camminare per le strade di un paese in guerra – 575.

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Cammino per le strade di un paese che e` da oggi ufficialmente in guerra, e mi chiedo come mi sento.

Esperienza nuova, ma mi sento bene, mi sento piu` sicuro qui in Germania, in un paese che sa guardare in faccia la realta` e sa affrontarla senza isterismi, che in Italia dove invece si pensa che porta voti la politica dello struzzo, e sembra che al momento la cosa funzioni, oltretutto.

Un paese come l’Italia, che sta facendo di fatto guerra allo Yemen, a fianco dell’Arabia Saudita, visto che la rifornisce di armi per i bombardamenti che stanno massacrando quel paese stupendo e quel popolo meraviglioso…;.

Ma queste sono le guerre che lasciano indifferenti gli italiani: quelle non dette.

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Di fronte a questa esperienza ho semmai delle domande da pormi.

Il parlamento tedesco ha approvato l’intervento armato contro l’ISIS con i voti contrari della Linke, dei Verdi (tranne tre deputati), di 28 deputati della SPD, di 3 deputati della CDU, il partito della Merkel, e – sorprendentemente – di 6 deputati della CSU (pare che qui non faccia nessuno scandalo se i deputati votano, in effetti, secondo coscienza).

Come nel parallelo voto inglese, la sinistra moderata si e` spaccata, ma a sinistra domina il pacifismo.

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Non lo condivido, in questo caso, e dunque mi interrogo: mi interrogo su me stesso, sulla mia posizione sulla coerenza della mia storia personale: come vedete, non si puo` dire che dubbi non ne abbia.

Pero` sono favorevole ad un intervento armato contro l’ISIS, non ho dubbi su questo: non ho detto che sono favorevole al bombardamento dei centri abitati, ma a quello dei pozzi di petrolio, dei convogli militari, dei camion che fanno contrabbando di petrolio con la Turchia, questo si`, oh senza ombra di dubbio.

Non faccio lo stratega militare, quindi lascio a loro le valutazioni tecniche, e mi auguro che sappiano fare bene il loro lavoro e usare le armi senza portare consenso ai nazi-islamisti, quindi distinguendoli bene dalla popolazione.

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Ma quindi, eccomi anche a chiedermi se e` inevitabile per tutti diventare di destra, invecchiando, perche` pare proprio, a sentire il pensiero comune, che questa mia posizione sia di destra.

Io insisto di no, perche` mi sembrerebbe come dire che i francesi nel 1939 non dovevano fare la guerra a Hitler o i polacchi non dovevano combattere.

E poi non e` vero che io sono incoerente, lasciate che faccia un ripasso mentale, anche se per qualche giovane lettore sara` come un bagno nella preistoria.

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L’opposizione alla guerra americana del Vietnam ha caratterizzato tutta la mia giovinezza, considerando che duro` piu` di 10 anni; era cinquant’anni fa, io ero quasi un ragazzino, e quella era una guerra americana contro l’autodeterminazione dei vietnamiti, per impedirgli di votare e di riunificarsi col Nord, come voleva la stragrande maggioranza: fu una guerra che costo` qualche milione di morti in Indocina e 55.000 giovani soldati americani caduti sul campo.

55.000, capite? Come 17 volte le torri gemelle, quanto a morti americani, e uccisi per decisione di un presidente, Johnson, che era paranoico notoriamente, ed era diventato tale facendo fuori, in un complotto con la CIA, Kennedy, il presidente eletto.

Come si poteva non essere contrari?

e li` nacque il mio pacifismo.

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Intanto venne l’invasione russa di Praga nell’agosto del 1968; ed io ero contrario anche li`, contrario ai burocrati russi e alla loro arrogante idiozia.

Poi venne l’invasione russa dell’Afghanistan, e io ero contrario anche a quella guerra: era una ripetizione capovolta della guerra nel Vietnam, una aggressione dall’altra parte, e io dicevo anche ai russi go home.

Diciamolo pure tra parentesi: ci fosse stata una sola di queste guerre che si fosse rivelata azzeccata!

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Ma i miei primi guai con l’ambiente politico in cui avevo agito per anni vennero nel 1982 con la guerra delle Falkland, iniziata dalla dittatura militare argentina per occupare questo arcipelago abitato da poche centinaia di inglesi, ma che loro dichiararono loro per motivi geografici; quando la Thatcher fece partire la flotta inglese per riprendersele, io approvai e tutto il gruppo del Manifesto attorno a me disapprovo`, mettendomi a disagio.

La Thatcher liquido` gli argentini in quattro e quattr’otto e, tra l’altro, pose le premesse per caduta di quella dittatura, ma io avevo scoperto di vivere in mezzo ai pacifisti talebani, quelli che non si deve usare la violenza mai, neppure contro evidenti violazioni della legalita` internazionale e dei diritti dei popoli: gli abitanti delle Falkland, per quanti pochi fossero, non volevano certo saperne di diventare argentini.

