Il miracolo di papa Francesco – 566.

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Libero, che ha condotto in tutti questi mesi una martellante campagna di stampa contro papa Bergoglio, accusato, piu` o meno, di essere l’Anticristo e di distruggere diabolicamente la Chiesa, l’altro giorno, come improvvisamente ravveduto, sparava per alcune ore un titolo di apertura che DOCUMENTAVA un miracolo da lui compiuto.

I genitori disperati di una bambina di due anni colpita da un tumore al cervello l’hanno portata da lui e gliel’hanno fatta benedire durante un’udienza e, udite udite, il tumore ha cominciato a regredire.

Nessun dubbio: e` u n miracolo, e non meravigliatevi se io ci credo.

Ci credo non soltanto perche` ci sono degli esami clinici obiettivi a dimostrarlo, ma soprattutto perche` credo di sapere che cosa e` un miracolo.

E lo sa bene anche Libero, altrimenti non abbandonerebbe la sua campagna politica contro questo papa per aprirne un’altra a favore dei miracoli.

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Un miracolo e` un fatto eccezionale positivo (di solito una guarigione) che rimane inspiegabile secondo i normali criteri scientifici.

La Chiesa lo accerta con procedure rigorose, durante i processi di beatificazione; mi pare ne chieda almeno due, e dunque papa Bergoglio sarebbe gia` per il 50% santo in vita.

Maestro dei miracoli e` stato, ad esempio padre Pio: anche un mio zio fu miracolato da Padre Pio; sposatosi in eta` avanzata, non riusciva ad avere figli e diversi medici consultati avevano detto di rassegnarsi; si reco` con la moglie in pellegrinaggio da lui, che gli disse di stare tranquillo, che ne avrebbe avuto due, una femmina e un maschio; e infatti cosi` fu, nell’ordine esatto, anche se la madre, mia zia, aveva gia` piu` di quarant’anni.

Anche questo sembra un fatto che sfugge alla normale logica scientifica, e dunque e` un miracolo.

E` un miracolo perche` e` un fatto eccezionale; se, fatta migliorare la prima bambina, papa ergoglio riuscisse a far migliorare TUTTI i bambini malati di cancro che gli vengono sottoposti, dimostrerebbe con questo non di avere delle facolta` di tipo taumaturgico, ma di avere scoperto qualche niova terapia.

Neppure Jeshu, a quanto risulta, riusciva a guarire TUTTI i ciechi o le donne con perdite di sangue croniche che cercavano di toccargli la veste: anche l’emorroissa rimase una sola.

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Con questo siamo giusto al cuore del fenomeno del miracolo: dobbiamo spiegare come mai il miracolo e` in fondo casuale e non ripetibile, almeno caso per caso, come mai non tutti i malati che vanno a Lourdes guariscono, ma soltanto uno ogni tanto si alza dalla carrozzella gridando miracolo! Miracolo!, e chi ha fede da` come spiegazione che solo alcuni hanno quella vera fede che smuove le montagne e la pieta` di Dio.

La spiegazione e` un poco offensiva per coloro che a volte si sottopongono quasi al rischio della vita per recarsi nel luogo o presso il personaggio miracoloso e restano a mani vuote, e soprattutto lascia nell’ombra i veri motivi della bizzarria della decisione divina, perche`, diciamolo, non e` affatto vero che tutti i miracolati avevano una fede straordinaria (mio zio, ad esempio, ci ando` tanto per provare; mia zia non so).

Anzi, si vedono dei malati dalla fede accesissima e quasi disperata, tornare senza intervento divino e qualcuno che ci era andato quasi scherzando, magari perche` malato molto di meno, che ritorna a casa almeno migliorato.

Insomma: il miracolo resta assurdo.

Se dio vuole guarire i paralitici che vanno a Lourdes o da padre Pio, ma perche` non li guarisce tutti, allora?

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Ma soprattutto, questo carattere bizzarro del miracolo, fa si` che anche i miracoli seguono la legge del mercato.

