le mele e la mia feroce Arcadia prealpina – 509.

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qualche interesse hanno suscitato i passati brani di diario del mio ritiro prealpino, sembra: certamente piu` che i resoconti del viaggio attorno al mondo, in questo nuovo viaggio semplicemente attorno ai ritmi delle nostre montagne; cosi` sono in dovere di aggiungere qualcosa anche oggi.

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non era neve, intanto, ma grandine fine, simile a neve ghiacciata, quella che avevo scoperto qualche mattina fa, e per questo stava ammucchiata in certi punti soprattutto, accumulata dal vento.

di conseguenza, era sta lei a distruggere l’insalata nell’orto, non le lumache: infatti l’insalata in parte e’ stata raccolta, in parte si e` ripresa e le piogge hanno risvegliato si` le lumache, dopo la siccita` estiva, ma poche.

questo intreccio di errori di interpretazione a conferma che resto un cittadino mal trapiantato sui monti.

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l’altro giorno il vicino ortolano e` venuto a chiedermi se puo` raccogliere le mele che continuano a cadere senza quasi limiti da quell’albero mitico che non smette di produrne dopo quintali e quintali e che, come per sfida, le fa sempre piu` belle via via che si avvicina l’inverno.

gli ho detto di si`, anche se domani con due quintali mio figlio provera` a fare il sidro: ce ne sono per tutti, certamente.

le do ai miei maiali, ha detto, come leggendomi nel pensiero il dubbio (inverosimile) che potesse venderle; ma non credo, soprattutto dopo la  grandinata che le ha butterellate per bene.

le mele ai maiali: che nulla vada perso.

e i maiali sono la piu` grande compostiera riciclatrice di rifiuti della natura: si ingozzano di tutto quello che di biologico avanza e lo restituiscono sotto forma di lardo e salsicce.

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da qui il ciclo della vita e` contemplabile in tutta la sua durezza: qui e` visibile e chiaro l’equilibrio difficile che estrae dalla terra altra terra, solo diversamente strutturata, fino ad apparire sotto forma di verdura, oppure frutta o fungo e noce, o carne vivente.

tutto viene calcolato al dettaglio perche` la natura e` allo stesso tempo generosa ed avara.

e l’uomo stesso sta come macchina consumatrice e assieme produttrice dentro questo ciclo.

non diverso dal resto, ma altrettanto calcolato, in questa religione antica che di cristiano ha solo l’apparenza.

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nell’anticamera del medico, dove mi porta una gastroenterite che mi tormenta da una settimana e mi ha ridotto ai minimi termini, leggo un cartello ammonitore:

Se vuoi essere rispettato, PRIMA, devi rispettare.

il PRIMA giganteggia, cancellando quasi il resto.

sopra un manifesto dell’Alzheimer bar (non sto scherzando), una onlus a una ventina di km da qui, dall’altra parte della valle, dove puoi depositare qualche ora il vegliardo, assieme ad altri coetanei che ne condividono la disgrazia: mi unirei volentieri, ma fino a che sono in grado di andarci da solo, capisco che non fa per me.

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qui, tra questi monti, le istituzioni, misteriosamente, possono non essere il nemico; anzi, nel suo aspetto locale, lo stato, fratello: in posta sono pronti a regalarti la busta per la raccomandata, se l’hai dimenticata a casa; in Comune si fanno anche le fotocopie a pagamento e i fax, che alla Posta non sono consentiti dai regolamenti.

con l’impiegato scherzo su Sanremo: ho letto la notizia del 70% di impiegati comunali assenteisti sulla meta` controllata, ieri perfino sullo Spiegel: sembra che stia facendo il giro del mondo; non guariremo mai.

ma ho l’impressione che, fortunatamente, neppure capisca le mie battute, mentre segna diligente a mano su un quadernone 50 cent di fax e 10 di fotocopia.

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che gran bella giornata, comunque, che sole limpido, che silenzio.

la gente qui e` abbastanza chiusa e attaccata incredibilmente al soldo; potrebbe apparire un poco sgarbata, con i parametri di citta` e invece questa mancanza di complimenti e` soltanto autenticita`.

basta capire che qui la vita non e` un regalo, che l’equilibrio che la mantiene nasce dall’attenzione al dettaglio, che nulla, ma proprio nulla deve andare sprecato.

neppure l’uccellino che passa, accolto a fucilate.

e` Arcadia, si`, ma un poco feroce.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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