130. la chiave del conclave.

Cartoon Fritsche/ Konklave

– Ma Lei è davvero cattolico?

– No, ma mi intendo di segnali di fumo…

Vignetta Der Spiegel, gentilmente segnalata da redpoz

* * *

115 vecchi signori vestiti della porpora dei senatori dell’impero romano si fanno rinchiudere dietro una porta per maneggiare il potere di scegliere chi di loro sarà il Re per la sua prossima vita (salvo sorprese) e chiamano questi maneggi Spirito Santo.

alcuni di loro formano la Curia, cioè un’istituzione che conserva alla lettera il nome del Senato dell’impero romano.

e il Re che scelgono è quello del Regno dei cieli.

* * *

Jeshu muore nel tentativo di realizzare il regno di Dio.

gli uomini che stanno rinchiusi dietro quel portone pensano che la sua morte sia stata lo strumento per mettere nelle mani di uno di loro la chiave del Regno della salvezza degli uomini.

è un oscuro maneggio anche questo.

Jeshu si sarebbe sacrificato perché qualcuno di loro, in suo nome, abbia l’esclusiva della salvezza degli uomini.

ha dato la chiave del regno dei Cieli ad uno di loro, la chiave dell’accesso all’immortalità.

ed ora, chiusi a chiave, quei porporati decidono a chi trasmetterla.

chi l’avrà caccerà dal regno dei cieli gli adulteri, gli omosessuali, i bestemmiatori disperati di Dio che non lo riconoscono nella loro vita infame, cioè coloro di cui Jeshu si circondava: ci accetteranno i benestanti, i perbenisti, i conformisti indifferenti e soddisfatti, cioè coloro che lui combatteva e che lo misero a morte per impedirgli di vincere.

* * *

il Regno dei Cieli: pochi sanno il significato esatto di questa espressione: sta chiuso dietro la stessa porta dove avvengono i loro sacrali maneggi.

il Regno di Jeshu non stava affatto nei cieli, era un regno assolutamente terreno, ovviamente nelle intenzioni, visto l’esito; soltanto, capitava che un ebreo osservante come lui era non potesse nominare il nome di Jahvè invano, cioè al di fuori di un contesto di preghiera rituale probabilmente, o forse invano un uomo nomina Dio sempre, ogni volta che ne parla.

c’è in questo divieto qualcosa di cupamente nichilista, che assimila quasi l’idea di Dio a quella del grande Nulla che sta nascosto per ingoiarci assieme all’universo tutto.

perfino Jahvé, Colui che E’, non è il vero nome di Dio, ma solo una perifrasi per non nominarlo invano direttamente, e il vero nome di Dio è un segreto custodito in una cella chiusa a sua volta a chiave del tempio ebraico.

Jeshu, “angelo”, cioè annunciatore di Dio (non nominato in ebraico, o anche “figlio di Dio”, come si intende nel mondo ebraico in senso generico, e come lo si traduce nominando Dio in un contesto culturale greco-latino), ha il compito di portare ebraicamente il concretissimo regno del Dio di Israele sulla terra, secondo secoli di profezie diventate sempre più istericamente risonanti via via che la realtà ha sottomesso il popolo ebraico ad altre potenze straniere sovrastanti: babilonesi, persiani, greci delle monarchie ellenistiche, romani.

ma questo Dio cui si richiama il suo Regno, ebraicamente non può essere nominato: per esprimere  questo concetto si deve usare una perifrasi, e il Regno terreno e mai realizzato di Jeshu viene definito come il Regno dei Cieli per intendere chi vi abita.

ma questo Regno è sempre stato concepito come il potere di comandare sulla terra, non lassù.

* * *

Jeshu muore in Galilea, dove “ascende in cielo”, dopo essere stato condannato a morte a Gerusalemme, crocifisso, salvato con uno stratagemma dalla croce attraverso una congiura improvvisata da un fariseo buono che era suo seguace e un centurione indulgente, nascosto in una tomba e da lì trafugato ancor vivo, quindi “risorto dalla croce”, ma non sopravvissuto a lungo alle ferite..

se vi va di accettare questa romanzesca versione dei fatti…

* * *

120. I suoi discepoli gli dissero:

Quando verrà il Regno?

Verrà quando non lo si aspetta. E non si dirà: “Eccolo, è qui!” o “Eccolo, è là!”.

Ma il Regno del Padre è sparso sopra la terra e gli uomini non lo vedono.

Queste sono le parole che Jeshu il Vivente ha detto e suo fratello gemello Judas Gemello ha trascritto.

ultimo detto

* * *

L’annuncio del Regno di Dio secondo Marco, 13 :

[21] Allora, dunque, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Re è qui, ecco è là”, non ci credete;

[22] perché sorgeranno falsi re e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti.

* * *

[23] Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Re è qui, o: È là, non ci credete.

[24] Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti.

[25] Ecco, io ve l’ho predetto.

[26] Se dunque vi diranno: Ecco, è nel deserto, non ci andate; o: È in casa, non ci credete.

[27] Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo.

[28] Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi.

L’annuncio del Regno di Dio secondo Matteo, 24

* * *

[23] Vi diranno: Eccolo là, o: eccolo qua; non andateci, non seguiteli.

[24] Perché come il lampo, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno.

L’annuncio del Regno di Dio secondo Luca, 17

6 risposte a “130. la chiave del conclave.

    • Eh sì. Cara Marta, mi hai tolto le parole di bocca.
      Aggiungo che è quello stesso Spirito Santo che ha abbandonato Ratzy. O meglio che non “eroga” più la sua assistenza particolare a Ratzy, finalizzata a dargli l’infallibilità. Lo ha detto Lombardi, eh.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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