ISTAT: fiducia manipolata – 519.

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che il governo Renzi serva soprattutto a rilanciare le vendite di auto FIAT in Italia era la mia ipotesi di lavoro, ma adesso e` diventata una certezza: Marchionne ha stampa, ISTAT e governo al suo servizio.

sentite Repubblica, il bollettino dei padroni, anche se poi la grancassa e` universale:

La fiducia dei consumatori registrata dall’Istat ad ottobre è la più alta da febbraio 2002, oltre 13 anni fa. Sale a 116,9 punti dai 113 di settembre. Sono in espansione tutte le componenti della fiducia a partire da quella economica. Migliorano i giudizi e le attese sulla situazione economica del paese e calano le attese di disoccupazione.

Sono in progresso anche i giudizi e le attese sulla situazione economica della famiglia con un aumento al 12,6% dal 10,7% della quota di coloro che si attendono un leggero miglioramento del quadro familiare. E sono più favorevoli i pareri sulle opportunità attuali di risparmio. (…)

Gli italiani tornano a sognare una nuova auto. L’Istat segnala un miglioramento delle intenzioni di acquisto dell’autovettura dei consumatori, mentre restano stabili gli orientamenti all’acquisto di un’abitazione e diminuiscono i progetti di manutenzioni straordinarie nella propria casa.

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sognare una nuova auto! che sogno meraviglioso, vero?

il sogno di chi non ha sogni propri, ma deve sognare i sogni decisi dagli altri!

insomma, ecco l’ISTAT che fa i  sondaggi (a nostre spese), per dire agli italiani quello che devono sognare.

sappiamo bene che i sondaggi sono soltanto profezie che cercano di autorealizzarsi…

e la massa e` obbediente.

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osservavo di recente che gli 80 euro al mese sono appunto la rata per una nuova automobile, e vengono dati non a chi ne ha davvero bisogno (disoccupati e precari), ma a chi ha gia` uno stipendio, in modo che possa sviluppare consumi superflui.

e` cosi` che si rilancia l’economia, spendendo a credito: a credito le famiglie con la rata, a credito lo stato che da` alle famiglie i soldi per indebitarsi.

tutta questa fiducia e` fondata sul nulla, e` puro lavaggio del cervello: chi si indebita lo fa nel presupposto che le cose continuino ad andare meglio, alimentato soltanto dalla propaganda dei venditori.

e dagli economisti che si dicono di sinistra, e bestemmiamo Keynes per difendere i consumi a credito.

ma siamo sicuri che l’economia mondiale tenga?

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avete visto i puntini tra parentesi nella citazione li` sopra?

ho cancellato li` questo passaggio, che basta da solo a smontare tutto, ma veniva dato, nella sintesi partigiana di Repubblica, come di straforo e cercando di minimizzarlo:

Nonostante questo, però, i giudizi sul bilancio familiare peggiorano, influenzati dal calo della quota di coloro che dichiarano di “risparmiare qualcosa” (al 18,9% dal 19,5%) e dall’aumento di quella di chi dichiara di dover “usare i risparmi” (al 20,4% dal 19,7%) per far fronte alle spese familiari.

insomma, le cose in realta` per le famiglie stanno andando peggio, ma le famiglie (notate di chi stiamo parlando, in tempi di crisi della famiglia) sono comunque convinte che vadano meglio e sono disposte a indebitarsi.

risultato della martellante propaganda del regime renziano e dei burattinai che lo governano.

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ma la verita` dobbiamo andare a cercarcela da soli altrove, ad esempio in questo articolo di un sito dedicato all’Auto:

Auto-ibride-e-incentivi.-Marchionne-chiama-Renzi

Auto ibride e incentivi, Marchionne chiama Renzi

Il sasso nello stagno, decisamente inaspettato, è stato gettato dall’Amministratore Delegato di FCA, Sergio Marchionne, all’ultimo Salone di Ginevra.

Durante la tradizionale conferenza stampa ha infatti, come si dice, “buttato là” un: “ma sì, in fondo, servirebbe trovare la collaborazione dei governi europei per agevolare le vendite di vetture elettriche e ibride”.

È singolare che questa richiesta provenga da un costruttore che di elettriche non ha mai voluto sentir parlare, mentre per le ibride soltanto dal 2016 la Fiat presenterà in America un proprio modello ibrido plug-in (“un minivan” ha dichiarato Marchionne): poi l’AD ha spostato il tiro sul nostro Paese aggiungendo che per quanto riguarda l’Italia il Governo dovrebbe pensare all’opportunità del ritorno agli incentivi per sostenere i concessionari in grande difficoltà.

Ma cosa è successo? Eravamo rimasti alla demonizzazione proprio degli incentivi fatta nel corso degli anni passati sempre da Marchionne (“drogano il mercato”) e che ora invece il numero uno di FCA abilmente fa sapere di gradire:

“Probabilmente all’inizio avremo bisogno di aiuto per rendere gli ibridi vendibili.

Credo che se vogliamo veramente incoraggiarne lo sviluppo dobbiamo trovare il modo per renderli più accessibili al consumatore e per questo può essere che ci sia necessità degli incentivi.

