le contorte ragioni del torto (di alcuni modi di avere torto).

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esistono modi di avere torto che sono molto piu` azzeccati o comunque interessanti dell’avere semplicemente ragione.

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avere ragione, in fondo, e` lineare e banale; ma avere torto in qualche modo speciale puo` essere molto piu` creativo.

18 risposte a “le contorte ragioni del torto (di alcuni modi di avere torto).

  1. Grazie a te, bortocal, davvero, per la comprensione. Spesso nel mondo virtuale ci si comprende male o, addirittura, si pensa che dall’altra parte si scriva tanto per… invece io quel che leggo e ritengo intelligente e pertinente lo confronto col mio pensiero, mettendomi in discussione, credo sia giusto. Buon pomeriggio a tutti.

  2. Interessante non è avere torto, scusatemi, ma essere nel torto: solo così si aprono motivazioni ed elementi di confronto. Che soddisfazione c’è a dirsi “ah, che bello io ho torto” non arrivando da nessuna parte? Buona riflessione.

    • mi accorgo che non riesco proprio a dire che qualcuno È nel torto.

      mi pare una frase molto grave, perché fa pensare che solo qualcuno sia nel torto, mentre invece ci siamo dentro tutti, così come tutti siamo nella luce dell’aver ragione: è solo questione di punti di vista, di gradazioni, di sfumature.

      ma poi anche quando abbiamo torto, nulla ci impedisce di abbandonare il torto e di cambiare opinione, avendo così un po’ meno torto e un po’ più ragione…

      quindi non è vero che riconoscere di AVERE torto su qualche punto specifico non ci porta da nessuna parte.

      ci porta ad abbandonare l’opinione “tortuosa” (mi piacerebbe riuscire a dare alla parola questo nuovo significato…) per una opinione un poco più solida.

      riconoscere di ESSERE NEL TORTO richiede invece una specie di palingenesi universale, soprattutto se il torto in cui siamo ha avuto tempo di porre RADICI (e chi ha orecchie per intendere, intenda).

      • …ed è qui che avete torto (o ragione?)…poiché se alla vostra espressione anteponeste “a mio parere, posso anche sbagliarmi”, forse esisterebbe meno pretesa d’essere nella ragione o nel torto, ma…. migliorerebbero i rapporti interpersonali e sparirebbero supponenza, arroganza e la stessa ragione (lo stesso o torto) si intercambierebbero in maniera intelligente e mai banale, scontata. I giudici non esistono, nulla è certo, il ciarlatano solo si dice sicuro e… sinceramente io propendo per il torto, lo preferisco, è più simpatico.

        • mi guardo attorno e qui al momento a scrivere ci sono solo io, e non ho neppure specchi vicino a me.

          qualcuno moltiplica le essenze? qualcuno vede doppio?🙂

          in testa a tutta la mia replica c’era un “mi pare”, che a cascata dovrebbe comprendere tutto il resto.

          d’altra parte mica possiamo stare a ripeterlo ad ogni frase “a mio parere, posso anche sbagliarmi”.

          anzi, io direi soltanto “a mio parere”, perché dove, in coscienza sento che posso anche sbagliarmi sul punto specifico, allora sto zitto.

          d’altra parte vedo che ci sei cascata anche tu; quindi diamolo dunque come sottinteso di ogni discorso umano.

          ecco, a meno che qualcuno proprio non venga con tono ispirato e ci dica che attraverso di lui possiamo udire la voce di Dio: in questo solo caso, per dichiarazione esplicita dell’interessato (da isolare al più presto), dobbiamo pensare che chi parla non pensi di potere sbagliare.

          • Rispondo a Bortocal: non voleva essere una critica a te, direttamente, anzi; la mia era una riflessione più generale. Guardandomi attorno (mondo reale) vedo parecchio protagonismo, zero umiltà, ecco perchè mi viene spontaneo porre dei puntini sulle i, per quel che mi riguarda, per come sono dentro, io. C’è chi legge (forse, chissà?) e mi piace pensare che chi legge debba sapere quanto espresso sopra. Resta sempre il mio parere, certamente umile e mai azzardato, ma oggi lo grido, sperando di cambiare certe etichette comuni, poiché è sempre moto facile aggredire, attaccare, fare i grandi e schernire; è più comodo, più di tendenza, e dietro a un pc è un gioco essere quel che in realtà non si è.
            Nemmeno nella vita reale riusciamo a far vedere quel che davvero siamo, figuriamoci dietro un pc, con un nome di fantasia, una vita di fantasia, un’identita ancor più di fantasia… Ecco, volevo dire soltanto questo, nulla di diretto a te, Bortocal, anzi, trovo i tuoi interventi intelligenti e costruttivi.

            • ok, non avevo capito bene, e adesso mi spiego anche il rivolgersi ad un pubblico plurale: il commento non era una replica al mio post, ma un’aggiunta di altre considerazioni.

              anche io ho comunque di nuovo le mie, stimolate dalle tue e il bello di un blog e` che stimola queste discussioni.

              direi che mi ritrovo in molto di quello che dici, e ringrazio per gli apprezzamenti.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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