autocoscienza del sabato mattina di un blogger delle cause perse – 524.

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contemplare la nebbia dall’alto, in un sereno un poco surreale: ecco un’immagine iniziale che, a tirarsela un poco, potrei definire correlativo oggettivo – cioe` oggetto che sintetizza un’idea – della mia voglia mattutina di fare i conti con me stesso come blogger.

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il primo punto da mettere sotto osservazione e` la mia ostinata tendenza a difendere le cause perse, come ho scritto nel titolo.

badate bene: non ho detto le cause sbagliate; ho detto le cause perse.

nel blog difendo le cause che al momento mi sembrano giuste, come e` ovvio, anche se i miei errori di valutazione li faccio anche io, pur se non mi sembrano troppo numerosi.

il fatto e` che, se una causa da difendere a me sembra giusta, potete stare sicuri che nel 90% dei casi la storia mi dara` torto.

posso dire al momento, ok; ma sto ancora aspettando quasi sempre che il tempo finisca di darmi ragione.

oh, lo fara` certamente, ne sono sicuro, pero` mi piacerebbe che non succedesse dopo che saro` morto.

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ora, questa tendenza a sbattere la testa contro il muro non appartiene ovviamente soltanto al mio blog, ma alla mia vita tutta intera, quindi mi pare tardi per cambiare testa.

pero` devo darmi una spiegazione diversa dalla piu` ovvia: che sono stupido e alla mia eta` quasi veneranda non ho ancora capito niente di come va il mondo.

ovviamente lo so benissimo anche io che ho impostato la mia vita a volte dico nell’indifferenza al successo, ma piu` realisticamente dovrei dire nel rifiuto del successo.

quindi e` una specie di vocazione, per me, scegliere le ragioni di chi ha torto solo perche` l’avere ragione e` un lusso che non puo` comperarsi…

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ogni tanto ricordo che nella famiglia di mia madre, finche` erano vivi coloro che mi videro bambino, rimase un enigma come mai non fossi diventato ministro io, al posto del mio cuginetto: per giudizio di tutti ero molto piu` dotato.

ma il fatto e` che il potere non mi interessava, e avevo altro da fare io che dedicare la mia giovinezza a fare il portaborse di De Michelis e poi il deputato craxiano, finendo poi col diventare nel Nuovo Centro Destra, il portavoce del clericalismo veneto piu` oscurantista.

potra` sembrare la storiella della volpe e dell’uva, perche` certamente, se anche lo avessi cercato, il successo, non avrei poi saputo conquistarlo, considerando che i metodi necessari mi ripugnavano.

pero`, sinceramente, non sono mai riuscito a capire che cosa potere e successo mi avrebbero dato di veramente importante per me.

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ricchezza? ne avevo un poca, ereditata dalla mia famiglia, e non l’ho sperperata, semmai onestamente incrementata, e poi me ne sono liberato, donando tutto ai miei figli due anni fa: perche` anche la ricchezza non mi pare veramente importante e da` piu` grattacapi e pene che altro.

benessere? ne ho avuto, quel tanto che mi serviva, e ne ho tuttora qual che mi basta: non sono un barbone, sono relativamente privilegiato, anche se senza eccessi: dite che avrei bisogno di guadagnare di piu`? per farne cosa?

possibilita` di fare e realizzare qualcosa? non mi e` mai mancata e non dipende principalmente dai mezzi finanziari a disposizione, ma dalla volonta`; se hai questa, entro certi limiti, i mezzi li trovi anche.

potere? per me e` stato sempre un dovere, non un privilegio; ho occupato piccoli luoghi di potere concreto nella mia vita come preside di grossi e importanti licei oppure come responsabile di un grosso ufficio consolare in Germania; mi sono servito di questo potere per combattere onestamente le forme di potere disonesto che mi sovrastavano, rompendomi nella maggior parte dei casi le corna, ma realizzando quel che a me e` parso qualche oasi di vita onesta, pulita e corretta, per quel tanto che durava.

e ora che non ne ho piu` di potere/dovere sono molto piu` felice di prima.