Ora che l’industria cerca di risollevarsi non dovrebbe essere caricata di costi per il discorso del contenimento delle emissioni”, ha concluso Marchionne facendo riferimento ai limiti imposti dall’Europa sull’emissione media di CO2 di ogni gamma, che nel 2020 dovrà rimanere al di sotto dei 95 g/km.

eccole di nuovo le palle sulle emissioni inquinanti come strumento di propaganda e di pressione sul rinnovo del parco automobilistico.

Cosa risponderà il Governo Renzi a questa richiesta?

(…) Dicevamo della risposta del Governo italiano, che ora forse con un po’ di fantasia potrebbe trovare anche le risorse per essere positiva: infatti andando oltre alle reali esigenze del mercato, il Premier Renzi e l’AD di FCA Marchionne non perdono occasione per scambiarsi lusinghe e complimenti, dopo le scaramucce verbali ai tempi del ritiro del piano Fiat “Programma Italia”.

A un Marchionne che oggi afferma “Renzi ha agito rapidamente per fare le riforme e ha avuto il coraggio di farlo nonostante le critiche”, risponde lo stesso Presidente del Consiglio con un “sono gasatissimo” dopo aver conosciuto i programmi di FCA durante le visite alle fabbriche di Mirafiori e Detroit.
Prossimamente il seguito …
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e il seguito e` qui, adesso: taglio di 2,5 miliardi di investimenti nella Pubblica Amministrazione, per l’ammodernamento informatico – giusto per capire che cosa intende renzi quando dice che la lotta all’evasione non la si fa col tetto ai pagamenti in contanti, ma con l’informatizzazione e le banche dati. 

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pessimismo di un gufo di professione?

ma no, e` Repubblica stessa a dirlo, ma in un altro articolo, ben separato dal precedente che non dia fastidio fare che 2 + 2 fa 4:

E` difficile pensare che basti la rivitalizzazione della domanda interna di consumi e investimenti a sostenere la ripresa. In Italia non è mai stato così.

Ma se guardiamo all’estero e alle esportazioni, il panorama non è confortante.

L’Europa dovrebbe crescere al non esaltante tasso dell’1,5-1,6%, ma questo presuppone che a quel ritmo si muova la Germania. Gli ultimi dati tedeschi disponibili, tuttavia, non sono luminosi. Ad agosto produzione industriale e ordini alle imprese, in Germania, sono, a sorpresa, diminuiti e la bomba Volkswagen non era ancora esplosa.

Fuori dall’Europa c’è il rallentamento cinese e delle economie emergenti, ancora non pienamente riflesso nelle statistiche, insieme al ridimensionamento di buoni clienti come il Medio Oriente, dove il crollo del greggio sta facendo stringere i cordoni della borsa.

Restano gli Usa. Anche qui, l’economia non fa sentire il suo ruggito. La previsione è di un’espansione del 2,6%, non straordinaria per l’America. Ma dentro la Federal Reserve ci sono pessimisti che temono non si vada al di là dell’1%, perché i salari non crescono abbastanza da sostenere i consumi e il dollaro forte penalizza l’export.

E’ un quadro molto fragile, oscurato dai dati finora disponibili sulle nostre esportazioni: nei tre mesi d’estate sono diminuite, con un calo netto di quelle extra-Ue.

Per ora, lasciate lo spumante in frigo.

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staccate i media, smettete di ascoltare, di guardare, di leggere il mondo delle finzioni, o almeno provate a pensare che TUTTO quello che passa li` dentro e` scritto dai vostri nemici.

forse riuscirete a capire qualcosa di quello che vi sta succedendo davvero.

4 risposte a “ISTAT: fiducia manipolata – 519.

    • risparmio una battuta cattivella e dico che non esistono fonti di informazione che possano essere privilegiate per loro natura, a maggior ragione quelle ufficiali, ma quelle cosiddette indipendenti men che meno.

      e comunque dobbiamo ricorrere a loro, come mendicanti del sapere.

      selezionando ed escludendo il 99% di inutile per caprire qualcosa qua e la`.

      ma quello che fa davvero la differenza non e` la fonte, ma chi la riceve.

      chi ha delle categorie adatte a interpretare la realta` puo` riuscire a cavarne qualcosa di vero; chi non ha le categorie interpretative giuste, annaspa ed e` destinato ad essere comunque manipolato.

        • forse non e` delle notizie che abbiamo bisogno, affoghiamo anzi nelle troppe notizie assolutamente inutili o cattive,
          ma solo di quelle notizie che servono a capire, cioe` a sapere…

          nel tuo complimento preferisco vedere un filo di ironia.

          per le notizie oggi dipendiamo dalla rete, ma nella rete ciascuno puo` trovare quello che cerca; perfino i motori di ricerca credo che si adattino alle nostre aspettative, costruendo un profilo di noi, sulla base di quel che leggiamo.

          il segreto di una buona informazione consiste nel cercare anche le notizie che ci danno torto e dare rilievo anche a queste.

          direi che questo post e` un esempio del mio punto di vista: qui analizzo un dato che almeno in apparenza da` torto al mio anti-renzismo.

          come vedi, la battuta cattivella non c’e`, o meglio c’e` nella sua versione piu` positiva.

          per il resto puoi costruirla da solo sotto forma di domanda, se ti chiedi se tu fai sempre cosi`.😉

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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