E` per questo stesso motivo che io approvavo allora e approvo tuttora la lotta pluridecennale dei palestinesi per avere un loro stato e questa mia solidarietà` si estende ad ogni popolo che usa anche le armi per difendere la propria liberta` e indipendenza.

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Ma il problema davvero grave ci fu quando Saddam Hussein invase il Kuwait e scoppio` la prima guerra del golfo: ahime`, io stavo dalla parte dell’ONU e dunque anche degli americani, che sotto la guida del primo Bush liberarono il Kuwait, infliggendo a Saddam una tremenda sconfitta sul campo costata centinaia di migliaia di morti: ma erano sulla coscienza di Saddam, non della coalizione internazionale che lo sconfisse.

E come mi costo` questa presa di posizione! Ricordo una discussione feroce con un mio amico, che, tra l’altro, aveva da paco scoperto di avere l’AIDS; le parole volarono alte nella discussione e ad un certo punto lui mi maledisse e disse che non voleva piu` vedermi; e in effetti mori` dopo pochi mesi, a meno di trent’anni, senza che ci fossimo piu` rivisti (non c’erano cure, allora).

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Ci fu poi la guerra di Serbia, voluta dal democratico Clinton, e appoggiata da D’Alema, che mise a disposizione i nostri aeroporti militari per i bombardieri americani; Prodi, che non era d’accordo, era stato liquidato pochi giorni prima; e io ero contrario, o come ero maledettamente contrario!, a questa guerra di aggressione, contraria alla Costituzione!

Ma a sorpresa, come dovetti accorgermi di essere abbastanza isolato, se guardavo a quegli ambienti dai quali avevo cominciato anche a prendere le distanze una guerra prima: sembravano distratti; anche loro non erano poi cosi` contrari ad una guerra che non si svolgeva sui media.

Fu li` che cominciai a pensare che la sinistra che avevo frequentato per un paio di decenni era una sinistra sostanzialmente televisiva: contraria alle guerre di cui parlava la televisione, tutte, senza distinzione alcuna, ma incapace di accorgersi delle altre.

Per questi pacifisti le guerre erano le passerelle per dichiararsi contro, loro anime belle, sempre pulite; non avevano bisogno di analisi, loro; loro erano cosi` perfetti, contro la guerra a prescindere, ad agitare il loro articolo 11 dimezzato della Costituzione, solo la prima frase mi raccomando.

Ma poi ci fu la seconda guerra del golfo, ed io ero contro quell’idiota del secondo Bush, e contro Blair, e contro tutta la terribile campagna di mistificazione di massa, una campagna a base di bugie, che alla fine distrusse Saddam e l’Iraq, lo fece impiccare (ed era amico personale dei Bush, questi criminali) e pose le premesse del caos attuale.

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Vennero le primavere arabe e vennero le rivolte (manovrate? probabilmente) contro Gheddafi e contro Assad; ed io ero contrario al loro uso delle armi pesanti per stroncare le rivolte, e quando per la Libia l’Onu autorizzo` l’intervento a protezione delle popolazioni, io ero ancora una volta dalla parte dell’Onu e favorevole all’intervento per fermare quella strage.

Ero favorevole alle dimissioni di Gheddafi (e di Assad) e mi dispiace che lui non sia stato abbastanza intelligente da darle; e anche qui ho pagato prezzo, nelle amicizie da blog, che pure erano importanti per me.

Oggi mi chiedo se sono stato ingenuo, e la risposta e` probabilmente si`, perche` Francia e Inghilterra che ebbero quella autorizzazione ONU ne varcarono di gran lunga i limiti e se ne servirono per tutt’altri scopi, che io non condividevo piu`.

E io allora mi trovavo ad essere contrario a quell’intervento che avevo appena approvato, nei limiti della risoluzione Onu, e dunque eccomi in una bella confusione.

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Oggi, dalla somma di quegli errori e dai finanziamenti delle monarchie retrograde della penisola arabica e dall’ambiguo sostegno turco, ecco emergere uno stato auto-proclamato, che si chiama califfato e che promette la distruzione della nostra civilta`.

Abbiamo il diritto di difenderci?

Certamente si`, e con tutte le armi che abbiamo: nessuno combatte con le mani legate dietro la schiena.

So di essere ingenuo ancora una volta, ma io mi sento dalla parte dei partigiani che combattevano contro i nazisti.

So che qualcuno approfittera` ancora una volta per fare sporchi interessi imperiali e neo-coloniali.

Pero` io mi sento sicuro a vivere (ancora per qualche giorno) in uno stato che affronta i problemi.

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E, mi dispiace dirlo, guardo ancora una volta con compatimento l’Italietta vile che pensa di essere lastuta erede di Machiavelli se lascia ad altri il compito di difenderla, facendo come sempre la furbetta, totalmente discreditata agli occhi di tutti.

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