Idioti! ci sarà un Turigliatto anche ad Atene? – 304

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ritorno sulla questione greca, dopo avere scritto ieri un post forse ottimista in maniera un poco semplicistica, dato che ho trascurato di considerare le grosse difficoltà che potrebbero venire all’accordo fra Tsipras e l’Unione Europea da alcuni suoi compagni di partito.

sembra che siano una trentina i deputati che potrebbero rifiutare a Tsipras la fiducia, quando si tratterà di approvare in parlamento un compromesso che a me pare sostanzialmente di buona qualità, se si concretizzerà effettivamente secondo le linee sin qui note, e per questo, per loro ho parlato di nuovi Turigliatto nel titolo.

anche se poi perfino la Merkel potrebbe avere problemi uguali e speculari nel suo partito, considerando che 110 deputati dei suoi approvarono, l’ultima volta che se me parlò, gli aiuti alla Grecia facendo mettere a verbale che la volta successiva (quella che sta per arrivare) avrebbero votato contro.

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ho citato il senatore Turigliatto, trotskista, quello che negò la fiducia a Prodi nel 2008, e bastò il suo voto a mandare quel governo a casa, dato che aveva al Senato un voto solo di maggioranza, e a riportare al potere Berlusconi, col trionfo alle elezioni successive: trionfo quanto mai effimero, se pensiamo che soltanto tre anni dopo Berlusconi diede le dimissioni, dopo avere visto il progressivo sfaldamento di una maggioranza che sembrava inattaccabile.

Turigliatto va tuttora fiero della sua scelta: aveva iniziato a fare politica nel 68 nel Movimento Studentesco, poi nella Quarta Internazionale, e poi ancora in Democrazia Proletaria; uscì nel 2007 dal Partito della Rifondazione Comunista, perché troppo moderato a parer suo, e fondò il movimento Sinistra Critica, che poi si è sciolta nel 2013, ed è stata sostituita da Sinistra anticapitalista, fondata sempre da lui, che va molto orgoglioso di essere stato coerente, cosa che evidentemente per lui, bel narciso, era poi l’unica che contasse davvero.

il bello è che la sua storia politica ha dei punti di contatto con la mia, ma misteriosamente io sono sempre stato e resto un anti-turigliatto, se posso dire così, per riassumere il tipo umano dell’estremista frustrato che si radicalizza sempre di più.

per essere sinceri, la tentazione la provo anche io, molto spesso, e nel blog la esprimo anche, ma un conto è esprimere una posizione ideale, in un contesto di riflessione critica, un altro sarebbe se dovessi assumere delle scelte in un ambito politico.

insomma, a parer mio la riflessione deve essere radicale, per essere efficace, deve proporre stimoli di pensiero anche fuori dalle righe, che aprano la mente; ma nel momento delle scelte concrete, queste vanno collocate in un contesto dato e tenere conto dei suoi vincoli.

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così devo dire dopo avere letto un articolo, pubblicato anche sul Fatto Quotidiano, di Giorgio Cremaschi, mio coetaneo, che conoscevo bene quando faceva il sindacalista per i metalmeccanici a Brescia, come braccio destro di Claudio Sabattini.

anzi, nel 1974 Cremaschi si occupava, per conto della Federazione Lavoratori Metalmeccanici, allora sindacato unitario, di un progetto pilota di scuola serale per il conseguimento d’un titolo di studio da parte degli operai bresciani (da questa esperienza nacquero poi le 150 ore) e io, collaborando al suo progetto come giovane docente 26enne, ancora con incarico a tempo determinato, insegnavo appunto la sera gratuitamente nella quasi capitale operaia di Lumezzane a giovani o maturi operai calabresi o comunque meridionali immigrati, per portarli agli esami di licenza media, a volte a partire da una condizione di analfabetismo originario o di ritorno.

è quindi nel ricordo di questa lontana amicizia che ho letto il suo intervento, col disappunto oramai a me noto che mi divide dalle scelte di alcuni compagni di quelle lontane esperienze.

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Cremaschi definisce idioti! tutti coloro che, come me, si sono augurati che quell’accordo tra Unione Europea e Grecia di Tsipras ci fosse: non perché condivida minimamente la politica che attualmente sta facendo l’Unione Europea, ma perche´ ritengo questo l’unico quadro complessivo nel quale può essere costruita una politica alternativa nel mondo globalizzato e mi ostino a mantenere la speranza, forse irragionevole, che l’Europa riesca a restare un soggetto politico riconoscibile anche nel XXI secolo. 

noi che la pensiamo così siamo paragonabili, secondo Cremaschi, alle folle che esultarono nell’agosto 1938 per il patto di Monaco e lo scampato pericolo, al momento, della guerra mondiale: la Grecia sarebbe la Cecoslovacchia attaccata da Hitler, che è, manco a dirlo, la Germania odierna della Merkel, che prima o poi distruggerà la debole Grecia.

antologia perfetta del populismo razzistoide di sinistra che ammorba l’Italia di oggi, direi.

l’accordo, che – notate bene – anche Tsipras vuole, sostenuto da sondaggi che collocano a 70% la percentuale dei greci che vuole restare nell’Unione Europea, servirebbe soltanto a renzizzare Tsipras.

