un troll in carne ed ossa – 583.

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chi l’ha detto che i troll esistono soltanto in rete? solo perche` la rete gli da` piu` visibilita`…

ma i troll riempiono la nostra vita, soprattutto in un paese dalla moralita` molto debole come l’Italia, dove non li tiene a freno ne` la legge ne` una vigorosa disapprovazione sociale.

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qui poi devo aggiungere una nota che fara` gioire tutti i troll di wordpress.

(che pero` sinora ho vigorosamente messo alla porta, escludendoli da casa mia virtuale, che e` questo blog, dove almeno esigo di poter vivere in pace, circondato da persone piacevoli e intelligenti, e rivendico il mio diritto almeno virtuale di liquidare – senza pistole – chi cerca di entrarci con intenzioni ostili). 

insomma, devo proprio dirlo: i troll sono di destra; peggio (perche` a volte penso di essere di destra, almeno in qualcosa, anche io): i troll sono propriamente fascisti.

e con questo, per i troll, confermo di essere turcofilo (questa poi!) e islamofilo nonche` gestore di una fogna sinistroide, che sarebbe il mio blog, per dirne una o due, di barzellette gustose.

il troll e` del resto un violento della parola, uno che la usa al posto del manganello e dell’aggressione fisica: deve essere un fascista.

– disse l’ex-comunista (quasi) bortocal -.

ah, dimenticavo: sono anche germanofilo, mi piacciono i dolicocefali biondi per usare l’espressione preferita da quell’altro troll online che e` Bagnai – anche se questo mal si concilia con i gusti precedenti, si direbbe.

e per smentire che i troll sono fascisti e i fascisti sono trollnon citatemi adesso qualche troll dei centri sociali (ne ho conosciuto anche di quel tipo, sia in rete sia nella realta`).

perche` puo` esservi un uso fascista, cioe` violento, anche di idee di giustizia sociale e perfino di solidarieta`: anzi, e` proprio questo che rende il fascista di estrema sinistra particolarmente odioso, in quanto profana e deforma le idee piu` giuste.

– disse l’ex-comunista (quasi) bortocal -.

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ma vengo al dunque: torno dalla Germania, al mio micro-paesello, trionfo bucolico della vita serena e perfino della Lega piu` onesta e costruttiva, penso io, e a Brescia trovo mio figlio preoccupato e perfino quasi un poco risentito con me.

quando e` salito ad imbottigliare il vino della nostra vendemmia, domenica scorsa, e` stato avvisato da un vicino che su di lui girano delle voci malevole (io me la sono cavata soltanto perche` ero fra i crucchi, immagino, mezzo crucco io stesso).

la guardia forestale ha fatto qualche giorno fa un’incursione in un roccolo e ha beccato il proprietario che adoperava ancora i richiami vivi, cioe` uccellini catturati e imprigionati che con le loro invocazioni di aiuto richiamano altri uccelli, portandoli a portata di fucile.

dal 2014 questa antica pratica tradizionale e` stata vietata dall’Unione Europea con una Direttiva, e il governo italiano si e` adeguato in aprile, adottandola.

evidentemente ora la guardia forestale fa i suoi controlli nella prima stagione di caccia con le nuove leggi; e fino a qui niente di strano.

lo strano e` che a guidarli, portandoli sul luogo del nuovo reato, era uno con la barbetta: mio figlio!, secondo la voce pubblica che dilaga incontrollata nel paesello, ben oltre la frazioncina praticamente invisibile dove vivo io, fino a raggiungere la decina in tutto dei gruppi di case piu` o meno piccoli che compongono il Comune.

del resto e` nella frazione a due chilometri da qui e in cima alla valletta che lo costituisce, che e` avvenuto il fattaccio, ma questo non basta a togliere Rocco dal giro dei sospetti.

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inutile ricordare che mio figlio ha un lavoro e ha ben altro da fare che abbandonarlo per venire a dare la caccia ai richiami vivi in questa valle in un giorno feriale.

inutile dire che solo un idiota, ammesso che abbia voglia di fare una denuncia, andrebbe poi come Giuda Iscariota sul luogo del tradimento a renderlo noto a tutti.

mio figlio mi accusa di essere indirettamente responsabile di questa emarginazione sociale che lo colpisce col peso dei pettegolezzi invincibili, per avere raccontato che e` vicino ai Verdi (del resto sua madre fu la prima consigliera comunale a Brescia dei Verdi quasi trent’anni fa!).

io dico che questo non c’entra molto, e infatti, ora che ho fatto la mia brevissima indagine al rientro, e so chi e` il principale propalatore della voce ostile, che gli altri riportano soltanto per debolezza critica, posso dimostrare che il motivo di questa calunnia, diffusa consapevolmente per fare del male, e` l’invidia di un vicino, che del resto neppure mi saluta, giusto per confermare il suo odio e trasformare ogni incontro casuale in una piccola sgradevolezza.

pare che io risulti qui nella voce pubblica una persona straordinariamente ricca (cosi` si crede, nonostante la mia vita quotidiana oggettivamente ispirata a valori che defniro` di modestia, per non dirla, come altri preferiscono, taccagneria!), e l’invidia sociale non e` frenata neppure dalla scalcagnata Y10 vecchia di 7 anni e tutta ammaccata.

ma e` rossa! e dunque ci va di mezzo anche mio figlio.

