2 ottobre, festa di chi? – 463.

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che ci sta a fare oggi questa immagine sulla testata di google?

vorrebbe ricordare che oggi è la festa dei nonni.

be’, tengo subito a dire che non è la mia festa, anche se ho tre nipotini.

il Presidente della Repubblica dice che i nonni portano i nipoti a scuola.

sorry, non è il mio caso: mi sono trasferito a 40 km e una ventina di tornanti di distanza (ma non li portavo neppure prima).

li tengono quando i genitori non ci sono; idem: nessuno si fiderebbe di affidarmeli, troppo distratto.

dice anche che supportano i figli in difficoltà anche economicamente con le loro pensioni.

neppure: ho regalato loro gli appartamenti che avevo e adesso se la sbrigano da soli, mi sembra più educativo.

è vero che mi sono trasferito in montagna e, quando i nipotini vengono a trovarmi, per loro è un contatto straordinario con la natura: al momento raccolta delle mele e nel week end prossimo, vendemmia!

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per il resto il nonno fa la sua vita (oggi ha passato la mattinata ad Equitalia, per una raccomandata civetta che gli annunciava 330 euro di rimborso: una bufala! gli ha spiegato sorridendo l’impiegata: non gli spetta niente!).

che bello scherzetto da primo aprile fuori stagione: un’ora e mezzo di coda e due di macchina, andata e ritorno, perché gli idioti dell’Ufficio Finanze continuano a sbagliare, e mica sono previste sanzioni o interessi di mora per loro, in questi casi.

quattro mesi fa una mattina persa perché me li avevano chiesti a vanvera e oggi perché me li volevano ridare altrettanto a vanvera.

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ma il nonno bortocal non merita ancora che gli si faccia la festa.

sentite qua:  Bisogna ricordare che il 50% [dei nonni] è obeso, il 30% diabetico.

ora ingrassato un poco, sì, lo sono, rispetto agli anni giovanili, ma obeso no di sicuro.

e diabetico? hanno provato a farmici diventare tre anni fa, dopo la sincope, con le loro analisi del sangue, ma si sono dovuti accontentare di 3 punti, che tre mesi dopo erano spariti, eliminata provvisoriamente la dieta a base di gelato.

dopo di che, tenendo conto che adesso avevo ancora 40 punti prima di uscire dai limiti, ho ricominciato a regalarmi il gelato e non mi sono controllato più: che crepi l’avarizia!

. . .

ma la vera festa per i nonni sta in quest’altra indagine che conferma quel che sento io e mi ha praticamente rubato di bocca le parole di un post che volevo scrivere.

ho appena letto di una ricerca sulle età nelle quali si è più felici nella vita e pare che la felicità abbia un picco nella giovinezza, poi cali e riprenda nella fase finale nella vita, fino a raggiungere il massimo dopo i 75 (per chi ci arriva); i 35 anni e dintorni sono invece il periodo nel quale si è più infelici in assoluto.

potrei confermare che soggettivamente più invecchio e più mi sento felice: di una felicità di tipo nuovo, però.

ma ora che ricerco l’articolo con google ne trovo a decine, in date e giornali diversi, ciascuno dei quali dice un’età diversa.

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in ogni caso, per la festa dei nonni, questo messaggio va lanciato: non cercate di relegare i nonni ad un ruolo ancillare: io ho appena fatto un primo giro del mondo in solitaria e sto progettando il secondo, ancora più lungo.

non compatite neppure i nonni: sono felici. 

soprattutto se accettano di essere vecchi e non cercano più le emozioni della gioventù, che oggi appaiono un poco bacate dalla voglia di strafare.

. . .

per concludere: un quotidiano invita a mettere online le foto dei propri nonni: mi guardo bene dal fargli questo favore, ma per i miei poco più di 25 lettori, ecco le foto dei miei nonni.

credo che le foto dei nonni di un nonno siano quasi uno scoop.

sono nati tra il 1862 (il padre di mia madre) e il 1880 (la madre di mio padre) e i nonni maschi non li ho neppure mai conosciuti: morti entrambi ben prima che nascessi io.

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Giacomo, il padre di mia madre, morto nel 1938

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Caterina, la madre di mia madre, morta nel 1957

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Andrea Ferdinando, il padre di mio padre, morto nel 1943

forse il nonno mai conosciuto al quale assomiglio di più (altezza a parte): da bambino mi dicevano perfino per una posizione particolare del mignolo quando bevo e tengo il bicchiere

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Maria, la madre di mio padre, morta nel 1965

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i due assieme sono uno spettacolo.

potete fare a meno di crederci, ma si vede in una parte della fotografia che ho tagliato, perché venuta male: mia nonna è su uno sgabello!

in braccio alla nonna, mio cugino Andrea, morto a 76 anni tre anni fa

e, sullo sfondo, quel bel ragazzo che si vede è mio zio Mario, morto di meningite tubercolare, in tre giorni di malattia, a 25 anni

. . .

e per strafare aggiungo in fondo la foto di una mia bisnonna materna per lato di padre, la cui storia tragica ho raccontato qualche anno fa.

