Dan Price: a che prezzo? – 170.

stamattina vorrei scrivere il mio terzo post inutile della giornata, facendo il riassunto di un articolo del Fatto Quotidiano.

ma per sfuggire al senso di inutilita` provero` a impostare la descrizione dei fatti in un modo leggermente diverso, aggiungendoci altre informazioni sul tema pescate in rete e il pepe di qualche osservazione personale non troppo allineata con i pregiudizi correnti.

* * *

il protagonista della nostra storia si chiama Dan Price.

guardiamolo in faccia, prima di tutto.

Dan-Price-2-675

Price a 19 anni ha fondato, assieme a suo fratello Lucas, una startup, cioe` semplicemente un’impresa nella sua fase iniziale (ma il termine diventato di moda oggi non ha quasi piu` un significato preciso, assomiglia a fuffa detto in inglese in campo economico).

e` la Gravity Payments, che fornisce un sistema integrato di operazioni di pagamento ad ampio raggio: carte di credito e di debito di elaborazione, forme di controllo dei pagamenti elettronici, programmi di fidelizzazione con regali ed E-Commerce.

confesso che non ci ho capito molto, comunque funziona; e questo e` il suo sito: 

http://gravitypayments.com/about/

* * *

in pochi anni l’azienda e` diventata leader nel settore nello stato di Washington (che non e` il distretto federale della capitale, ma si trova nel nord ovest degli USA), i dipendenti sono diventati piu` di 100 e nel 2010 Dan e` stato premiato per la sua attivita` dal presidente Obama, nel 2014 e` stato proclamato addirittura imprenditore dell’anno.

Ognuno dei miei compagni di squadra è un leader. Insieme cerchiamo la crescita attraverso l’apprendimento e l’azione coraggiosa, portando inesorabilmente i nostri obiettivi sempre piu` in alto.

dice Dan: teorizzazione perfetta dello spirito del capitalismo.

deleterio in un pianeta limitato, che ha raggiunto o quasi i limiti possibili del suo sviluppo, o almeno di quello considerato tale dagli umani.

ma non ho scritto questo post per criticare Dan Price, anche se il suo cognome e` tutto un programma.

ma per lodarlo.

* * *

Price infatti si e` dato un prezzo, un price, per il suo lavoro, e all’inizio non era alto, anzi si pagava meno dei  dipendenti senior, giovane com’era.

poi l’azienda e` cresciuta, ora il suo fatturato e` arrivato a 2,2 milioni di dollari e lo stipendio di Dan e` entrato nelle dimensioni che consideriamo normali per un manager: un milione di dollari.

nulla rispetto ai 50 milioni all’anno di Marchionne, ma dell’ordine di grandezza degli stipendi che citavo ieri per alcuni manager  italiani.

un po’ meno del 50% dei profitti realizzati dalla ditta.

solo che nel 2013 se lo ridusse la prima volta: quell’anno il governo americano alzo` le tasse sui salari del 2% e Price, in risposta, alzo` gli stipendi dei suoi dipendenti del 2%.

ma questo e` ancora nulla rispetto alle scelte attuali.

* * *

quest’anno Price ha programmato una riduzione graduale del suo stipendio per ricevere dal 2018 la stessa cifra di centralinisti, nuovi assunti o impiegati semplici; contemporaneamente nella sua azienda i salari sotto i 50mila dollari cresceranno di 5mila euro l’anno, fino a raggiungere la soglia minima di 70mila dollari entro il 2018, che ovviamente varra` anche per il suo stipendio.

be`, abbastanza sconcertante che basti quasi soltanto una simile riduzione dello stipendio di un uomo solo per realizzare un vantaggio sociale cosi` vistoso, no (anche se soltanto per un centinaio di lavoratori)?

Dan ha condito la sua scelta con dichiarazioni dal tono vagamente pauperistico:

“Vivo con molto meno di un milione di dollari”.

e fatto sapere di viaggiare ancora con una Audi vecchia di 12 anni che ha barattato con un concessionario con il quale aveva dei crediti, “come se l’avessi presa gratis”, dice.

mitico!

ma siccome in internet si trovano anche le immagini di un altro Dan Price, che ha il progetto di vivere negli USA con meno di 5.000 dollari l’anno, all’insegna della Frugality, spero che non si tratti della stessa persona! 🙂

ss-131010-frugality-01.ss_full

* * *

ovviamente Price non e` ne` un santo ne` un missionario e ha fatto sapere che il suo stipendio non subirà aumenti fino a quando i profitti dell’azienda non torneranno a salire.

il che ci fa capire che l’azienda e` in una fase non ottimale e che Price fa conto di tornare a guadagnare piu` di 70.000 dollari l’anno quando i profitti tornerannoa crescere.