Poi tra qualche tempo la UE e la Troika tornerebbero all’attacco, per far definitivamente fallire il solo esperimento politico di sinistra nel continente europeo colpito dalla crisi e così riproporre con ancora più arroganza la politica di austerità.

Questa Europa difende solo le sue ricchezze e i suoi ricchi, e cerca di associare i suoi sempre più numerosi poveri a questa lotta contro il testo del mondo.

Non  c’è nulla di progressivo e avanzato in un continente che distrugge il suo più importante risultato, lo stato sociale, e poi cerca di indirizzare la rabbia dei suoi esclusi verso quelli che stanno fuori.

Se si ragionasse sul piano morale questa Europa sepolcro imbiancato meriterebbe solo di essere travolta.

L’euro e le politiche di austerità sono coniate dalla stessa zecca e hanno lo stesso corso legale, anzi hanno lo stesso scopo.

Quello di affermare sul continente europeo un sistema di capitalismo selvaggio che travolga diritti del lavoro, contratti, servizi,  pensioni e scuola pubblica.

Un modello americano a trazione tedesca questa è l’economia dell’Euro.

è una analisi assolutamente campata per aria, proprio perche´ la Germania, al contrario, difende bene il suo modello di stato sociale.

ma dice Cremaschi:

Questa  Europa non è riformabile, così come non lo era quella dominata dalla Santa Alleanza degli imperatori del 1848.

Certo se scoppiasse una rivoluzione in Germania tutto cambierebbe.

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queste sono pure farneticazioni, caro Giorgio.

terribilmente vicine a quelle di Turigliatto che per anni andava ai cancelli della FIAT aspettando il nuovo 68.

tanto peggio, tanto meglio, dice Cremaschi, ridotto alla disperazione di una rivoluzione che non torna più e che forse non c’è neppure mai stata.

meglio un salto nel buio.

Insomma la rottura dell’Europa dell’euro non sarebbe la soluzione, ma la premessa indispensabile per trovare una soluzione giusta alla crisi. (…)

Ma alla fine, magari con opportuni accordi con i BRICS , quel paese mostrerebbe a tutto il continente che la via sconosciuta costruisce più futuro di quella nota che non porta a nulla.

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ora questo articolo di Cremaschi dimostra da solo perché l’area confusa che da decenni si agita all’estrema sinistra in Italia non è credibile e non lo sarà mai.

se la sua proposta è il salto nel buio, sarà ben difficile che possa mai costituire qualche cosa di diverso da una testimonianza intellettuale.

e come tale dovrebbe riconoscersi: scrivere un blog, e non presentarsi alle elezioni.

se poi invece si intende scegliere un’alleanza con la Russia e la Cina, un distacco dall’Occidente dei diritti individuali e dello stato sociale e un passaggio nelle fila del collettivismo come sistema di valori, senza stato sociale, peraltro, la scelta potrebbe anche starci, astrattamente.

ma allora bisogna farla e dirla fino in fondo, ben consapevoli della profonda rivoluzione dei valori umani e sociali che essa comporta (e che la rende difficilmente proponibile spontaneamente in un paese come il nostro: solo una dittatura potrebbe imporre un simile cambiamento a 180 gradi che del resto pare non riesca a funzionare bene neppure in Turchia o ad Hong Kong, per dire).

insomma il modello di vita occidentale pare che sia come la Coca Cola, dopo che lo assaggi per un po’ e ti ci abitui dà la dipendenza…

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in ogni caso chiudo con una ultima citazione del’articolo di Cremaschi, che mi vede invece perfettamente d’accordo:

Idioti!

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un’ultima nota strettamente autobiografica: ho cercato in rete di rinfrescarmi la mente su Claudio Sabattini, a cui sono legati tanti ricordi personali anche toccanti, come quello di Teresa, di Lotta Continua, che fu la sua compagna e una carissima amica, e mori` precocemente.

chiudo con una sua citazione e con una foto, che non rende del tutto testimonianza del particolarissimo fascino intellettuale che Claudio esercitava, superando il limite fortissimo di un aspetto fisico molto sgradevole, avendo avuto il corpo straziato da non so quale incidente che gli aveva devastato di cicatrici il viso e lo aveva mutilato di alcune dita.

anzi, questa testimonianza in corpore vili, per dir cosi`, nella vilta` del corpo, di una durissima prova sostenuta e vinta era parte del suo carisma.

Ho vissuto con totale partecipazione le lotte del movimento operaio e in particolare quelle degli anni 60 e 70 e lì ho imparato che se non ci si identifica con la condizione dei lavoratori, se non li si ama, non si può fare il sindacalista.

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4 risposte a “Idioti! ci sarà un Turigliatto anche ad Atene? – 304

  1. giovane docente 26enne, ancora con incarico a tempo determinato, insegnavo appunto la sera gratuitamente nella quasi capitale operaia di Lumezzane a giovani o maturi operai calabresi o comunque meridionali immigrati, per portarli agli esami di licenza media, a volte a partire da una condizione di analfabetismo originario o di ritorno.

    ………. Che impegno e che soddisfazioni…………….

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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