il deserto delle frequenze. 383

9 dicembre 2011 venerdì 09:00

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un luminoso futuro senza televisione.

questa la prospettiva delineata da Berlusconi nelle dichiarazioni alla stampa al vertice del Partito Popolare Europeo di Marsiglia.

il quale, interpellato sull’idea che per fare cassa l’Italia, invece di spremere i pensionati, faccia pagare le frequenze televisive che oggi, unico paese al mondo, regala, fa uno dei suoi soliti ricatti da giocatore di poker cinico e baro, e dice che l’asta andrebbe deserta, nel senso che non ci parteciperebbero né Mediaset né la RAI, evidentemente.

quindi, addio televisione, si spera!

* * *

torna il Berlusconi migliore, spudorato e canaglia, forse per tentare di ridare un po’ di verve ai blog come il mio, oggi costretti ad adeguarsi alla seriosità solo leggermente ironica di Monti, e la stampa italiana ce lo propina asettica come ai bei tempi.

rileggiamo le parole di Berlusconi (dal Corriere) e proviamo a contare le bugie oggettive, quelle immediatamente percepibili, quelle oggettive:

Io non ho un’opinione,

la sta dicendo

ma temo

non è un timore, è una minaccia

che se ci fosse da fare una gara sulle frequenze

la gara delle frequenze è da fare, è uno scandalo che l’Italia non le faccia pagare, doveva dire: “che se ci fosse una gara sulle frequenze”; la frase è un esempio di manipolazione subliminale.

potrebbe essere veramente disertata da molti.

veramente è l’avverbio berlusconiano che segnala la bugia più grossa, e poi Mediaset e RAI non sono i molti.

Temo però che il problema siano i contenuti più che il costo delle frequenze

lo stesso “temo” di sopra, che significa “voglio farvi temere”; che cosa intende dire? che il problema è proprio di principio, aldilà dei costi? che sta nel fatto che lui le frequenze le vuole gratis per principio?

visto che si è sviluppata così tanta concorrenza

davvero in Italia si è sviluppata così tanta concorrenza televisiva?

e Sky ad esempio ha rinunciato ad una gara molto onerosa.

già, peccato che Sky vi abbia rinunciato dicendo esattamente il contrario di quel che le fa dire Berlusconi, cioè che si trattava di una partita truccata e che non c’era vera possibilità di concorrere.

Berlusconi dice di “non avere affrontato il problema”!

si vede!

Per quello che ne so io c’è molta incertezza anche nell’azienda che fa capo a me ma di cui io non mi occupo.

ne è giusto giusto adesso il portavoce.

C’è molta freddezza.

forse l’unica verità:  la freddezza del giocatore di poker.

ma è un enigma la capacità di giornali italiani, che lo citano tremebondi senza fiatare, di tenere i fatti separati dalle opinioni, facendo passare i fatti per opinioni e le opinioni per fatti.

ora, riportare delle bugie come se fossero fatti, non significa diventare complici?

* * *

chiudo con un’altra battuta spettacolare, fatta sorbire al pubblico come oro colato da qualcun altro.

“Se il presidente del Consiglio va a Porta a Porta, allora il futuro è uguale al passato”.

lo dice Michele Santoro, ma forse questa affermazione riguarda solo lui e i suoi personali destini, non vi pare un po’ troppo identificarli con un paese intero?

3 risposte a “il deserto delle frequenze. 383

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