* * *

il motivo fondamentale di questo post e` dunque quello di sottolineare che nella filosofia economica di Price, peraltro tipicamente capitalistica come abbiamo visto, in questo momento non sono nuove tecnologie, nuove sedi o maggiori servizi i primi investimenti da fare, ma la redistribuzione della ricchezza, per sostenere lo sviluppo, o quanto meno il mantenimento dell’equilibrio economico attuale.

ma allora Price e` un seguace di Piketty, altro sostenitore di una riforma del capitalismo che metta al primo posto la lotta alle mostruose diseguaglianze attuali?

credo che non lo conosca neppure.

il fatto e` che il tema delle diseguaglianze crescenti e` posto dai fatti.

* * *

ma qui chiudero` con una riflessione critica anche contro me stesso.

la concentrazione progressiva in poche mani della ricchezza prodotta e l’impoverimento relativo crescente della maggioranza della popolazione nei paesi avanzati non sono forse l’espediente storico necessario per impedire un aumento esponenziale dei consumi?

se questa ricchezza venisse destinata ai consumi della popolazione, il pianeta non potrebbe reggere l’impatto.

insomma, la ricchezza che finisce nelle mani degli iper-plutocrati non puo` essere totalmente consumata e finisce per una parte importante in speculazioni finanziarie, cioe` in creazione di ricchezza largamente fittizia: in questo momento circola una quantita` di denaro reale e virtuale che e` pari a circa 10 volte il valore economico del pianeta.

la vera crisi del debito a me pare questa, e non tanto quella degli stati, che e` soltanto il diversivo per nascondere la terribile realta` dei fatti e lo strumento per continuare a togliere consumi e alimentare la finanza.

insomma, forse gli iper-capitalisti sono resi necessari non soltanto dalla tremenda concentrazione di potere realizzata dallo sviluppo tecnologico, ma anche dal mantenimento di un equilibrio sempre piu` precario fra risorse del pianeta e sua popolazione.

* * *

Dan Price aumenta il potere d’acquisto dei suoi impiegati e propone questo suo modello al capitalismo mondiale tutto intero, perche` naturalmente un capitalismo dove la popolazione consuma sempre di meno non puo` essere vitale.

ma la domanda da porsi e questa: quanto vitale e` la prospettiva della crescita quantitativa continua, se non diventa crescita di servizi e di informazione, a consumi materiali invariati, e non di merci fisicamente esistenti.

ma quanto potra` reggere il pianeta ad alimentare una popolazione umana che e` diventata 7 volte quella di un secolo fa?

* * *

meglio andare a trapiantare nell’orto, direi, questo post mi e` sfuggito dalle mani…

Annunci

4 risposte a “Dan Price: a che prezzo? – 170.

    • non ho aspirazioni di alcun tipo, credimi: sarebbe gia` tanto se riuscissi a proteggere me stesso ancora per un po`.

      pero` questo pensiero che ti ha spinto a domandare lo avevo gia` accennato: deve pur esserci qualche ragione nella mostruosa tendenza alla concentrazione della ricchezza, e sto cercando di capire quale puo` essere.

      con questo resto favorevole alla lotta a diseguaglianze cosi` marcate, ma credo anche che renderla realistica si debba ammettere che non abbiamo prospettive di forti aumenti dei consumi salvo che per chi e` al limiti della sussistenza o addirittura al di sotto.

      ma voglio sottolineare il concetto che nessuna riduzione della diseguaglianza e` possibile se contemporaneamente non si trova il modo di fermare l’espansione demografica e dei consumi superflui.

      • l’industrializzazione nell’occidente ha svolto un’interessante ruolo contro l’espansione demografica. Bisogna trovare dei modi alternativi per tenere occupati i conigli… gli essere umani.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...