federalismo: perché non sanno quello che fanno – 60

wordpress, venerdì 4 febbraio 2011 18:50

se qualcuno ha letto il secondo post scritto ieri sul tema del Decreto Delegato sul federalismo bocciato ieri dalla Commissione Bicamerale 60-e-invece-le-tasse-federaliste-arrivano-lo-stesso, stamattina leggendo che il governo aveva deciso di emettere il Decreto lo stesso e di mandarlo per la firma al Presidente della Repubblica, avrà reagito come me.

cioè, facendo un salto sulla sedia e pensando: Bortocal questa volta ha sbagliato, va be’ che il testo delle leggi italiane è sempre una selva oscura dove la dritta via corre smarrita, ma non poteva stare zitto almeno?

avevo infatti scritto che il governo, in barba a quel che scrivevano i grandi quotidiani di (dis)informazione, poteva certamente promulgare il decreto (o meglio, proporre al Presidente della Repubblica di promulgarlo, perché occorre la sua firma), anche se la Bicamerale lo aveva bocciato a parità di voti: ma non subito!

e citando l’art. 2 c. 4 della L. Delega 42/2009 dicevo:

il governo può approvare il decreto lo stesso, ma dopo averlo trasmesso alle camere, per sentire se hanno un parere da dargli, e avere aspettato 30 giorni.

nel pomeriggio tuttavia mi sono rinfrancato, vedendo che il Presidente della Repubblica è capace di leggere una legge e di intendere quel che vi sta sccritto:

Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, ritrasmette i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni e rende comunicazioni davanti a ciascuna Camera.

Decorsi trenta giorni dalla data della nuova trasmissione, i decreti possono comunque essere adottati in via definitiva dal Governo.

e Napolitano (chissà se il suo ufficio giuridico ha nervosamente consultato il mio blog ieri sera 😉 – la straordinaria impennata del numero dei contatti di ieri, arrivati a 400, potrebbe farne dubitare un pazzo ;)) scrive, esattamente come me:

“Non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l’esercizio della delega previsto dai commi 3 e 4 dall’art. 2 della legge n. 42 del 2009 che sanciscono l’obbligo di rendere comunicazioni alle Camere prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità dagli orientamenti parlamentari”.

ora, questa legge che ieri sera il governo Berlusconi ha deciso di calpestare, non l’ha scritta Prodi, l’hanno scritta loro!

e probabilmente anche mentre Calderoli, il ministro della semplificazione legislativa, dormicchiava, suppongo.

* * *

e allora le interpretazioni possibili di questo comportamento sono due e non ve le do in alternativa, dato che probabilmente sono invece complementari:

1) il governo, ringalluzzito dall’esito della votazione sulla perquisizione degli uffici di Berlusconi, pensa che tanto oramai può fare tutto quello che vuole e ha intenzionalmente mandato al paese un messaggio mafioso del tipo: noi facciamo quel che ci pare e nessuno ci rompa il cazzo

2) questi non sanno leggere neppure quello che scrivono loro e sono talmente incompetenti da andare contro le loro stesse leggi senza saperlo.

tra i due scenari prevale il primo, seguitemi.

* * *

il governo non ha sottoposto al Presidente della Repubblica il decreto bocciato dalla Commissione Bicamerale (eppure avrebbe forse potuto, anche se attraverso un iter a questo punto particolarmente contorto), ma quello su cui aveva raggiunto l’accordo con le regioni nella Conferenza unificata.

a questo punto tutto il lavoro fatto in Commissione è stato vanificato, e siccome su queste modifiche anche la maggioranza era d’accordo, allora il governo propone un testo peggiore, per sua stessa valutazione.

a questo punto dalla stampa ci si aspetterebbe di venire esattamente informati di quali modifiche aveva apportato la Commissione bicamerale, per capire perché il governo abbia deciso di tornare ad un testo meno avanzato; avendo tempo cercherò di capirne di più, ma sono sicuro che sarà una operazione di informazione vera assolutamente impossibile, data la struttura della informazione italiana nel suo insieme, assolutamente disattenta verso i fatti.

* * *

quindi chi ha voluto forzare, mandando il decreto al Presidente senza il passaggio in Parlamento, qualcosa sapeva di quello che aveva scritto.

e sapeva anche che il Presidente della Repubblica non poteva firmare il decreto, in violazione della legge che consente al governo di presentarglielo, ma solo fra un mese.

qualcuno ha voluto cercare a tutti i costi di creare un casus belli col Presidente della Repubblica.

nel mio scenario futuribile sugli sviluppi del caso Ruby la prossima tappa è la destituzione di Napolitamo e l’elezione di Berlusconi a presidente della repubblica prima della scadenza del settennato.

si mira forse a questo?

