18 risposte a “Gesù Cristo contro i blogger. borforismi [131]

  1. Non conoscevo questa santa invettiva nei confronti dei blogger pubblicani che peccano in pubblico. Forse si è arrabbiato perché li ha ritenuti svergognati faccia di bronzo? Sapevo di blogger scribi e anche farisei, legisti e messaioli, ipocriti e presuntuosi. Questo sì. E ha fatto bene a cacciarli fuori dal futuro. Oggi ho capito che i blogger sono Ianus Fifrons: una faccia da pubblico peccatore che non paga il dazio, l’altra da ipocrita per bene travestito da intelligente Non c’è rimedio!
    Ma non sono tutti così :-). tranquillo Bortocal, tu sei come Matteo 🙂

    • cara maria, non mi esalta molto la prospettiva di somigliare a Matteo, il più integralista degli interpreti della figura di Cristo… 😉

      è chiaro che non è un post filologico questo, ma zuzzurellone, e mi sono divertito a mescolare le carte e le identità…

      ci sono due tipi di invettive evangeliche classiche (ma poi anche molto poco evangeliche): quella contro scribi e farisei, famosissima; ma c’è poi anche l’altra, che sembra partire da Matteo 21, 31, dove prostitute ed esattori romani delle tasse (pubblicani) sono considerati migliori degli ipocriti (che sarebbero i primi).

      rimane il fatto che anche Jeshu, per la popolarità, ha dovuto prendersela con l’Equitalia dei tempi suoi…, che altro possiamo pretendere oggi?

      e poi un dubbio terribile mi è venuto: ma questo Jeshu, nella realtà storica, sarà mica stato un tipo alla Beppe Grillo? 🙂 🙂 🙂

      • Questo con Beppe Grillo è un bel paragone ( chapeau) ma, se tanto mi dà tanto, gli apostoli suoi moltiplicheranno i fedeli in un modo imprevedibile e pazzesco…A quando le Crociate?

  2. Mi sono un tantino confusa, Gesù in più occasioni ha assolto i pubblicani strozzini e condannato gli scribi e i farisei. In una parobola li mette a confronto, quali opposti della società ebraica, e analizza le loro preghiere.
    Colpo di scena, gli imbroglioni pubblicani hanno la meglio ( Luca 18,9 ). E ancora Gesù pranzava coi pubblicani e i farisei per questo si arrabbiavano (Matteo 9,10). Matteo era un pubblicano ma Gesù se lo accompagna perché si era schierato contro l’oppressore, per un ideale di democrazia. Il mio, Bortocal, era un complimento. 🙂
    Gesù per me è il mito dei miti: mette all’ultimo posto il papa e i vescovi e la burocrazia e la politica e li fa surclassare dai disgraziati. Bella rivincita!

    • cara Maria,

      ma perché continui ad attribuire a te la confusione, che un poco volutamente ho fatto io? o forse vuoi dire che il mio tentativo di chiarificazione ha fatto ancora più confusione?

      chiariamo che i pubblicani del tempo di Jeshu erano più o meno l’Equitalia di oggi, con l’aggravante che riscuotevano le tasse per un esercito di occupazione, e così ci intendiamo subito.

      così che Jeshu non aveva alcun bisogno di attizzare l’odio popolare nei loro riguardi, anzi, cerca di attenuarlo.

      la polemica contro scribi e farisei è attestata fin dai Detti trascritti da Giuda il fratello gemello, la testimonianza più antica della sua effettiva predicazione: detto 44 nel’edizione Craveri, e poi anche 109): quindi è certamente originaria.

