre con un volo di stato costato ai contribuenti ben altro che 260 euro non si sa se in due o in sei?

  1. Roma va a scatafascio e lui cena e viaggia indisturbato invece di pensare alla sua città. Ma, almeno, lo facesse con i suoi soldi.
    Ora pensa di risolvere tutto pagando.
    Quindi, se un ladro viene nel mio negozio e ruba il denaro in cassa per non essere arrestato deve solo restituirlo?
    Ma che modelli stiamo dando ai giovani?
    Che società sta diventando la nostra?

    • a leggere il tuo commento, ho l’impressione che il mio post non sia stato capito.

      perdonami, ma trovo abbastanza deprimente questa sequela di luoghi comuni.

      ci vuole tanto poco a manipolare l’opinione pubblica in Italia?

      questa campagna contro Marino puzza di strumentalita` lontano chilometri.

      tolto Marino di mezzo, sai le abbuffate adesso per il giubileo!

      comunque ripeto anche pari pari quel che ho scritto in un altro commento qui sopra.

      “qui la cena non si capisce se era per sei, come sta scritto nella fattura, o per due come dice l’oste toscano (per fare un piacere a qualcuno?).

      in ogni caso questa fattura non regge, da qualunque punto di vista la si guardi.

      aggiungo che in un paese civile un sindaco eletto dai cittadini ma sgradito al capo del governo e ad altri poteri forti non si dimette fino a che la magistratura non interviene, e se indagato e` meglio che si faccia da parte.

      pero` qualcuno mi spieghi perche` Marino si deve dimettere e invece De Luca si puo` eleggere.

      io, se fossi un italiano comune, mi chiederei piuttosto che senso ha spendere 200 milioni di euro per dare a Renzi un nuovo aereo di rappresentanza e lascerei perdere i 260 euro poco chiari di Marino, in attesa che la magistratura (romana!) faccia chiarezza, se puo`.

      ma poi, ci ricordiamo o no che Renzi e` volato a farsi le vacanze in Valdaosta a dicembre con un volo di stato?”

      e tutti gli indignati del momento per le CONTROVERSE cene di Marino, dove erano di fronte a questi abusi alla luce del sole?

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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