vi ricordate ancora l’Economist? – 562.

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Al tempo di Berlusconi la sedicente sinistra, che faceva la finta opposizione alla sua politica, ma solo per prendere il suo posto e farne una sostanzialmente uguale, non perdeva un sospiro della stampa internazionale avversa al farabutto di Arcore per disegnarne la prossima caduta.

Ma ora che quella stessa stampa fa analisi simili a proposito di Renzi, coloro che vogliono continuare a tenere la testa sulle spalle e a ragionare senza avere paura di sentirsi dare di gufi e rosiconi sono costretti a strisciare nottetempo e mascherati, quasi vergognandosi, in giornalacci come Libero o Il Giornale, per sapere che cosa pensa il mondo della finanza globale della scellerata politica economica renziana.

E a questo punto capire che, se un nemico dell’euro come il Financial Times e un nemico di Renzi come bortocal fanno esattamente la stessa analisi, anche se da punti di vista opposti, allora significa che questa e` certamente giusta, e oggi illumina con due fari da due direzioni contrarie la stessa miseranda realta`, che la propaganda corale nega.

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Le fosche prospettive per l’Italia di Renzi le traccia un editoriale sul Financial Times  intitolato La ripresa italiana non è quel che sembra, di Wolfgang Munchau, tedesco, immune per la sua nazionalita` dagli improperi renziani via twitter contro tutti coloro che non lo esaltano da bravi lecchini.

Possiamo leggere analisi simili anche da noi, naturalmente, ad esempio nell’ottimo blog di Mario Seminerio, che tuttavia stenta a farsi ascoltare sulla stampa servile.

Quella che censura il Financial Times, e figuratevi che problemi si fa a silenziare qualche analista locale semplicemente onesto e capace.

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Munchau fonda la sua analisi critica dell’ottimismo a tratti insensato di Renzi e dei suoi uomini (soprattutto Yoram Gutgeld) su alcuni dati:

  1. i dati sul Pil, con la crescita del terzo trimestre inferiore alle attese, che dimostra che la crisi di Cina e paesi emergenti ha già iniziato a far sentire i suoi gravissimi effetti. 

Aggiungo io quanto segue (raccogliendo le analisi dettagliate di Seminerio).

La crescita e` interamente collegata al settore automobilistico e in sostanza alla FIAT, cioe` ad un settore produttivo tendenzialmente obsoleto, nono stante la sua importanza e che i dati, se depurati dalla ripresa di questo comparto, sono per il resto totalmente in calo.

Da tempo sostengo che gli 80 euro e oggi l’eliminazione della tassa sulla prima casa sono frutto di uno scambio politico scellerato fra Renzi e Marchionne, al quale e` stato funzionale anche lo scandalo delle emissioni Volkswagen, per rilanciare la vendita di automobili alla classe media.

Ma si tratta di un rilancio economico asfittico e senza prospettive, fondato tutto sull’ampliamento del debito pubblico, e incapace di affrontare i problemi strutturali dell’economia italiana.

Che non sono stati toccati neppure dalla riduzione dei diritti del lavoro, operata col Job Acts, dato che consistono invece in ben altri aspetti: la corruzione, l’esasperazione burocratica, la lentezza decisionale in ambito pubblico, la crisi dell’innovazione e della formazione: tutti problemi che Renzi ha lasciato intatti, mantenendo debole le capacita` di ripresa del nostro sistema produttivo.

I modesti benefici verificatisi quest’anno sono interamente dovuti alla politica monetaria di Draghi e non alle scelte di Renzi, che ha preferito e preferisce concentrarsi su riforme come quella del Senato o quella elettorale, che servono piu` a costruire le basi di un sistema para-autoritario che a dare risposte ai problemi veri del paese.

  1. “la mancata ristrutturazione del sistema bancario” con “i crediti deteriorati ormai il 10% del totale”; “molti istituti piccoli o medi sono di fatto insolventi”, osserva Munchau, e questo aggrava la prospettiva di uno scarsissimo sostegno alla crescita da parte delle stesse banche.

Infatti le banche italiane sono dedite piuttosto ad impiegare i fondi che ricevono per restare a galla e coprire i propri debiti e non appaiono in grado di sostenere efficacemente le imprese che chiedono credito per continuare ad andare avanti.

  1. “le scelte di politica fiscale di Renzi”, a cominciare dall’abolizione della tassa sulla prima casa:

“Magari porterà voti, ma non cambierà certo l’economia, lo abbiamo già visto.

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Secondo Munchau, il pericolo di questa strategia è che “può andare orribilmente male se lo choc esterno è abbastanza forte e il settore bancario abbastanza debole”.

L’ipotesi più probabile è che con l’aggravarsi della crisi esterna delle economie emergenti che hanno sostenuto la crescita mondiale nei primi mesi del 2015, il rapporto deficit-Pil senza più margini di flessibilità schizzi fino al 3,4 o 4,4 per cento.

Risultato: Renzi cadrà proprio come accaduto aSilvio Berlusconi.

