Marino, legge Severino, case di lusso: le tre buone notizie del mio post 500.

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festeggiamo il post n. 500 del 2015 con tre buone notizie oggi (e tre piccole conferme di posizioni sostenute qui); era da un bel po` che non se ne sentivano e adesso tre in un colpo solo rischiano di farmi fare indigestione di cose positive:

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la prima e` che il sindaco di Roma Marino e` uscito a testa alta dalla autopresentazione davanti alla magistratura, a quanto risulta, e sta riflettendo se ritirare le dimissioni.

mi auguro che si presenti in Consiglio Comunale per chiedere la conferma della fiducia e rendere evidenti le responsabilita` politiche della sua caduta.

e ora che appare svuotata la montatura sugli scontrini, su cui Grillo ha fatto una figura penosa, resta il problema centrale, che viene messo a fuoco cosi` da Orfini, il presidente del Partito Demokrat:

Quella che ha trovato Marino è una città divorata dalla corruzione.

Dovremmo affrontare il problema reale: ho trovato una macchina amministrativa completamente fuori controllo, autostrade aperte per la criminalità che non ha fatto che gozzovigliare in questi anni.

e dev’essere per questo che Renzi e il Partito Democratico romano, ampiamente coinvolto in questa corruzione, per prima cosa stanno cercando di liberarsi del primo sindaco che ha fatto esplodere il bubbone, eletto dal 64% degli elettori, ma sgradito al papa.

liberarsene, notate bene; mica aiutarlo.

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la seconda e` che la Corte Costituzionale ha confermato la validita` della legge Severino, oltretutto con una camera di consiglio molto breve.

in poche parole non c’e` nessuna punizione retroattiva se ,o stato decide di escludere da un ruolo politico attivo, in via precauzionale, chi viene condannato, anche solo in primo grado, per reati ravi o connessi alla funzione.

che e` come dire che la corruzione, nonostante tutto, non e` ancora costituzionale in Italia.

con tanti saluti a De Luca, De Magistris e Berlusconi.

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la terza e` che Renzi fa marcia indietro sulla cancellazione della tassazione delle prime case di lusso (per ora solo megaville e castelli, appartamenti lusso ancora niente).

senza rinunciare ad attaccare i gufi e i rosiconi che lo hanno costretto a smentirsi.

ma fa parte del carattere arrogante del personaggio.

arroganza che piace a molti italiani arroganti come lui, ma che disgusta tutti gli altri.

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rimane aperta la questione dell’innalzamento del tetto del contante a 3.000 euro, ma detegli tempo e lo vedrete arretrare con arroganza anche li`.

perche` o il tetto e`, anche minimamente, utile, come dice Cantone, il commissario per la Lotta alla corruzione voluto da Renzi, che dovrebbe capirne qualcosa, e allora non ha senso alzarlo.

oppure e` totalmente inutile e allora va cancellato.

mantenerlo alzandolo e` una misura senza senso alcuno: e` come dire, un poco piu` di nero, ma non troppo.

2 risposte a “Marino, legge Severino, case di lusso: le tre buone notizie del mio post 500.

  1. Parlandone alla zanzara su radio 24 venerdì scorso Renzi sosteneva che il recupero dell’evasione è avvenuto facendo controlli incrociati sulle banche dati già disponibili alle pubbliche amministrazioni piuttosto che dal basso limite all’uso dei contanti. E francamente mi pare abbia ragione. Per cui IMHO via il limite ai contanti e avanti con i controlli incrociati. Sperando che Jon prendano cantonate grosse come una casa….

    • scusami tanto, ma delle opinioni tecniche di Renzi so che uso fare.

      fra Renzi e Cantone, che si occupa istituzionalmente del problema, io credo a Cantone, ma non per fideismo, ma per gli argomenti che porta.

      “Sono contrario, e l’ho detto in altra occasione, all’innalzamento a 3mila euro della soglia per l’uso del contante. Così come la riduzione a 500 euro non ha eliminato l’evasione fiscale. Sono pannicelli caldi. Così non si fa lotta all’evasione, c’è bisogno di stabilità normativa. Non credo che l’aumento sia di per sé sbagliato, è l’essere arrivati a 500 e risalire a 3mila che dà l’impressione che purché si spenda, va bene. La questione è che ogni anno le norme vengono sistematicamente cambiate, ma non si può fare questo solo per risolvere problemi di bilancio. La lotta all’evasione ha bisogno di una stabilità normativa, di scelte chiare e continue, non di sali e scendi”.

      non e` molto diverso dal ragionamento fatto qui sopra: se il limite all’uso del contante non e` importante per la lotta all’evasione, allora perche` cambiarlo?

      sara` comunque un piccolo deterrente in piu`, no?

      e se la lotta vera si fa con i controlli incrociati, in che cosa un limite a 1.000 anziche` a 3.000 li ostacolerebbe?

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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