Se un posto o una persona cominciano ad acquistare fama di fare miracoli, cresce il numero di coloro che li visitano in attesa di un miracolo, e dunque cresce anche il numero dei miracoli stessi.

Dunque, eccezionali, in questo caso, non sono le capacita` del miracolante: non sono loro che creano il miracolo; il miracolo nasce dal numero di coloro che ci credono e che accorrono: e` da questo numero che, matematicamente, per legge statistica, crescono i miracoli stessi.

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Infatti l’unica cosa miracolosa dei miracoli e` che qualcuno ci creda.

Il vero straordinario miracolo è a quale grado possa giungere la superstizione spacciata per religione.

Visto che siamo nel centenario delle toeria della relatività generale, posso citare Einstein?

“Due cose possono essere infinite nell’universo: l’universo stesso e la stupidità umana.

Ma della prima non si può essere sicuri”.

Palesemente la scienza non e` in grado di prevedere con rigore assoluto l’andamento delle cose o, ad esempio, di una malattia.

Vi e` un tasso statistico di eccezioni, di scarti imprevedibili dalla norma; qualcuno ha tirato in ballo per spiegarli anche la fisica quantistica, ma credo abbastanza a sproposito.

La fisica quantistica afferma il carattere soltanto probabilistico della realta`, ed e` stata finora strettamente confinata nell’ambito dei fenomeni sub-atomici; tuttavia di recente si sono cominciate a cogliere comportamenti di tipo quantistico anche ad un livello superiore; non a caso si stanno cercando di costruire dei computer fondati sulla fisica quantistica, che moltiplicherebbeo in maniera esponenziale le loro capacita` di calcolo.

Insomma, soprattutto nei fenomeni estremamente complessi, non puo` escludersi completamente un certo ridottissimo grado di variazioni casuali che contraddicono visibilmente le leggi normali.

L’eccezione conferma la regola, dicevano saggiamente gli antichi, sapendo che proprio perche` si definisce una regola, questa porta con se`, per sua stessa natura, alcune eccezioni.

Aggiungeteci in molti casi l’arroganza dei medici che sparano come certezze previsioni piuttosto deboli, e avrete una seconda fonte di miracoli assolutamente garantita.

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Anche io sono stato testimone diretto di alcuni fatti miracolosi, ma, dato il mio ostinato scetticismo, non saprei a chi attribuirli (forse a me stesso, se dovessi accettare questo modo di pensare?).

Mia madre, malata di cancro, venne rimandata a casa da un medico arrogante che disse che non avrebbe passato la notte e sopravvisse invece alcuni anni, per molto tempo curata con semplici iniezioni di acqua distillata, fatte giusto per illuderla.

Inspiegabile del tutto, secondo la scienza: eppure anche lei era atea come me.

Io per alcuni mesi curai forse piu` di vent’anni fa un mio amico malato di aids con una bizzarra, ma non insensata terapia, indicata da un vecchio medico: gli producevo una volta alla settimana, con appositi aspiratori, delle pesanti ecchimosi sulla schiena, degli addensamenti di sangue nella epidermide, come dei lividi; non so se questa cura abbia avuto effetto anche per altri, posso solo dire che il mio vecchio amico per quanto riguarda l’aids sta benissimo, anzi e` avvenuto con lui il fatto assolutamente miracoloso che non risulta piu` neppure sieropositivo da anni; credo che siano tre o quattro casi simili al mondo in tutto.

Ateo anche lui, naturalmente; peggio: dalla fine di questa miracolosa terapia ha poi progressivamente diradato i rapporti con me, tanto che non ci siamo piu` visti per anni e anni: come se gli ricordassi un momento troppo drammatico e pericoloso della sua esistenza; l’ho rivisto di recente, colpito ancora giovane da un ictus che lo ha lasciato leso nei movimenti, ma questo e` un altro discorso.

Il terzo miracolo riguarda me stesso e il tumore maligno di cui ho sofferto poco dopo i quarant’anni, sparito nel giro di due mesi con una cura di interferone che doveva solamente ridurlo.