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si`, e qui torniamo al blog, dopo questa parentesi: iniziare il blog dieci anni fa e` stato un modo per continuare questa battaglia delle cause perse, per continuare ad assaporare la sconfitta, e a farmi anche del male, combattendo qua e la`.

naturalmente mica lo pensavo allora, quando feci la scelta di iniziare un blog abbastanza incendiario ed anti-berlusconiano, allora, mentre lavoravo alle dipendenze del Ministero degli Esteri in un ruolo di grande responsabilita` e anche di spicco, almeno sul piano locale della capitale di un Land tedesco.

scelta quasi suicida e strettamente legata ad un anonimato che oggi non c’e` piu`, perche` l’ho abbandonato: ma in tanti che sapevano, colleghi di funzione soprattutto, qualcuno, piu` abile di me a tenersi a galla con qualche compromesso, possibile che non abbia parlato?

io ho sempre creduto all’onesta` degli altri, misurando gli altri da me stesso; pero` oggi capisco meglio che errore sia stato, anche se non ho smesso di cercare di essere onesto.

e cosi`, eccomi collegato (per sempre?) e quasi (tossico-?) dipendente da questo rito quasi quotidiano, che sostituisce laicamente le preghiere del mattino o della sera, e mi mette periodicamente di fronte a me stesso, in uno sperpero di parole largamente inutili come queste, che non hanno poi una grande udienza.

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a volte mi chiedo anche come mai la politica ha cosi` tanto spazio in questo blog e se non sia la fissazione datata di un vecchio reduce del Sessantotto.

ho una risposta chiara che mi pare convincente: perche` scrivo in Italia.

ho tenuto per un po`, quando ero in Germania, Zitrone, un blog anche in tedesco, (il mio tedesco un poco approssimativo…), ma non mi occupavo quasi mai di politica: non ne sentivo il bisogno, li`.

questo blog si occupa largamente di politica, pur desiderando fare altro, perche` la politica italiana e` il regno della corruzione, del malaffare, dell’ingiustizia.

sono condannato a occuparmi di cose sporche che mi piacerebbe dimenticare.

quando ho scelto un avatar, ho trovato un’immagine di Robin Hood.

condannato a fare il Robin Hood per chi non ne sente il bisogno: si puo` essere piu` stupidi di cosi`?

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guardando bene la realta`, penso spesso ad una specie di dolce eutanasia di questo blog, come alla scelta migliore.

vedo bene che il blog come strumento di comunicazione culturale e` al tramonto: che sopravvivono quasi soltanto i blog professionali o di nicchia.

dovrei trasformarmi?

cercare il successo anche come blog?

non ci riesco, non fa per me.

piuttosto lo lascio morire da solo, mentre i contatti calano lentamente, ma non rinnego me stesso.

poi pero` quel che mi frega e` l’incontro dal vivo con qualche lettrice o lettore che rinnova gli attestati di stima:

guarda che il tuo blog e` una cosa straordinaria! mi dice ancora Emanuela, per caso a Brescia da Parigi, dove vive, e la incontro in banca mentre vado a presentare la forse decima domanda di mutuo della mia vita, perche` ho ancora una volta casa mia da ristrutturare…

perche` me lo dite? per tenermi ancora a questa catena?

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il mese che inzia domani segnera` il compimento dei dieci anni di cor-pus, prima su una piattaforma che sta per chiudere, blogs.it, dove ad oggi ha totalizzato 1.349.995 contatti (ecco il link, che tra poco sara` del tutto inutile: http://bertolauro.blogs.it/); poi su questa, e ad oggi i contatti qui sono 490.562: meno, e con tendenza al calo progressivo.

potrei dirmi che 1.740.557 contatti in dieci anni sono alla fine un discreto risultato, soprattutto se vanno ad aggiungersi alle centinaia di migliaia dei miei blog paralleli, che portano ad un totale di due milioni e mezzo di contatti almeno; ma e` soltanto un’apparenza data dalla legge dei grandi numeri: sono un po’ meno di 175.000 contatti all’anno, cioe` una media di un po` meno di 500 al giorno; sempre un risultato discreto?

no, questo stesso numero e` apparente: la vecchia piattaforma contava fra i contatti anche me stesso; wordpress non credo; uma meta` almeno dei contatti, se non di piu`, sono casuali, di gente che arriva qui cercando tutt’altro e scappando subito; se torniamo al vecchio blog, i visitatori diversi come persone sono stati 572.435, insomma un decimo quasi della popolazione italiana (ma alcuni erano e sono stranieri).

oggi i meno di 200 contatti al giorno, con tutte le limitazioni viste e soprattutto la lenta morte dei commenti, segnano le campane a morte di questa esperienza.

. . .

ok, lo scrivo qui per provare ad obbligarmi a farlo: a fine novembre, quando scadra` il decimo anno, anche questo blog chiudera`.

certamente ci sara` qualcos’altro che pigliera` il suo posto, anche se non so bene ancora cosa: forse soltanto un blog con una formula del tutto nuova.

ci pensero`, intanto che impiego una parte delle mie giornate a salvare tutto quello che ho scritto in questi anni e che non voglio vada disperso.

almeno fino a che non andro` disperso io stesso nei regni del nulla, con tutte le mie battaglie perse.