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il troll in questo caso diffama, ma la diffamazione e` soltanto una forma di insulto esercitata verso altri, e nel troll la diffamazione e` irresistibilmente collegata all’insulto, come sua variante: anzi e` l’insulto in lui che e` una forma di diffamazione, perche` il troll gode – ai limiti del piacere sessuale – a insultare in pubblico, per degradare chi considera un suo avversario.

e` il pubblico che serve a questo esibizionista della parola.

l’Italia e` piena di troll, persone in sofferenza, dalla vita infelice, che godono a far soffrire gli altri; e` una vera e propria perversione mentale, un modo di realizzarsi contorto.

inutile pensare di correggerla, non e` possibile, o forse soltanto attraverso terapie psicologiche lunghe e dall’esito incerto.

che il troll neppure desidera affrontare, perche` il disagio che provoca e` tutto e soltanto degli altri; lui (o lei…, e qui mi fermo con le confessioni autobiografiche) vive benissimo com’e`, non avendo neppure il sospetto di come possa essere una vita felice.

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non c’e` un modo di difendersi completamente dai troll, come non ce n’e` uno per salvarsi dalle mosche.

dai troll si puo` provare a salvarsi cercando di ignorarli.

fate attenzione a questo mio consiglio; non rispondete ai troll: li gratificate soltanto; un troll dubita di esistere (a volte a ragione) e solo dimostrando che quel che fa vi fa del male gli darete la conferma di cui ha bisogno, che la sua vita ha un senso.

certo, e` difficile ignorare i troll, quando ti guardi attorno qui in Italia e ti accorgi che la maggoranza della gente in mezzo alla quale vivi, se non e` troll, cioe` fascista, tuttavia ai troll fascisti si piega volentieri, per amore del quieto vivere e per miseria morale.

pero` e` importante sapere che i troll fanno parte del nostro paesaggio urbano e anche di quello rurale, per non dire di quello virtuale.

e` importante riconoscerli e provare a smontarli con una risata, che rimane sempre la risposta piu` convincente ad un’aggressione.

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col vicino che mi ha raccontato queste chiacchiere sul conto di mio figlio e che colpiscono anche me, rido forte nel cortile, sperando che qualcuno mi senta.

mi ricordo ancora di un bello slogan del Sessantotto: UNA RISATA VI SEPPELLIRA`.

ora il Sessantotto aveva torto (segnatevela questa, da parte mia), perche` seppellire i troll e` impossibile, dato che la loro genia e` immortale, ma coprirli col senso del ridicolo che a loro manca e` il metodo migliore per provare almeno a disarmarli un po`.

nella vita reale come in quella virtuale: le regole non cambiano, cambiano solo le proporzioni…

5 risposte a “un troll in carne ed ossa – 583.

  1. Pingback: bollicinAD – Bortocal | kundrysaintgraal·

  2. Parafrasando quella frigida della Fallaci (sempre che la frase originale sia sua): Non tutti i fascisti sono troll, ma tutti i troll sono fascisti?

    • vediamo…: il troll, come dicevo sopra, e` certamente un fascista.

      ma un fascista della parola, che usa al posto del manganello.

      quindi ci sono anche i fascisti dell’azione.

      che non sono troll, ma sono ancora peggio.

      si`, mi pare che funzioni…🙂

      ah, aspetta: poi ci sono i fascisti in pectore: quelli che vorrebbero tanto esserlo, ma non ne hanno il coraggio, e a volte non hanno neppure quel minimo di coraggio o facciatosta necessari per essere troll.

      questi simpatizzano e basta…

      qui e nel blog ho usato la parola fascista in modo non troppo rigoroso e vagamente populista, per indicare semplicemente coloro che intervengono in campo politico usando la violenza.

        • ma veramente io continuo a pensare che l’italiano medio non sia un troll ne` un fascista, ma qualcuno che lascia gridare quelli a cui piace gridare forte e, quando lo fanno, nel gruppo si aggiunge anche lui, a mezzavoce.

          secondo me l’italiano medio e` piu` che altro un vile che si fa i fatti suoi e simpatizza vagamente per chi grida piu` forte se grida contro qualcuno che sta sulle scatole anche a lui…

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