la fine di Renzi si avvicina – 488.

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puo` darsi che mi faccia velo la faziosita` (a voler definire faziosa la mia avversione per Renzi), ma a me pare che la fine della meteora renziana sia prossima.

ecco alcuni indizi che vedo.

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il primo e` la legge di stabilita` piu` insulsa che si sia vista da anni, o forse decenni, a questa parte; neppure Berlusconi e` mai riuscito a dare prova di una cosi` radicale mancanza di idee.

gli aspetti salienti sono due:

  1. la pratica scomparsa di ogni tagli agli sprechi statali, da tempo battezzata spending review, giusto perche` la gente comune non ci capisca niente: ora si capisce meglio perche` ben due commissari preposti allo studio del problema sono stati costretti a gettare la spugna e ad andarsene, prima Cottarelli e una settimana fa il successore Perotti, nel silenzio assordante dei i poteri fori : Renzi non ha nessuna intenzione di tagliare niente: le tanto sbandierate autoblu` sono aumentate, anziche` diminuire, e la folle decisione di spendere 200 milioni di euro per un aereo di maggior prestigio per il premier e` il segnale della vera tendenza; i 5 miliardi di tagli sono ancora una volta lineari, nessuna categoria vera di spesa e` stata eliminata o anche solo intaccata, salvo quelle mediche; purtroppo non resta che concludere che l’unica speranza che qualcuno riesca a farlo sta nei Cinque Stelle (e il numero degli italiani che lo pensa sta significativamente crescendo).
  2. l’eliminazione delle tasse sulla casa, che premia in particolare le case di lusso che ancora pagavano l’IMU; questo provvedimento non ha nulla a che fare col programma del Partito Democratico, ma e` di nuovo una ripresa mediocre di temi tipicamente berlusconiani; non serve a nulla, perche` alleggerire anche di 1.000 euro di tasse che ne guadagna centina di migliaia l’anno non sposta nulla; non determina ottimismo, perche` tanto queste tasse dovranno tornare (non possiamo essere l’unico paese al mondo che non tassa le case), e perche` si tratta di una regalia insignificante per tutti; a me personalmente corrisponde ad un regalo di 15 euro il mese: immaginatevi i bagordi; e` smaccatamente, ma miserabilmente elettorale, aggiungiamo che la riduzione delle tasse sulla casa e` finanziata almeno per meta` con i tagli alla sanita`, il che significa liberismo puro; ma il liberismo puro e` democratico? peggio, puo` essere perfino demokrat? ne dubito.

aggiungiamo pure il contorno, altrettanto di destra, di riportare a 3.000 euro il limite per i pagamenti in contanti, che non sto neppure a commentare, tanto e` evidente la volonta` politica di aiutare i pagamenti in nero.

berlusconismo puro, ma dilettantesco e abborracciato: meglio l’originale, se potesse ancora esserci.

ma incapace poi di convincere davvero gli elettori di destra che vorrebbe conquistare, per sostituire la base storia cel Partito Democratico ed emarginarla politicamente.

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su questa legge si sono sentite dichiarazioni ufficiali di una durezza che io non ricordo si fosse usata nei mesi scorsi neppure verso la Grecia.

“Normalmente la Commissione – Europea – consiglia agli Stati di spostare il peso della tassazione dal lavoro a consumi, proprietà o capitali; l’azione intrapresa dal Governo italiano non va in questa direzione, quindi dovremo discutere con loro le ragioni e le potenziali implicazioni.

L’abolizione della tassa sulla prima casa “non è in linea con il nostro consiglio generale di ridurre la tassazione sul lavoro portandola a consumi, proprietà, capitali, alte basi che vanno meno a detrimento della crescita, quindi dobbiamo discutere con le autorità italiane le ragioni di questo cambio di politiche fiscali.

le questioni fiscali “sono prerogativa degli Stati, ma la Commissione deve vedere come quelle politiche affrontano gli squilibri macroeconomici e le sfide che i Paesi affrontano”.

Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue responsabile per l’euro

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un’Italia renziana che sta scivolando fuori dalla comune civilta` europea toglie a Renzi forse l’unico elemento di forza che aveva per farsi votare a naso tappato: tenere l’Italia dentro l’Unione Europea e respingere le farneticazioni di chi invoca l’uscita.

ma se Renzi esce di fatto, allora tanto vale votare qualcuno dei suoi avversari.

quando Renzi dice: noi rispettiamo i patti con l’Europa, mente, mente semplicemente e spudoratamente, mente berlusconiana-mente.

ma le veline renziane pubblicate da Repubblica danno per scontato che l’Europa accettera` una riduzione del deficit italiano del 2,2%, anziche` dell’1,4% previsto dagli impegni sottoscritti dal nostro paese e dalle norme europee.

ammettiamo pure che sia vero, anche se il tutto viene appoggiato su voci di corridoio; rimane il fatto che la manovra di Renzi e` sostanzialmente quasi tutta in deficit, e continua a rinviare un risanamento sostanziale della condizione economica del paese.

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alle critiche europee Renzi risponde da par suo, da quel teppistello che e`, capace di affascinare un paese di teppisti virtuali e reali.

le cercherete invano queste frasi sulla rassicurante Repubblica velinara, ma le troverete altrove:

Bruxelles non è il nostro maestro che fa l’esame.

Non ha titolo per entrare nel merito delle misure.