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di questa bisnonna materna non conosco il nome né la tomba, dovrebbe essere morta verso il 1890, qualche mese dopo avere fatto questa fotografia.

12 risposte a “2 ottobre, festa di chi? – 463.

  1. E’ vero che gli somigli e … il naso….in particolare…AH.. AH..
    La nonna sullo sgabello.
    Tuo nonno era molto alto o la nonna
    un poco bassa…… forse dipende dalle foto scattate in periodi
    e distanze diverse.
    Gli somiglierai ancora di più quando organizzerai il pollaio…. con una gallina sulla spalla e altre due sulle ginocchia.

    Una delle più di 25 lettrici.

    • 1,49 la nonna, 1,93 lui (ma dio solo sa che cosa c’entrino i periodi diversi…: nessuno dei due acquisto` o perse statura, neppure lui, perfino dopo che gli amputarono una gamba).

      no, mica e` un problema di punti di vista fotografici! anzi il fotografo del tempo faceva di tutto per mascherarlo, anche dentro la rigidita` delle tecniche di allora (vedi sgabellino!).

      questo nonno fini` col ritirarsi con le galline, effettivamente, e credo che gli somigliero` anche in questo: l’organizzazione del pollaio del resto e` prossima.

      quella che non recuperero` mai, invece, purtroppo, e` tutta la solidita` contadina che queste foto antiche esprimono, anche se ci sto provando.

      ma la mia restera` sempre soltanto la bizzarria di un cittadino disgustato.

  2. Beh se i 35 anni e dintorni sono invece il periodo nel quale si è più infelici in assoluto, allora la mia vita è ultra-felicissima! Pero’ anche questa volta sfuggo alle statistiche perché invece sono stato infelicissimo a 28!!!

    • be’, dai, non è neppure uno scostamento statisticamente troppo significativo.

      comunque ti ripeto che, se cerchi bene con google, vedrai che troverai anche la ricerca che dice che si è più infelici a 28!!!

      e se ti sembra ultra-felicissima a 35, pensa che da ora in poi la felicità dovrebbe continuare ad aumentare…🙂

      • Non c’è niente da fare, sfuggo davvero alle statistiche: finora ho un andamento completamente saltuario. Grazie a questo tuo commento, ho provato a fare il grafico, lo pubblico ora sul mio blog, se sei curioso di darci un’occhiata? Si vede bene che io tendo ad essere felice quando trovo cose nuove, ma poi quando le trovo, invece di continuare a cercarne ancora delle altre, mi siedo su quelle che ho già trovato, aspettandomi che continuino sempre uguali. Ma mentre smetto di aggiungerne di nuove quelle che ho già finiscono inevitabilmente per diminuire, perché nulla è stabile su questa Terra. Per cui devo aspettare di averne perse molte per accorgermi che devo ricominciare a cercarne di nuovo delle altre e allora trovare un nuovo picco di felicità. Ti ringrazio davvero moltissimo di avermi condotto a questa scoperta davero rivelatrice!!!

        • ho guardato il tuo post.

          in effetti potrebbe apparire, guardandolo, una specie di grafico di una sindrome bipolare molto diluita.

          lo dico come mera immagine, naturalmnte, dato che la sindrome bipolare ha ben altra velocita` nell’avvicendamento degli stati d’animo.

          direi che variazioni e oscillazioni di questo tipo per motvi biografici sono assolutamente normali.

          interessante sarebbe comunque cogliere il trend.

          per la mia esperienza personale si comincia a capire veramente l’evoluzione del proprio modo di stare bene solo dopo i cinquant’anni: prima manca lo spessore dell’esperienza per farlo.

              • Comunque sono le cose nuove a rendermi felici: tra i picchi, abbiamo il primo anno delle medie, il primo anno delle superiori, il primo innamoramento, la prima lettura della Bhagavad Gita, il primo anno all’estero e il primo anno a Parigi. TUTTI i secondi anni di ognuna di queste cose sono stati peggiori dei rispettivi anni precedenti. Questo in realtà mi aiuta oggi a capire me stesso moto di più di quanto capito finora!!!

                • be`, non penserai che ci sia qualcosa di straordinario in questo sentirsi felici per qualcosa di nuovo e di positivo!🙂

                  il vero mistero e` che quando, a forza di esperienze sempre nuove, le novita` cominciano ad essere davvero pochine, e tu scopri di essere felice proprio per questo, proprio perche` la vita non ha proprio piu` novita` da offrirti (salvo proprio l’ultima…😉 )

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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