Marino e la pulp fiction di Repubblica – 516.

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titolo di RepubblicaRoma, consiglieri Pd scaricano Marino

contenuto, opposto al titolo, dei due articoli di Repubblica stessa sul tema:

Un problema tutto politico per i dem che mette in crisi i consiglieri, a cominciare dal capogruppo Fabrizio Panecaldo che dice:

“Io non voglio votare atti con le destre, con chi ha sfasciato Roma e ha creato Parentopoli. Io personalmente lo escludo ma il ragionamento deve essere collettivo e ognuno ha la sua posizione. Se me lo chiede il partito? Magari potrei dimettermi da capogruppo”.

il commissario del Pd romano, Orfini, non è finora riuscito a far ripetere il suo “no” ai 19 rappresentanti del partito in Campidoglio. Molti frenano. Obiettano. E resistono. Quando il commissario ha convocato i consiglieri del Pd chiedendo loro da che parte stavano, il gruppo si è spaccato: la maggioranza  –  10 contro 9  –  si è schierata con Marino.

Il clima si è fatto così rovente che giovedì il gruppo si è riunito lontano dalla capitale (e dal Nazareno), nella casa di campagna di un consigliere. Venerdì, dopo l’intervista di Marino, il capogruppo Fabrizio Panecaldo ha sottoposto ai suoi una lettera concordata con Orfini che dava lo sfratto definitivo al sindaco. Nessuno l’ha firmata. “Riparliamone domenica” hanno risposto i più. E nel “gruppo chiuso” su Whatsapp è stato fissato anche un orario: “Ci vediamo alle 16”. Ieri, però, dopo aver sentito le parole del sindaco, nessuno si è più fatto vivo. La riunione, forse, si farà oggi.

caso da manuale di manipolazione dell’opinione pubblica: la vera notizia e` che al momento Renzi, che vuole liberarsi di Marino, non ha con se` la maggioranza dei consiglieri del Partito Democratico di Roma.

e ci vuole davvero una grande faccia tosta a rovesciare nel titolo la verita`.

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sulla stessa linea il titolo del servizio fotografico: In centinaia in piazza con Marino.

ma, nonostante lo sforzo fatto per non riprendere mai piazza del Campidoglio intera, i sostenitori di Marino sembrano ben piu` che qualche centinaio.

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faziosita` introllerabile: stampa che viene meno al dovere civico di una informazione obiettiva.

stampa che non deve piu` usufruire, come la RAI, di aiuti pubblici.

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proseguo e leggo l’Huffington Post, da tempo ancora piu` scatenato, come inserto virtuale, del quotidiano madre Repubblica che lo tiene nel marsupio:

titolo:

Marino non ha i numeri ma vuole lo show down in Aula. I consiglieri dem: “Posizione su dimissioni del sindaco non è mai cambiata”

contenuto dell’articolo non proprio coerente:

si parte alla grande:

Il muro dei 19. Il Pd assicura che sia un muro impenetrabile. È quello dei consiglieri contro il quale Ignazio Marino, se insiste con il suo resistere-resistere-resistere è destinato ad andare a sbattere rovinosamente.

dopo l’avviso vagamente mafioso, si prosegue un poco peggio:

A parte chiuse, tra i 19 consiglieri si è svolto uno psicodramma. Dubbi, incertezze e anche contrasti. 

Se Marino ritira le dimissioni, i dem devono andare in aula ed è proprio per questo che alcuni di loro, durante la riunione, si sfogano così: “Renzi deve dirci come comportarci”.

Intanto i 19 consiglieri, hanno fatto loro una prova di forza, dopo quella di Marino e, dopo la spinta arrivata dai vertici, hanno fatto vedere che sono tutti compatti, ma in realtà non lo sono del tutto. Anche se i dissidenti non bastano a salvare Marino.

e a questo punto arriva il capolavoro: l’atto sostanzialmente dovuto con cui un sindaco eletto chiede di essere sfiduciato pubblicamente dai consiglieri comunali, con assunzione pubblica di responsabilita` e con una mozione di sfiducia (del tutto simile alla fastidiosa ostinazione che cui Prodi nel suo ultimo governo pretese il voto di sfiducia del Parlamento e rifiuto` le pesanti pressioni di Napolitano a dimettersi senza dibattito) viene presentata in modo grottesco cosi`:

Questa la linea pulp di Ignazio.

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la linea pulp e` naturalmente, in questo paese senza cultura, l’unica istituzionalmente corretta.

ma se provi ad essere corretto in Italia sei un marziano, peggio, sei un Marino.

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in realta` l’unica cosa pulp della vicenda e` il modo puerile per un pubblico decerebrato con cui la racconta Repubblica: un giochino da asilo, tutto fondato su intrighi camorristici.

Intanto il sindaco sta preparando il suo discorso da pronunciare nell’aula Giulio Cesare. “Se cado io, nella mia caduta ci sono tutti”, è il suo avvertimento. Che non lascia tranquillo nessuno.

“Se Marino va in aula, ne usciamo male tutti quanti”, questo il terrore diffuso. Ed è questo, invece, il punto di forza di Marino. “Io aspetto che Renzi torni dal Sudamerica – dice il sindaco – e che mi dia chiarimenti. I consiglieri mi hanno fatto una scorrettezza immonda. Che non merito e che non sono disposto ad accettare. Hanno paura di dover mettere la faccia davanti ai cittadini di Roma su una manovra da vecchia politica”.

che bei fumettoni, eh?

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Pulp fiction nella redazione di Repubblica.

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