Renzi e Marino: scontri e scontrini, gli enigmi del potere – 479.

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ecco un caso da manuale di come funziona il potere (almeno in Italia, paese di paraculi).

con Renzi il degrado civile del paese ha fatto un sostanziale e forse irreversibile salto in avanti.

e` diventato normale che il capo del governo, mai eletto al Parlamento, vada in televisione e dica che un sindaco votato per 5 anni dal 64% dei romani e per giunta del suo partito, va CACCIATO?

ma Repubblica ci spiega bene perche`:

Le stesse rivelazioni sull’uso delle carte di credito del Comune per spese personali hanno danneggiato Marino soprattutto a causa della (relativa) “mediocrità” delle vicende e delle cifre contestate.

prima di tutto Repubblica da` per scontato quello che non e` affatto.

poi da` a Marino del fesso per la mediocrita` delle cifre di cui lo accusa di essersi appropriato per fini strettamente privati.

prendesse esempio da Renzi, piuttosto, al quale nessuno contesta nulla, proprio perche le cifre sono enormi, perche` lui le tiene riservate fino a che puo` e soprattutto perche` e` un intoccabile al servizio dei poteri forti, Vaticano e Marchionne.

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dal Giornale, unico interessato a questo punto, ecco alcuni stralci sulle spese di Renzi, che aveva in dotazione come presidente della Provincia di Firenze una carta di credito con limite mensile di spesa di 10.000 euro.

Nei cinque anni alla guida della Provincia di Firenze, dal 2004 al 2009, Renzi ha curato molto la comunicazione e il budget dell’ente fiorentino gli ha dato una bella mano: una carta di credito con plafond mensile di 10mila euro, rimborsi spese anche con giustificativi non troppo dettagliati.

Scontrini e ricevute raccontano una stagione fastosa a Firenze.

Il mandato di Renzi è costato ai contribuenti fiorentini circa 600mila euro solo tra viaggi, ristoranti, regali e ospitalità.

Anche per lui c’è l’immancabile viaggio negli States. Nel 2007 la trasferta costa 26mila euro, di cui 1.859 euro al Four Seasons di Boston e 2.130 euro al Fairmont Hotel Saint José, in California.

Ma non è l’unico viaggio negli States, e nemmeno l’ultima spesa a stelle e strisce: tra gli scontrini raccolti dalla Guardia di finanza anche 7,5 dollari per due caffè espressi a Chicago, 87,8 per quattro «aragoste in gratin», 36 dollari per una colazione da Starbucks.

In tutto i viaggi americani costano 70mila euro.

Poi, rientrato a casa: 1.300 euro alla pasticceria Ciapetti, 1.855 euro alla Taverna Bronzino, 1.050 euro da Lino e 1.213 al Cibreo, 1.440 euro alla fattoria Castello di Verrazzano (un agriturismo), alla Trattoria «I due G» ordina un Brunello di Montalcino da 50 euro e una fiorentina da 1,8 kg. C’è anche un hotel a Firenze, l’«Helvetia e Bristol» dove Renzi spende 184 euro, pur vivendo a pochi chilometri da lì.

Con i soldi della Provincia è stato sottoscritto dal 2007 al 2009 anche un abbonamento Sky (cinema, sport e calcio) «in uso esclusivo al suo presidente Renzi».

Spese ritenute, però, «effettuate durante il mandato» e dunque perfettamente giustificate.

Meno dettagliato è il periodo di Renzi sindaco di Firenze.

Palazzo Vecchio, a esplicita richiesta, non fornisce informazioni.

Le spese però sono «al vaglio dei magistrati contabili» scrive sul Fatto Davide Vecchi, autore anche di un libro-inchiesta su Renzi, L’intoccabile .

Nel frattempo aggiunge qualcosa uno dei ristoratori che accoglievano spesso tra i loro tavoli il sindaco Matteo Renzi. «Matteo era sempre qui – racconta Lino Amantini, proprietario del ristorante “Da Lino” – mai solo, portava la qualunque. Amici, familiari. Ricordo benissimo che tre giorni prima di avere l’ultimo figlio venne con l’Agnese qui, aveva il pancione. Sa quante tavolate, feste, pranzi e cene di lavoro qui dentro?».

La fattura, tutte le volte, veniva saldata dal Comune di Firenze. Un affarone per i ristoratori. E infatti, «da quando Matteo è andato a Roma m’è calato parecchio l’incasso».

Fosse stato debole al pari di Marino sarebbero stati guai. Ma è Renzi.

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morale della favola, anzi legge morale della favola italiana: se sei potente, fai pure quel che vuoi.

non ti rimproverero` mai di essere disonesto, ti rimprovero di essere debole.

e poi qualcuno si incazza se dico che questa e` morale cattolica.

2 risposte a “Renzi e Marino: scontri e scontrini, gli enigmi del potere – 479.

  1. Propongo l’uso di un nuovo termine per sostituire le espressioni “fare le pulci a qualcuno” e “campagna mediatica”.
    Chiamiamolo “Marinare qualcuno”

    • approvato!🙂

      la cosa più sconcertante in questa vicenda peraltro è quanto si sia dimostrato facile manipolare l’opinione pubblica.

      così che anche coloro che ritengono giusto che Marino si sia dimesso, dopo il diktat renziano, ammettono che la storia degli scontrini è una puttanata senza troppo fondamento, ma imputano a Marino di non aver saputo comunicare.

      sembra che non si rendano conto che la comunicazione non dipende affatto da chi la fa, ma da chi la trasmette, che è in grado di attribuirle il significato che vuole.

      Mc Luhan: il mezzo è il messaggio.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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