      è una polemica di carattere sociale, non ideologico: il pensiero di Jeshu dipendeva direttamente da quello farisaico (non da quello esseno, a quanto si riesce a ricostruire, ad esempio per la fede nella sopravvivenza post mortem): tanto è vero che accusa i farisei di avere “ricevuto le chiavi della conoscenza”, ma di “tenerle nascoste”.

      per il resto nel cosiddetto Vangelo di Tommaso si trova come unico riferimento al tema della tassazione il dibattito se si debbano pagare le tasse a Cesare (107), il che ovviamente investe anche il ruolo dei pubblicani, che le riscuotevano per lui.

      non mi pare che i due vangeli più antichi, di origine almeno, Marco e Giovanni, abbiano neppure questi detti, e lo stesso può dirsi di quello di Filippo.

      non pare quindi che lo Jeshu originario avesse nulla da dire sui pubblicani; la rivalutazione dei pubblicani, cioè degli esattori delle tasse per conto dell’impero romano, appare dunque solo in testi evangelici da collocare oramai alla metà del II secolo, al momento della rottura definitiva con l’insurrezionismo ebraico e di una collocazione nel quadro dell’impero romano della nuova religione.

      andrei molto cauto, storicamente, nell’interpretare il significato esatto della figura di Jeshu: ebbe una vicenda pubblica troppo breve, di pochi mesi, non lasciò nulla di scritto; quel che fu scritto da chi gli era più vicino di chiunque altro (il fratello gemello, emarginato dalla cerchia dei discepoli) fu manomesso e alla fine cancellato, ed è riemerso del tutto fortunosamente 65 anni fa dalle sabbie del deserto dove lo avevano nascosto dei monaci per sfuggire alla morte che comportava conservare quel testo.

      lo storico Giuseppe Flavio sembra quasi non sapere nulla di lui, dato che il passo a lui dedicato è probabilmente manomesso: a meno che non lo rappresenti nell’episodio dell’egiziano, finto messia…

      questo lasciò aperto il suo messaggio alle più diverse e mutevoli interpretazioni, e diventò la principale forza del cristianesimo, religione priva di una teologia originaria chiara e dotata piuttosto solo di una teologia in fieri (la “tradizione”).

      accetto i complimenti come democratico, se proprio insisti :), e perché vengono da te, ma preferisco non riceverli in compagnia di persone che non sono troppo sicuro che possano essere qualificate in questo modo… 🙂

  3. I complimenti li meriti, su Matteo lasciamo le riserve :-).
    E Cristo? E’ un anarchico che ce l’ha fatta. L’unico (A.Malraux) .

    • secondo Malraux Cristo era un anarchico.

      possiamo vedere in lui però anche un integralista teocratico.

      se c’è qualcosa che sfiora il divino in lui è la sua capacità di essere contemporaneamente la fonte di cento pensieri diversi.

      oltre al suo stile, inconfondibile, che ha varcato i secoli.

      lui personalmente, sulla base della mia ricostruzione, scontentò tutti da vivo, e riuscì a diventare un simbolo per tutti da morto.

      lo sai che ho scoperto, sulla base di un indizio interno al testo originario del vangelo secondo Giovanni, che l’episodio della adultera che lui rifiuta di lapidare (in quanto figlio di una madre adultera) è avvenuto proprio in quel mercoledì santo straordinariamente vuoto di fatti, ed è quello che determina la sua rovina, e l’abbandono da parte di tutti i suoi discepoli?

      e allora forse nel Getsemani era da solo non perché i discepoli dormivano, pietosa bugia per nascondere la verità, ma perché lo avevano abbandonato.

  4. Un giorno, a Bergamo, alcuni leghisti interrogarono Gesù. Gli chiesero: “Rabbi, perchè dobbiamo pagare le tasse? Non credi che sia una ingiustizia? Perchè dobbiamo dare i nostri soldi a Roma ladrona?”.
    Allora il maestro disse loro: “Mostratemi una delle vostre monete. Poi domandò loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio».
    Non ci sono dubbi, Gesù era un centralista…

    • al tempo della parabola, non avevano ancora inventato lo scudo di Bossi?

      comunque, certo che era un centralista, dato che il regno di Dio era chiaramente unico.

      poi però qualcuno ha pensato ad una versione federalista del Dio unico, e ha proposto le tre macroregioni di Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo. 🙂

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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