618. Kakku, goodbay.

questo ultimo montaggio video su Kakku ha un tono più cronachistico degli altri, e ad un tratto perfino autobiografico (visivamente parlando): è dedicato, nell’ordine:

alle ultime immagini del sito, e al rispecchiarsi della foresta delle pagode in una vasca predisposta per le foto strappa-grido-di-meraviglia per i turisti,

alle foto ricordo con la guida, i compagni di viaggio della giornata, e una dolce fanciulla locale che chiamerei la Fata Turchina, se l’azzurro degli asciugamani che si avvolgono attorno alla testa non fosse il colore quasi universale dei Pa-o,

e poi al dolce divagare tra i Pa-o, gente semplice, accampati nello spazio dove si sta preparando una festa che durerà tre giorni, come ci racconta la guida, ed è un momento di avvicinamento più intenso del solito a questo popolo ritroso, che sa solo sorridere, e qui sono soprattutto donne riservate ma fiere, a farlo,

a qualche scorcio panoramico sulla via del ritorno,

fino all’approdo di nuovo al canale di Nyaungshwe, di fronte al quale, oltre la passerella di canne di bambù, sta la Guest House, dalla quale siamo partiti la mattina, ed ora è già quasi il tramonto.

niente si scrisse di questi momenti nelle cronache di quei giorni: restarono schiacciati tra il post 121, dedicato all’esperienza quasi mistica indotta dalla contemplazione delle 2.500 pagode, e non potevano stare in coda, per non sciupare l’atmosfera magicamente buddista, e il post 122., sulle due ultime giornate di viaggio, che fu scritto giorni dopo a casa, sotto l’effetto ancora del jet lag, e fu frettoloso, e poi preferì soffermarsi a descrivere la cena, a lume di candela sulla riva del canale addormentato, con un suo visitatore un pochino inquietante.

non rimane che guardarselo, anche se non lo fa più quasi nessuno; in fondo sto ricostruendo con tanta attenzione questo viaggio soprattutto per me, e sono pago che le mezzore passate a disporre le foto, gli effetti speciali, l’accompagnamento musicale siano un vero piacere almeno per me stesso.

mio figlio dice che le musiche sono brutte, forse ha anche ragione, ma tendo a privilegiare quasi sempre quelle locali per ritornare col cuore in un paese che del resto mi è sembrato il meno portato per la musica di tutti quelli che ho visitato. 

4 risposte a “618. Kakku, goodbay.

  1. io che non sono intenditore di musica invece ho gradito il sottofondo musicale…ho notato che la “fata turchina” è molto direi cinese nei tratti fisionomici..anche se non c’entra mi ha ricordato un film “che ho visto ieri..”Il mio nome è Li” un film del 2011

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...