* * *

per oggi, dopo essermi soffermato sull’incredibile svarione giuridico del governo, vorrei dedicare i miei ultimi strali alle dichiarazioni altrettanto incredibili dell’opposizione, che ci lasciano alla sconsolata conclusione che, senza distinzione fra destra e sinistra, siamo governati da una manica di ignoranti incompetenti, di cui l’Italia deve liberarsi al più presto, una cricca costosa e famelica che non sa fare il lavoro per cui è pagata in maniera stellare.

cominciamo con Calderoli:

“Io pensavo che una volta recepite le osservazioni delle commissioni di Camera e Senato potessimo passare all’approvazione.

Il Colle ritiene sia necessario un passaggio in aula in base al quarto comma dell’articolo 2 della legge 42″.

“È una interpretazione”.

“L’unica cosa che prevede la legge è che il governo dia comunicazioni alle Camere, dopo di che può esserci un voto su di esse ma il testo resta quello”.

“Sono convinto che questo federalismo sarà approvato dalle Camere”.

sembra il delirio di un ubriaco.

“una volta recepite le osservazioni delle commissioni di Camera e Senato”…

hanno dato parere negativo! il governo ha recepito il parere negativo e ritirato il decreto?

è stato deciso di presentare il testo precedente, quello che non ne tiene conto!

la comunicazione del governo alle Camere non è una interpretazione di Napolitano: è scritto a chiare lettere nella Legge delega stesa suppongo negli uffici di Calderoli!

è vero che il testo in linea molto teorica può restare immutato anche dopo che le Camere abbiano proposto di cambiarlo o addirittura abbiano votato contro, ma allora che senso ha dichiararsi convinti che “questo federalismo sarà approvato dalle Camere”?

e poi Napolitano non ha affatto detto che le Camere devono approvarlo, ha solo detto che devono discuterlo…

* * *

Bersani, segretario del Partito Democratico:

“E’ una vergogna che si sia voluto procedere contro il Parlamento.

E’ un incredibile strappo alle regole costituzionali”

non conosce la legge di cui si discute neppure lui e senza neppure accorgersene attacca il presidente della repubblica.

lo stesso, con toni più esagitati dice Antonio Di Pietro:

“abbiamo la prova provata che il Paese si sta avviando verso un pericoloso regime”.

ignoranza o malafede: fa senso pensare che quest’uomo era un magistrato.

il passaggio al regime non sta qui, sta nel rifiuto della Camera di autorizzare la perquisizione di Berlusconi; ma alla fine si sta cercando di distrarre l’opinone pubblica da un tema che alla cricca in fondo sta bene: oggi rifiuto di perquisire Berlusconi, domani il piacere verrà restituito anche a qualcuno della presunta opposizione.

* * *

Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Partito Democratico:

“Dopo la bocciatura della commissione bicamerale, tutti sapevano che il provvedimento sul federalismo non avrebbe potuto proseguire il suo iter”.

ma che cavolo dice? un’altra falsità! ed è un ex-magistrato anche lei!

* * *

e Bossi?

ancora ieri faceva cadere il governo, se la Bicamerale non si piegava al diktat della Lega; oggi ci ha ripensato.

intanto la base della Lega invoca le elezioni: ma senza Berlusconi!

* * *

chiudo con l’unica dichiarazione di buon senso e rigorosa concettualente che ho letto in tanto bailamme, quella del Presidente della Corte Costituzionale, De Siervo, in una relazione per un convegno pubblicata oggi,

“Il titolo V della Costituzione: lo Stato dell’arte nella giurisprudenza costituzionale”.

“Si può dire tranquillamente (…) che quello di cui si sta parlando non è federalismo, dire federalismo municipale è una bestemmia: è come dire che un pesce è un cavallo, sono due cose che non stanno insieme.

Si chiama autonomia finanziaria.

Il federalismo è un processo di unificazione progressiva di Stati che erano sovrani verso un unico Stato gestore.

Che c’entra questo con l’autonomia finanziaria dei Comuni decisa dal Parlamento nazionale?”

e con questo chiudo, sconsolato ma furibondo, furibondo, ma sconsolato.

e aspetto che la base leghista in rivolta “per il federalismo” se lo legga bene questo bel decreto che aumenta le tasse!

Una risposta a “federalismo: perché non sanno quello che fanno – 60

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