Rameswaram, Tamil Nadu: l’interno del tempio di Ramanathaswamy – videoclip indiano, 6 43 – 62.

credo di avere fatto ingiustizia a me stesso dimenticando sino ad ora di citare, accanto alle annotazioni prese direttamente in situazione e postate sul blog dagli internet cafè durante il mio ultimo viaggio in India, anche i post fotografici pubblicati da casa subito dopo.

rimedio subito invitandovi a cliccare su questo link, bortografia 745. battesimi a Rameshwaran.: riassume videoclip in parte già visti, in parte quello che segue e altri successivi sulla città (in appendice metto tutti gli altri link alle sintesi fotografiche sui luoghi già illustrati anche con videoclip).

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la foto più straordinaria è certamente quella del quasi incredibile corridoio del tempio di Ramanathaswamy, il più importante monumento di Rameswaram e la meta principale dei pellegrinaggi qui; è anche la foto che conclude il videoclip.

questo corridoio, lungo 600 metri (avete letto bene), non è soltanto quantitativamente il più lungo corridoio sacro dell’India, ma per la sua conformazione particolare ha qualcosa di mistico, sembra quasi il simbolo vivo e incarnato di una energia che si diffonde ed esplode attorno al visitatore: qualcosa di assolutamente incredibile.

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per il resto ogni tempio indiano, pur nella ciclicitá di molti motivi, ha un suo clima particolare, e il clima del tempio di Ramanathaswamy è quello di una oscurità barbarica che rimanda direttamente agli originari templi, che venivano scavati dentro le rocce: oscurità che poi esplode nella luce ritmata dei lunghi corridoi, diversi l’uno dall’altro.

ma perché, invece di sprecare altre parole, non vi do semplicemente le didascalie di quello che potrete vedere nel videoclip?

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il tempio come si presenta in una mattina piovosa col suo gopuram candido che svetta da un coacervo di squallide case

l’accesso al tempio, casualmente vigilato da una candidissima vacca sacra che sembra fare la guardia alle calzature che tutti i visitatori devono lasciare fuori dalla porta

l’atrio con i venditori di fiori, in particolare ghirlande, da mettere attorno al collo, come quella che circonda la statua nerissima di una divinità

l’eleganza di una donna dai capelli rasati che si muove come danzando

statue vivacemente colorate con diverse divinità; colpisce in particolare quella di due uomini che camminano abbracciati, quasi danzando (anche loro, ma ad un ritmo diverso)

due ombrelli rituali per cerimonie sacre

l’accesso dei pellegrini nell’oscurissimo primo corridoio di introduzione al tempio

una donna che spazza con una scopa di saggina il pavimento, davanti a pilastri iper-decorati, adornati da altre statue multicolori

e le statue sono: cavalieri in movimento, mostri proboscidati, un personaggio imperturbabile mentre sgozza probabilmente un prigioniero

i primi incredibili corridoi

i suoni del tempio che incombono su una coppia di pellegrini quasi perduti e sgomenti

altro corridoio, quasi completamente vuoto e vagamente inquietante

una misteriosa gabbia di vimini intrecciati

la statua di un santone

un’altra statua di una figura in movimento e in forte torsione, che ha qualcosa di cinese

le sovraccariche decorazioni dei pilastri

un piccolo frammento video che avrei dovuto cancellare perché è semplicemente un errore di ripresa, ma l’ho lasciato per sfuggire alla tentazione del video troppo leccato

di nuovo un corridoio del tempio col rumore amplificato di una preghiera: un uomo, con un drappo bianco attorno ai fianchi, cammina sul pavimento completamente bagnato e pieno di vere e proprie pozzanghere

una visione angolare di un punto di incontro di due corridoi

pilastri e decorazioni, una figura di elefante

soffitti variopinti e statue

ancora corridoi quasi vuoti ed inquietanti

soffitti tenebrosi

figure danzanti, maschili, che sollevano una gamba in modo voluttuoso

diverse immagini di lingam, il simbolo della forza del membro virile, alcuni incastrati nel simbolo della yoni, l’organo sessuale femminiale; alcuni lingam sono adornati di stoffe

una statua maschile rosa concentrata in preghiera: ma le mani giunte rivolte verso l’altro con particolare concentrazione suggeriscono che questa preghiera alluda ad un’altra condizione, egualmente sacra

una suggestiva veduta dei porticati esterni da dietro una grata di ferro finemente lavorata

la statua rosa di una donna nella medesima posizione voluttuosa vista prima; un drappo colorato steso negligentemente su un filo accanto a lei

la statua scura e inghirlandata di una divinità in una specie di tabernacolo

una nicchia chiusa da un cancello giallo, con altre due divinità danzanti a gamba sollevata

dei grandi flessuosi uccelli di una specie non identificata e forse fantastica

gli ultimi corridoi, e in particolare quello di cui parlavo come del suono di uno strumento musicale incarnato.

* * *

e tutto questo ben di dio, direte voi, racchiuso nell’arco di soli quattro minuti?

proprio così.

qui dentro, esattamente, e con l’accompagnamento per noi piuttoasto stridente, di musica sacra locale.

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ed ecco ora gli altri post fotografici India 2010 che ho sinora trascurato di citare:

bortografia 734. arabeschi a Dubai.

bortografia 735. il crepuscolo di Ernakulam.

bortografia 736. strani percorsi fra Ernakulam, Parur, Chennamangalam, Kodungallur

bortografia 737. tra Ernakulam e Cochin.

bortografia 738. i sorrisi del the di Munnar.

bortografia 739. alla Top Station.

bortografia 740. e poi, Madurai!

bortografia 741. vite di Madurai.

bortografia 742. baba e guru a Tiruparankundram.

bortografia 743. le rocce rosa di Tiruparankundram.

bortografia 744. Rameshwaran e la fine dell’impero americano.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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