Può dare suggerimenti, ma basta con la sudditanza psicologica.

Ogni volta che parla il portavoce di terzo rango di un vicecommissario aggiunto i media rilanciano la dichiarazione dicendo che ”Bruxelles dice”.

non e` molto carino definire cosi` un vice-presidente di Commissione Europea, ma e` lo stile di Renzi.

Non c’è trattativa: se anche Bruxelles bocciasse la manovra un governo può confermarla e rimandarla così.

qui purtoppo e` la stessa Repubblica a smentire Renzi (senza volerlo, ovviamente):

I tecnici al peggio si aspettano un rinvio a febbraio del giudizio Ue, come avvenuto nel 2015, ma non una bocciatura o un commissariamento tramite procedura su deficit e debito.

E non spaventava nemmeno l’ormai consueto richiamo, è il terzo in un mese, del vicepresidente della Commissione titolare dei dossier economici, Vladis Dombroskis, il falco (ex premier) lettone.

dunque la Commissione Europea puo` ben bocciare la manovra, nonostante Renzi faccia il gradasso, e persino commissariare di fatto il paese; non e` avvenuto in buona sostanza anche in tempi abbastanza recenti?

L’Unione europea ha una settimana di tempo per far tornare al mittente le leggi di bilancio che ritiene in “grave violazione” delle regole del Patto di stabilità, e un mese di tempo per emettere i giudizi su tutte le altre.

Lo scorso anno l’allora presidente della Commissione Ue, José Manuel Durão Barroso, qualche giorno dopo la consegna del testo, inviò una richiesta di chiarimenti all’Italia perché non rispettava gli impegni di aggiustamento.

E dopo un chiarimento durato qualche mese, a febbraio la Commissione guidata da Jean-Claude Juncker, forte della nuova comunicazione sulla flessibilità, la approvò.

Renzi: “Se l’Ue boccia la manovra, la ripresento tale e quale”

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il punto cruciale pero` e` fino a che punto Renzi pensa di potere spingersi a destra senza perdere l’elettorato del Partito che ha usato per la sua spregiudicata presa del potere.

secondo me c’e` in quell’elettorato uno zoccolo duro che votera` la ditta fino alla morte e senza sapere perche`.

ma non e` la maggioranza di quell’elettorato.

ci sono altri che voteranno Renzi come il male minore tappandosi il naso: la campagna elettorale dei giornali fiancheggiatori sviluppa da mesi questo tema, come se Renzi potesse essere considerato un male minore.

ma insomma, mica e` vero quel che diceva Berlusconi, e cioe` che gli elettori di sinistra sono tutti dei coglioni.

il mistero di uno che ha scalato il partito per portare avanti il contrario del programma elettorale votato dagli elettori quanto potra` continuare?

una fetta importante non andra` a votare oppure votera` altro, esistono pur sempre persone capaci di accorgersi quando vengono fregate o prese per il naso.

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il redde rationem sara` alle prossime elezioni amministrative comunali di primavera, e spero molto che Renzi ci arrivi, continuando a logorarsi, perche` vorrei che venisse affossato da un voto popolare e non da qualche nuova congiura di palazzo.

a Roma difficilmente il Partito Democratico arrivera` al ballottaggio, che sara` fra la destra e i Cinque Stelle: Renzi paghera` molto caro il modo insipiente ed arrogante con cui ha trattato il caso Marino.

la cosa potrebbe ripetersi anche altrove, e saranno le campane a morte per Renzi, che sta distruggendo la base storica del Partito Democratico, svillaneggiandola ogni giorno, ogni ora, riproponendo la politica di  Berlusconi, il lessico stesso di Berlusconi, perfino lo stesso inglese; mancano solo le barzellette, ma neppure Renzi e` spiritoso; e manca il bunga bunga, ma, a quanto mi e` stato detto, forse perche` per ora la stampa preferisce essere reticente.

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qualcuno ha gia` fiutato l’aria e cominciato a smarcarsi, proprio mentre Verdini corre in soccorso, facendo fuggire piu` truppe democratiche di quanti mercenari cammellati riesca a portare.

ma non vorrei che alla fine si facesse il regalo a Renzi di riuscire anche a farsi passare per vittima.

se il renzismo dovesse finire a primavera, a questo punto si impantanera` anche la riforma costituzionale, su cui Renzi ha ostinatamente paralizzato il parlamento per mesi, producendo alla fine una pessima legge per giudizio pressoche` generale.

ma se Renzi riuscira` a farla approvare prima delle amministrative, potrebbe ripetersi sia la bocciatura nel referendum confermativo, che si svolgera` certamente dopo, a Renzi gia` sconfitto, sia una sentenza contraria della Corte Costituzionale su alcuni aspetti della legge, come il Senato formato anche da sindaci di alcune citta`: qualcuno avrebbe pur dovuto spiegare a questo omuncolo innamorato delle sue idee da quattro soldi che, se il Senato esercita dei poteri in nome del popolo, non puo` essere nominato, anche soltanto per una parte, dai cittadini di alcuni comuni, escludendo gli altri.

e` talmente evidente!

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comunque vi metto in guardia, io tendo a farla troppo facile.

i poteri forti sono ancora con Renzi e lo molleranno soltanto quando non potranno farne a meno, e del resto non si vede alcun sostituto all’orizzonte, neppure Letta.

Renzi non cadra` se qualcuno non si da` davvero da fare per aiutarne la caduta…

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