22 risposte a “autocoscienza del sabato mattina di un blogger delle cause perse – 524.

  1. Bella riflessione, piena di stimoli. A me veramente sembrava che tu avessi qualche causa vinta.
    E poi le persone a volte lasciano perché non ce la fanno a fare tutto…alcuni muoiono persino!
    In ogni caso, questa riflessione periodica sulla propria vita è sana e naturale; il successo non si misura solo sul potere acquisito. Per quel che ne so, nella tua vita c’ è stato un po’ e un po’ (tra successi e sconfitte), e la bilancia mi sembra pendere dalla parte dei successi.
    Comunque non divido il mondo in winners e losers: che cosa terribile ma purtroppo di moda.

    • be` tu conosci qualche pezzetto della mia vita professionale, dove ho pur sempre realizzato qualcosa, e alcune battaglie durissime, piu` che altro di sopravvivenza, le ho pur vinte.

      ma il bilancio della propria vita e` qualcosa di piu`.

      io tendo ad identificarlo col bilancio delle idee sostenute, delle convinzioni e di qualche nuova riflessione portata nel proprio mondo.

      dovrei essere contento, come dici tu? puo` darsi: ma forse il vero oggetto di questa seduta virtuale di autocoscienza e` il proprio grado di megalomania.🙂

  2. ciao Borto, un salutone ed una domanda: che senso potrebbe avere un blog delle cause vinte? non c’è già la stampa per quello?🙂

  3. Come, leggendo tale riflessione, non farsi sovvenire alla mente… “La nebbia che respiro ormai si dirada perchè davanti a me un sole quasi bianco sale ad Est… qualcuno grida il nome mio, smarrirmi in questo bosco voglio io…”
    Il sabato mattina è un giorno in cui. In cui cosa? In cui qualcuno può soffermarsi su se stesso, su quanto lo circonda, ma soprattutto su quanto ha dentro. Riflettere e condividere è salutare, pur se a volte resta dentro l’amaro degli assensi… Buona giornata di nebbia e conseguente sole, mia mamma diceva sempre: “sotto la nebbia c’è quasi sempre il sole”, dunque godiamocelo.

    • tu allarghi la mia cultura: sono andato a cercare, ed e` Lucio Battisti, ma la canzone non la conoscevo, giuro.

      del resto, effettivamente ieri ci sono stati anche i funghi, anche se nessuna lei, al momento almeno.

      comunque, accetto il suggerimento e inserisco il video anche in apertura del post, grazie!

      • Grazie di cuore, davvero. Io adoro Lucio Battisti, i testi e le musiche, la sua geniale intelligenza, le sue innovazioni: persino oggi sono ancora tutte da scoprire e ogni suo pezzo, risentendolo, infonde qualcosa di diverso, aggiungendo un tassello in più, sempre. Mi suona strano che tu, Bortocal, non abbia mai approfondito la conoscenza di Lucio, non è certo un musicista per tutti, popolare sì, negli esordi della carriera, ma poi di nicchia, per chi veramente lo capiva (e lo capisce). Beh, ora lo ascolterai di più, spero. Buon sabato di nebbia e ancora un attimo di sole che filtra nel bianco…

        • ecco, il mio errore e` che l’ho appunto classificato nella musica popolare, che ascolto volentieri quando capita, ma senza approfondire troppo (anche se poi i veri poeti dei giorni nostri secondo me sono i cantautori e non quelli che si definiscono tali, piu` o meno, di professione).

          in effetti ho notato che questo brano, musicalmente, non concede poi molto al gusto popolare.

          c’e` un modo sicuro per farmi ascoltare di piu` Battisti: mandarmi altri link alle sue canzoni migliori nei prossimi commenti!😉

    • credo proprio che abbia di meglio da fare, eh eh.

      poi sul versante dei parenti di mia madre non mi risulta che mi leggano, quindi nessuno glielo segnalera` neppure.

      comunque, se non fossi l’ultimo dei suoi pensieri, ha una vaga idea di come la penso in generale e quindi non farebbe fatica a immaginare i miei giudizi su di lui (che non scrivo neppure per la prima volta e altre volte ho anche contestualizzato meglio).

      penso che non sarebbe neppure il caso di disturbarlo, considerando che certamente si ricordera` a malapena di me: l’ultima volta ci siamo visti a Brescia una decina d’anni fa, dopo una trentina d’anni o piu` che non ci incontravamo: saluti cordiali.

      del resto mica e` una persona stupida ne` un intrigante di basso livello: e` uno che ha fatto le sue scelte intelligenti: ha messo insieme e portato a compimento la sua storia familiare: nonno fascista e padre partigiano oltre che direttore di banca, poi…😉

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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