E probabilmente con un meccanismo simile: una rapida crescita dello spread, cioe` degli interessi che l’Italia dovra` pagare sul proprio enorme debito pubblico.

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Qui Munchau si spinge a disegnare alcuni scenari, ma qui io lo lascio, perche` la storia non si ripete sempre uguale, 

Munchau pensa che “magari arriverà un nuovo governo tecnico non eletto”.

Fastidioso questo ritornello: in Italia gli elettori non hanno mai eletto il governo: il nostro sistema costituzionale e1 diverso.

A me pare comunque difficile un nuovo governo tecnico: prima di tutto avrebbe oramai davanti a se` un tempo abbastanza ridotto, di soli due anni, insufficiente per avviare una politica di solido risanamento.

Inoltre un governo simile spalancherebbe in equivocabilmente le porte ad un trionfo a Cinque stelle alle elezioni successive, a meno di non sospendere del tutto la democrazia.

In terzo luogo non sottovaluterei la volonta` di Renzi di battersi.

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Anzi, per dirla tutta, a me pare che la scelta di Renzi di abolire le tasse sulla prima casa sia un chiaro segnale del fatto che si rende conto che il tempo sta lavorando contro di lui e che vuole andare alle elezioni a primavera, contando sul recupero di una parte importante dell’elettorato berlusconiano.

Vero peraltro che, a fronte di una catastrofe economica come quella prospettata dal Financial Times, sarebbe una assoluta vittoria di Pirro, che lascerebbe intatti i problemi successivi.

Secondo Munchau, che forse anzi se lo augura, lo tsunami finanziario che sta per travolgere l’Italia e il governo Renzi ci costringerebbe ad uscire dall’euro.

Se l’Italia non esce con forza dalla recessione, è difficile capire come possa rimanere nell’Eurozona.

A un certo punto potrebbe essere un indiscusso interesse del Paese uscire dalla moneta unica e svalutare”.

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Ma io non ho il minimo dubbio che Renzi ha tutto il pelo sullo stomaco necessario per proporsi come protagonista di questo passaggio devastante.

Ha gia` fatto diverse sparate populiste contro l’Europa e sarebbe il primo a porsi alla testa di una confusa deriva demagogica per sottrarre il paese ai suoi impegni.

E gli elettori a Grillo.

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Da questo punto di vista i problemi vanno di nuovo a concentrarsi a primavera, quando l’Unione Europea dovra` esprimere il suo parere definitivo sulla manovra finanziaria renziana, che ha finora lasciato in sospeso, pur non risparmiando le critiche (la rappresentazione positiva della posizione europea che potete leggere sulla grande stampa di regime filo-renziana e` totalmente di comodo, in altre parole artificiosamente deformata a vantaggio del ducetto nostrano).

A primavera potrebbero venire a convergere il deterioramento economico internazionale ed interno, l’ancor piu` conseguente giudizio negativo dell’Unione Europea sull’avventata o meglio avventuristica politica economica renziana, con la richiesta di una monovra correttiva lacrime e sangue, e l’appello elettorale renziano anticipato al popolo elettore con una piattaforma politica anti-euro fatta apposta per sottrarre elettori ai Cinque Stelle.

Con caos economico di tipo greco successivo.

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Mm, cento motivi per gli elettori per provare a scegliere come male minore attuale appunto i Cinque Stelle che almeno garantiscono assolutamente una azione incisiva ed efficace contro uno dei mali che Renzi non intende minimamente risolvere: la corruzione politica.

Sia ben chiaro che io non intendo andare a votare in alcun modo con questa legge elettorale, che mi sembra altrettanto incostituzionale del porcellum, e dunque continuero` ad annullare la scheda scrivendoci su NON VOTO IN ELEZIONI INCOSTITUZIONALI, come ho fatto nelle ultime due elezioni politiche.

E neppure credo minimamente ai sondaggi che disegnano settimana per settimana il progressivo avvicinamento tra Cinque Stelle e Partito Democratico: sono fatti unicamente, come alle europee dell’anno scorso, per spaventare il piccolo elettore e farlo correre nelle braccia di Renzi al grido si salvi chi puo`.

Ma il bello della politica e` che soltanto Mussolini e Renzi pensano che le guerre si vincono e i problemi si risolvono soltanto a forza di buona volonta` – anzi, un momento, questa era anche la tesi di Berlusconi: se gli italiani non credevano alla crisi, la crisi non ci sarebbe stata…

Purtroppo le cose non sono cosi` semplici e anche le capacita` manipolatorie della propaganda di stato incontrano a volte i loro limiti.

Quindi il caos che si profila potrebbe portare agli esiti piu` imprevedibili e perfino ad una rinnovata alleanza con Berlusconi allo scopo di provare a tenere in piedi gli equilibri corrotti ed oramai del tutto marci di questo sistema.

Ma ogni previsione mi pare avventata.

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Ma proprio per questo Renzi non e` mai stato cosi` debole, nonostante le apparenze, e lo sa.

E non credo che ad aprile o maggio, quando pensa di portarci a votare, potra` essere piu` forte di oggi, se non sara` il terrorismo nazi-islamista ad aiutarlo.

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