il mio Pasolini – 528.

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Compagni, copritevi il culo, c’e` Pasolini.

12 dicembre 1971

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e smettetela di commemorare un fantasma.

Pasolini, un grande artista e un pensatore originalissimo, l’intellettuale che ha plasmato una parte importante della generazione seguita alla guerra mondiale, un uomo che e` stato ammazzato quarant’anni fa in un agguato di gruppo sul quale non si volle indagare e che restera` oscuro come i tanti altri delitti di un paio di decenni cosi` sanguinosi da essere quasi una guerra civile strisciante.

Pasolini, che cos’e` oggi se non un nome fumoso a cui non si collega piu` nessuna immagine autenticamente vera, salvo qualche frammento di pensiero sparso appiccicato ad una specie di immaginetta?

accenno a Pasolini con mia figlia Sara, non ancora trentenne, e lei osserva soltanto che i suoi film sono inguardabili, di una lentezza esasperante: il trituramento mentale dello zapping e la crescita esponenziale delle capacita` mentali di associazione rapida hanno talmente cambiato la comunicazione umana stessa che capisco che i suoi film, che si prendono tutto il tempo necessario ad una riflessione sulla vita, appaiano oggi cosi` poco sloganistici e fulminanti da apparire tediosi.

(credo che lo stesso succeda anche ai blogger della mia generazione, quando scrivono: per essere ascoltati dovremmo parlafre per slogan, ma se parlassi mo per slogan non riusciremmo a dire quello che vogliamo).

Pasolini dunque e` morto, ma non finira` nei libri di scuola di una paese bigotto e papista; infatti e` molto piu` vivo ed amato all’estero che da noi.

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smettetela di commemorare il fantasma di Pasolini, morto il giorno dei morti quarant’anni fa, nel modo esatto nel quale aveva detto di se` che sarebbe morto nei titoli di coda di Ostia, il film di cui scrisse la sceneggiatura, ma che fece girare a Franco Citti, o nella Divina Mimesis.

commemorate piuttosto quell’Italia che e` morta: quella che era minoranza anche allora, ma che sapeva combattere.

e` stata quell’Italia che ha creato il Pasolini che pure era una fonte di disagio per lei.

come un blog lo fanno sopratutto i suoi commentatori e i suoi lettori, anche un artista, uno scrittore, un regista, un saggista lo fa soprattutto il suo pubblico.

e Pasolini oggi e` davvero morto, perche` e` quasi del tutto morto il suo pubblico.

e questa e` una perdita ancora peggiore, che non si puo` colmare.

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Pasolini (l’ho gia` raccontato, ma troppo tempo e` passato anche da questo racconto) lo vidi di persona il 12 dicembre 1971, nella grande piazza davanti al Politecnico di Milano, nel cuore di una manifestazione di decine di migliaia di persone che commemorava la strage di Piazza Fontana di due anni prima ed era una mobilitazione anche contro il fanfascismo (leggere bene: fanfascismo, non e` un errore di stampa).

Amintore Fanfani, un decisionista democristiano della sua componente di sinistra (cioe` peronista in senso lato) e` il vero precursore e modello politico di Renzi: organizzava allora la sua scalata al potere come candidato alla presidenza della repubblica, che avrebbe dovuto portare ad una repubblica presidenziale (con Renzi l’uomo forte e` diventato invece il capo del governo e il presidente della repubblica deve restare un’ombra inoffensiva al suo servizio).

 Fanfani cercava di tornare al potere, dopo i tre governi guidati negli anni Cinquanta e Sessanta, che avevano visto una violenta opposizione di molti poteri forti, culminata nell’ottobre 1962 nell’attentato che porto` all’incidente aereo dove mori` Mattei, il presidente dell’ENI, che era quasi il suo braccio esecutivo nel mondo degli affari e della politica internazionale, ma avevano aperto la strada al centro-sinistra, che avrebbe guidato sostanzialmente l’Italia fino a Mani Pulite all’inizio degli anni Novanta.

lo faceva anche appoggiandosi alla Conferenza Episcopale Italiana e alla sua battaglia contro il divorzio, ma fu sconfitto anche qui, dal referendum del 1974.

fu fermato, anche grazie a manifestazioni come quella e ad una campagna battente in tutto il paese, guidata dal Manifesto, che era allora qualcosa di vivo e non un gruppo di reduci intelligenti, a volte troppo.

non bastarono votazioni per 25 giorni in 23 scrutini a farlo passare come nuovo presidente della repubblica, il fanfascismo fu fermato, e alla fine divenne presidente l’inoffensivo e macchiettistico Leone.

