Il pugno del papa sull’altra guancia (Francesco non e` Charlie) – 20.

Francesco ieri l’ha sparata grossa (il che giovera` ancora di piu` alla sua popolarità`):

Se il mio amico Gasbarri dice una parolaccia sulla mia mamma si aspetti un pugno.

Scusa, Francesco, ma dove e` finita l’altra guancia?

* * *

Francesco e` un simpaticone, ma fa pur sempre il papa.

In premessa ha detto che la liberta` di espressione e` un diritto, ma anche un dovere.

Un pensiero molto bello, che gli ho invidiato parecchio.

Poi ha continuato dicendo che non si puo` prendere in giro la religione di un altro, non va bene.

Di qui il paragone con la mamma e la promessa di un pugno a chi la offende.

Dunque la religione e` come la mamma, e di mamma, si sa, ce ne e` una sola.

* * *

C’e` un limite, quello della dignita` di ogni religione – dice.

C’e` il limite, pero`, anche della dignita` dell’ateismo, che e` un atteggiamento religioso come un altro.

E veramente non mi pare che i papi rispettino questa religione dei senza dio: li sento continuamente parlare contro.

Senza che gli atei se la prendano troppo, quasi quasi senza nemmeno che li si senta protestare.

Com’e` che gli atei senza fede (o con una loro fede al negativo), questi uomini terribili privi di valori, sono piu` tolleranti degli uomini di fede?

 * * *

L’idea che non si debba offendere nessuno, e a maggior ragione per la sua religione, e` molto giusta, e chi potrebbe dire di no?

Pero` la sua applicazione pratica e` tutt’altro che semplice.

Allora, fatemi continuare: se io ho il dovere e non solo il diritto di esprimere quel che penso, che cosa devo fare se penso che ci sono aspetti della religione veramente ridicoli?

Che ci sono momenti del rito cattolico che sono francamente buffi?

Ho il dovere di dirlo oppure no?

Non parlo del diritto di dirlo perche` francamente non sento il bisogno spasmodico di proclamarlo ovunque, pero` se mi scappa detto, non vorrei passare dei guai.

E chi stabilisce che, se lo dico, lo faccio per offendere chi non la pensa come me?

Questa intenzione di offendere, cioe` di fare veramente del male, deve risultare chiara, inequivoca, obiettivamente dimostrabile.

Perche` poi, se invece e` semplicemente collegata alla suscettibilità` degli altri, la liberta` di espressione finisce difesa a parole, ma schiacciata nei fatti.

 * * *

In milioni in piazza hanno creduto di difendere la liberta` di espressione, a Parigi.

Pero` quello rischia di essere il canto del cigno e tutti i credenti intolleranti del mondo (ma non tutti i credenti sono cosi`) si coalizzeranno per porre dei limiti alla satira, all’ironia e al libero pensiero.

* * *

Il comico franco-africano Dieudonne` e` gia` stato condannato due volte per anti-semitismo e adesso e` stato arrestato e successivamente rilasciato in attesa di un nuovo processo per avere detto Je suis Charlie Coulibaly, il che gli e` costato un’accusa di apologia del terrorismo.

Sottovoce dico che quella battuta la trovo molto intelligente, forse troppo, ma puo` essere davvero considerata un incitamento al terrorismo salvo che da degli imbecilli?

Tra questi sembra che si debba mettere anche il direttore di Le Monde, che ha aperto una campagna contro di lui, dicendo che eccita all’odio.

Ma io penso che Dieudonne` non sia molto diverso dalla redazione di Charlie Hebdo.

Il suo unico difetto e` di essere ancora vivo (a non voler pensar male della sua pelle scura).

images

 * * *

Altrettanto sottovoce vorrei osservare che se qualcuno ritiene che uno spettacolo, un giornale, un’immagine esposta in un luogo chiuso, un blog o un sito internet urtino la sua sensibilità`, non deve fare altro che evitare di andarci.

Che senso ha sorvegliare in maniera maniacale le espressioni di chi sappiamo gia` totalmente diverso da noi, per il puro gusto di indignarsi, o peggio di offenderlo e di ridurlo al silenzio?