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Ora mi pare da escludere che dio abbia voluto premiare la coerenza con cui nego che possa esistere un dio personale, cioe` un Dio in assoluto, da anni ed anni.

Come capite, la mia spiegazione consiste nel fatto che i miracoli, intesi come scarti eccezionali dalla regola, esistono come fenomeno naturale, e naturalmente esistono anche quelli negativi: le persone sanissime che muoiono improvvisamente senza una ragione apparente, le coppie perfettamente feconde che tuttavia non riescono ad avere figli, le persone che vincono i milioni alla lotteria e che poi perdono il biglietto: l’insegnante che maledice il preside tiranno che ha (me) e ci rimane secca.

Ma in questo caso noi ammettiamo tranquillamente l’eccezionalita` della cosa, scuotiamo la testa e ci giriamo dall’altra parte, cercando di dimenticare.

Sempre che, accanto alla figura del santo taumaturgo, non appaia anche quella dello jettatore.

Ma che fare, poi, se le due figure vengono a coincidere?

Mentre, se il miracolo che avviene attorno a qualcuno e` positivo, ci attacchiamo a lui con tutta la speranza disperata di chi vuole credere che la vita sia meno assurda e crudele di quello che a volte e`.

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Insomma, il vero miracolo e` la speranza, cari lettori, se qualcuno e` arrivato fino in fondo alla chiacchierata.

La speranza assurda e dissennata a me non piace molto, pero` in alcuni casi male non fa, anzi, dove la situazione e` senza speranza, di sicuro serve a qualcosa.

Il miracolo e` dentro di noi; il miracolo e` la nostra voglia di vivere e di essere felici, nonostante tutto.

Ben venga anche papa Francesco, se riesce a creare questo tipo di speranza miracolo in chi ne ha bisogno: in fondo dovrebbe essere proprio il suo mestiere.

35 risposte a “Il miracolo di papa Francesco – 566.

  1. Il liberismo dei miracoli… Una intuizione geniale.
    E, per un papa che si è preso la briga di fare pulizia nello IOR, altro che un placebo: un antibiotico a tutti gli effetti!😉

  2. che sia l’effetto placebo il responsabile di tutto? Non so come potrebbe spiegarsi per i bambini che hanno una percezione della realtà ancora incompleta…
    Ma in fondo l’organismo ha tutti gli strumenti per risolvere o causare dei problemi🙂

      • non credo esistano speranze giuste o sbagliate😉
        la speranza è una predisposizione mentale che aiuta senza dubbio a vivere meglio, come percezione soggettiva in primis e di riflesso come comportamento oggettivo: spesso le azioni positive – e per azioni comprendo anche e soprattutto quelle inconsapevoli – aiutano a migliorare il mondo in cui viviamo, più dei comportamenti negativi. fossero anche solo per diffondere altra percezione di speranza.

        questo non per svilire l’analisi ponderata, che tende inevitabilmente al negativo, ma per sostenere che la convinzione è altrettanto importante per l’uomo.

        una dimostrazione eclatante è lo sport: se parti senza convinzione parti sconfitto, e questo senza sminuire preparazione e talento. servono entrambi gli aspetti umani: quello ponderato e quello motivazionale.

        generalizzando mi verrebbe da aggiungere sul piatto della bilancia il connubio umano tra vecchiaia e giovinezza: dove il vecchio è mediamente cauto e riflessivo, il giovane è carico ed energetico.
        la specie si muove come unica entità e la divergenza è utilissima.
        ma vale anche il contrario: quando il giovane sprofonda nel negativo, la saggezza del vecchio lo può risollevare.
        e poi vale sempre il contrario del contrario, impermanente aleggia l’eccezione che conferma ogni regola😛

          • non è immaginabile un futuro senza speranza: non procreeremmo più, ci estingueremmo in ben che non si dica (e questo potrebbe essere un bene😛 )

            il problema è che non è possibile quantificare gli effetti della speranza disaggregati dagli effetti della conoscenza. si muovono sempre di pari passo, ed una influenza l’altra.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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