Fanfani fu ancora capo di governi fragili e poco significativi per tre volte, ma la sua stella politica era di fatto tramontata, e tramonto` forse a partire proprio da quella enorme manifestazione del 12 dicembre 1971, che si svolgeva in un clima quasi pre-insurrezionale.

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in questa manifestazione, con la sua cospicua e professionale cinepresa, si aggirava Pasolini, che giro` un documentario, di cui temo si sia persa traccia e non sono sicuro nemmeno che figuri nella sua ricchissima filmografia ufficiale.

me lo trovai davanti improvvisamente, con i suoi occhiali scuri: era da solo, faceva un cinema quasi dilettantistico.

e qualcuno sibilo` a voce abbastanza forte perche` lui potresse sentirlo:

Compagni, copritevi il culo, c’e` Pasolini.

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Pasolini faceva allora il Direttore Responsabile del quotidiano Lotta Continua, con la quale non aveva nessun altro rapporto che questa sua disponibilita` a finire in tribunale, come uomo abituato a denunce e processi di tutti i tipi, anche i meno rispettabili`, al posto dei suoi leader come Sofri o Viale, per quello che scrivevano.

nessuno gliene era grato; aveva scritto una poesia troppo citata per dire che i sessantottini erano dei piccoli borghesi avidi di potere, e per la maggior parte di loro il tempo glie diede ragione: Pasolini stava dalla parte dei poliziotti, che erano proletari, diceva.

ma forse si illudeva: anche i poliziotti erano dei piccoli borghesi.

Pasolini visse da disperato in mezzo ad un mondo dove i valori autentici della vita popolare si stavano perdendo e veniva avanti quella borghesia italiana avida e squallida, che lui individuo` per primo con le sue antenne mentali da sensitivo e defini` la piu` miserabile del mondo.

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glielo fece pagare ben caro questo giudizio e gli editoriali sul Corriere della Sera dove chiedeva un processo popolare a carico della Democrazia Cristiana (quello di cui fecero tragica caricatura pochi anni dopo le Brigate Rosse): gliela fece pagare la sua vita, quell’Italietta mediocre che pero` allora aveva ancora i suoi anticorpi.

l’omicidio politico di Pasolini fu seguito tre anni dopo da quello di Moro: la guerra civile fu vinta e pian piano fini` nel nulla anche la strategia stragista che non serviva piu` a nulla.

l’Italia era stata finalmente normalizzata.

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Pasolini massacrato ad Ostia fu come una nuova puntata dopo la strage di Piazza Fontana del dicembre 1969 che aveva aperto questa nuova stagione di cui i servizi segreti furono gli attori principali.

i telegiornali si aprirono con l’urlo di disperazione di Franco Citti che piangeva come un bambino davanti al cadavere dell’amico.

per uno strano paradosso, l’ipotesi piu` probabile sui mandanti del suo omicidio riportano a Petrolio, quello strano coacervo di scrittura incompiuta al quale stava lavorando ai ritmi massacranti e incredibili che sapeva sostenere soltanto lui, e che indagavano, per il resto, proprio sull’omicidio di Mattei.

il suo intervento al congresso del Partito Radicale, che avrebbe dovuto leggere il giorno dopo, fu letto da altri, e lui fu sepolto politicamente molto in fretta: non c’era nessuno che potesse sostituirlo.