Chi pretende che quello spettacolo, quel giornale, quell’immagine non circolino, che quel blog o quel sito vengano chiusi (esclusi i casi di reati evidenti ed indiscutibili), perche` gli da` fastidio anche solo che esistano, mi pare che sia lui che lede la sensibilità` degli altri.

 * * *

Chissa` se e` possibile proteggere i mediocri dal rischio di pensare, facendo in modo che niente di pubblico urti i loro pigri pregiudizi e che anche le pagine dei siti controversi si aprano su una pagina introduttiva, come alcuni siti pornografici, con una scritta di questo tipo:

QUESTO SITO NUOCE GRAVEMENTE ALLA TRANQUILLITA` MENTALE E PUO` ESSERE CONSIDERATO BLASFEMO SIA DAGLI ADERENTI A QUALUNQUE RELIGIONE SIA DAGLI ATEI STESSI.

SEI SICURO DI VOLER ENTRARE?

* * *

Sono pero` sicuro io che questa proposta non verrebbe assolutamente accolta dai nessun fanatico, islamista, cattolico o ebreo.

A questi fanatici, dispiace dirlo, da` fastidio semplicemente che gente come noi sia al mondo.

Se potessero ancora, ci eliminerebbero volentieri, travolti dalla confusione emotiva che li fa chiamare amore per il prossimo il loro odio per chi non e` un mediocre astioso e illividito come loro.

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7 risposte a “Il pugno del papa sull’altra guancia (Francesco non e` Charlie) – 20.

  1. ciao shera-conqualunquecodatipiaccia 🙂

    apprezzo la critica, ma sei stata troppo concisa e non riesco a seguirti.

    i morti per una liberta`, perche` qualcuno non la sopporta, dimostrano forse che quella liberta` e` sbagliata?

    povera Resistenza, allora, povero antifascismo.

    esprimere le proprie idee significa diventare responsabili dei delitti dei fanatici che non le sopportano?

    non ci resta che il silenzio dei frati trappisti, allora.

    pero` puo` darsi che io non sia riuscito a capirti bene.

    insisto come sto facendo in questi giorni che non esistono idee responsabili o irresponsabili (escluso cio` che la legge considera penalmente rilevante).

    la responsabilita` e` solo di chi si infastidisce e uccide.

    l’unica regola accettabile e` che chi giudica le mie idee inaccettabili le ignori, senza impedire a me di esprimerle e a chi desidera di confontarsi con loro di conoscerle.

    grazie mille, comunque, e vedrai che riusciremo a capirci. 😉

  2. Bella l’idea del dovere della libertà.
    Credo comunque che il limite della dignità andrebbe applicato a chiunque, non solo a tutela della religione.
    Infine, concordo con te sul fatto che la libertà d’espressione sia molto più minacciata da altri (governi in primis) che dai quei terroristi.
    C’è un post proprio sui capi di governo che erano a Parigi, devo leggerlo:
    http://justice.gawker.com/these-world-leaders-are-a-worse-threat-to-free-press-th-1679032136?utm_campaign=socialflow_gawker_facebook&utm_source=gawker_facebook&utm_medium=socialflow

    • red, io non penso affatto che quei terroristi non minaccino la liberta` di espressione; pero` penso come te che godano di appoggi molto piu` ampi di quel che si potrebbe credere, ed anche tra coloro che ipocritamente hanno marciato per dichiarare di volerla difendere.

      gli ultimi decenni stanno vedendo una progressiva ed impressionante restrizione delle liberta` di opinione: non so se conosci il film Il papocchio di quel terribile rivoluzionario che era Renzo Arbore, e che celebrava a suo modo l’elezione di papa Woitila.

      oggi e` assolutamente impensabile che un film simile possa uscire.

      e la cosa mi preoccupa perche` la sparizione dell’ironia coincide con la morte della voglia di ridere o sorridere.

  3. Permettimi. Per una libertà nn so quanto condivisa vi dono stati dei morti, molti. Voltaire prevedeva anche questa evenienza? Esprimere le proprie idee è anche questo ? Max Weber prevede oltre ai propri imprescindibili principi anche una “etica della responsabiluta”.
    Sherasenzapre ~ giudizio

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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