Renzi meridionalista in Calabria – 673

secondo il nostro capo del governo, Renzi, a Reggio Calabria:

La situazione del Sud è di oggettiva difficoltà.

Ci sono due Italie, una del Nord dove cresce il Pil, il Sud ha invece subito le conseguenze di un processo di unificazione che ha mortificato alcune terre.

lascio perdere la barzelletta del PIL che cresce al Nord.

nelle promesse e nelle fantasie di Renzi soltanto, purtroppo.

e vengo alla conclusione renziana:

Chi conosce la storia sa che il sud è stato mortificato dall’unificazione.

153 anni sono passati e il Sud non si e` ancora ripreso dalla mortificazione dell’unificazione.

neppure dopo decenni di Cassa del Mezzogiorno e di aiuti a fondo perduto.

pero` oggi potrebbe aiutarlo a riprendersi sentire un premier che in campagna elettorale fa il verso ai Forconi per raccattare voti.

* * *

e poi ha avuto la faccia tosta insuperabile di aggiungere:

La cosa più schifosa per i politici nazionali è che si ricordino della Calabria solo quando si vota…

6 risposte a “Renzi meridionalista in Calabria – 673

    • si`.

      l’unica vera occupazione italiana e` quella sud-tirolese.

      comunque, a parer mio, liberi di andarvene, se vi conviene.

      i sud-tirolesi alla fine rimangono per questo, sinora.

      • È facile dare la libertà quando non c’è più nulla da spremere 😉
        In realtà è in atto un’occupazione al contrario. Dapprima calarono i barbari dal nord, ora salgono i demoni dall’inferno

        • veramente l’invasione delle cosche calabresi in Lombardia o in Germania la dobbiamo subire noi.

          ti ricordo la strage di Duisburg, che conoscerai benissimo.

          la storia non ci consegna, modernamente, esempi contrari di una Calabria civile perseguitata…

          quanto al banditismo calabrese, violentemente represso dal resto d’Italia 150 anni fa, fece il paio con la spedizione reazionaria del cardinale Ruffo contro gli illuministi napoletani di settant’anni prima e combatterlo fu un atto di civilta`: l’uso della violenza fu inevitabile, visto che parti` da loro.

          diciamola tutta, la Calabria non ha dato molto di positivo alla storia del mondo, dopo i tempi gloriosi della Magna Grecia, e anche allora quel che di buono ci fu non venne dalle popolazioni del posto, sempre refrattarie alla civilta`, ma unicamente dagli occupanti greci.

          • quel “sempre refrattarie alla civlità” è di una supponenza enorme…
            Definire gli abitanti delle città magnogreche come “occupanti”, poi, è ridicolo. Occupanti furono i Savoia, fintanto che c’era qualcosa da usare per riempire le casse (vuote) del regno.
            Dopodiché si torna a casa, felici e con la pancia piena. Ma non si sa mai, magari funziona come bacino di forza lavoro. Quindi teniamocele quelle terre, che possono sempre tornare utili.

            La “calata dei barbari” di cui parlo è l’invasione che abbiamo subito 153 anni fa, mentre i demoni dall’inferno (la cui creazione iniziò coi Savoia e si concluse con gli americani durante la seconda guerra mondiale) è solo una colonizzazione economica, e non una barbara persecuzione condita di massacri, stupri e violenze gratuite tese a fiaccare e demoralizzare qualsiasi forma di resistenza. Se uccidi la mucca che puoi mungere quando ti pare sei uno sconsiderato, no? E’ questo che fanno le cosche, dopotutto. L’unificazione dell’Italia ha lasciato il sud in condizioni talmente depresse che la reazione naturale ha portato allo spopolamento (tutta la calabria non arriva a 2 milioni di abitanti, meno di Roma e poco più della sola Milano).
            E tu mi parli di contributi alla storia del mondo? Come puoi contribuire alla storia del mondo quando fai fatica anche a pagare, per esempio, l’assicurazione auto, tre volte più cara a Reggio Calabria che non a Milano? E non venirmi a parlare di truffe alle assicurazioni, perché di certo non sono più truffatore se ho la residenza a RC invece che a MI.

            • Francesco, mi conosci: lo sai che sono supponente, nel senso che faccio supposizioni, e dunque esprimo dei giudizi.

              ma, prima ancora di proseguire con la lettura del tuo commento, fammi fare ammenda di una sciocchezza che ho scritto, perche` la Calabria ha dato al mondo almeno due grandi pensatori, Telesio e Campanella, anche se sono glorie lontane, e me li ero dimenticati nella foga polemica.

              cosi` come poi mi sono dimenticato di dire che alla fine e` stata la Calabria a dare il nome all’Italia, visto che questo nome indicava in origine soltanto la zona di Reggio Calbria.

              definire occupanti della Calabria i Greci di piu` di 2.500 anni fa significa applicare gli stessi criteri che stai usando tu quando definisci occupanti i piemontesi, e magari secondo te anche Pisacane lo era (ammazzato dagli abitanti del posto), cosi` come magari potresti definire occupante fallito Che Guevara in Bolivia…

              i Greci combatterono duramente le popolazioni autoctone, le quali combatterono duramente e a lungo anche i Romani.

              insomma una specie di antico irriducibile e altrettanto montuoso Afghanistan, duro da sottomettere.

              infine devo dirti una dura verita`: le tariffe delle compagnie assicuratrici sono strettamente correlate all’abitudine a truffarle da parte delle popolazioni locali: non sapevo del rapporto numerico che dici e lo prendo per buono; e` pero` un indice molto triste di abitudini locali che aumentano i costi per un elevato numero anomalo di incidenti gonfiati.

              sono vissuto a lungo in Sued Tirol, come sai, regione altrettanto montuosa e altrettanto difficile; non ignoro quato sia faticoso ricavare del buon reddito dalla montagna; eppure il Sued Tirol, inequivocabilmente conquistato, lui si`, con le armi, dopo una guerra mondiale e strappato al mondo germanico al quale apparteneva, e` la provincia piu` ricca d’Italia.

              il discorso si farebbe troppo complesso: ma c’entra qualcosa la cultura locale? oppure la colpa e` per definizione sempre degli altri?

              cultura del piagnisteo, che e` parte del male: preferirei delle dure autoanalisi correttive.

              in Germania ho conosciuto interi paesi calabri trasferitisi la` sotto il peso della poverta` degli anni Cinquanta: e sono rimasti per cinquant’anni chiusi, refrattari, isolati, litigiosi fra loro: uno strazio.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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