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se i genii sono gli artisti o i pensatori insostituibili, in questo Pasolini era appunto un genio.

ma i genii dimenticati non servono a nulla, e l’oblio storico completo ha ricoperto la storia recente per una generazione immemore e una scuola devastante (quella che Pasolini, giustamente, voleva chiudere) che non studia la memoria recente, ma soltanto quella strumentale e con i paraocchi di una Giornata della memoria sola per anno scolastico.

non sarebbe bello che, per una volta, la prossima Giornata della Memoria 2016 fosse destinata nelle scuole, invece, a Pasolini?

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questo e` il Pasolini che ha esercitato una influenza enorme sulla mia vita, dandomi il modello irripetibile di una esistenza critica, e che voglio ricordare, per concludere, con una sua poesia.

Supplica a mia madre

È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

Susanna Colussi, la madre di Pasolini, a cui il figlio fece recitare delle piccole particine in qualcuno dei suoi film, ma fu soprattutto la madre di Cristo nel Vangelo secondo Matteo, scrisse negli anni Cinquanta un bellissimo romanzo, Il film dei miei ricordi, che rimase in un cassetto e fu scoperto soltanto dopo la sua morte, a novanta’anni nel 1991.

Pasolini-Pierpaolo-e-Susanna-madre

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_ottobre_31/pasolini-tre-killer-senza-nome-794c95b6-7f9b-11e5-8b57-f1b8d18d1f0e.shtml

7 risposte a “il mio Pasolini – 528.

    • certamente l’ho letto e a suo tempo l’ho anche recensito (piuttosto negativamente, in verita`, nonostante l’indubbia suggestione poetica, ma l’India vera e` molto piu` ricca di quella di Pasolini, e la colse molto meglio Gozzano negli articoli che scrisse sul suo viaggio di un secolo fa).

      ci sarei andato volentierissimmo comunque al seguito di Pasolini, per sentire le sue osservazioni.

      sinceramente un po` meno volentieri con quell’altra coppia, anche se quel che scrisse Moravia di quel viaggio e` poi certamente piu` fondato e concreto di quel che ne scrisse Pasolini…🙂

      • Ho letto Pasolini ma non Moravia. L’odore dell’India mi è piaciuto per la sua intensa brevità. Sensazioni svelte e profonde. So che Moravia non ne fu altrettanto attratto. Eh si anche io avrei voluto averlo come compagno di viaggio…

        • e` indubbiamnet un bel testo, molto poetico, ma proprio per questo molto soggettivo (a differenza di quello di Moravia che non e` poetico per nulla, ma molto concreto), e anche per questo secondo me la ricchezza dell’India non c’e` li` dentro.

          l’India e` tutt’altro che un paese primitivo, come lo vede Pasolini, che ne estrae solo l’aspetto centrale della poverta`, ma trascura la ricchezza enorme della cultura indiana,

          se non lo conosci, ti consiglio vivamente Gozzano: il suo diario di viaggio (pare un poco inventato) fu pubblicato col titolo Verso la cuna del mondo, ma oggi e` stato ripubblicato anche con altri titoli: la sua India e` davvero straordinaria, e credo che lui l’abbia sentita molto.

          consigli di lettura tuoi? conosco abbastanza poco della letteratura indiana.

            • direi di leggerselo direttamente come viene; se non ricordo male comincia con lo Sri Lanka, che allora era considerato parte dell’India e mi pare sia forse il pezzo più fiacco,

              per me il pezzo più potente è quello dedicato a Benares/Varanasi, ma anche quello sulle grotte di Elefanta mi colpì parecchio.

              mi piacerebbe sentire i tuoi pareri.

              consigli? questo libro ha un secolo: le varie lettere, scritte fra il 1912 e il 1913 (ma il viaggio reale durò solo due mesi dal febbraio all’aprile 1912), furono pubblicate sulla Stampa nel 1914 e il libro che le raccolse uscì postumo nel 1917.

              leggilo col piacere prima di tutto di immergerti nell’India di un secolo fa.

              poi forse nel 2017 non vedrei male una recensione, in un blog tematico come il tuo.

              peccato che Gozzano abbia distrutto le poesie scritte in India, considerandole oscene.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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